Il punto di Antonio Tognoli

20/01/2022 07:45
Il punto di Antonio Tognoli

Secondo molti analisti dovremmo aspettarci un'impennata delle quotazioni del petrolio nel primo trimestre, quale effetto dellโ€™aumento della domanda di carburante da parte delle compagnie aeree dovuta al venir meno di alcune restrizioni alla mobilitร  in diversi paesi, tra i quali Nuova Zelanda, Singapore e Australia.

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Per Goldman Sachs petrolio a 110 dollari al barile

Dati importanti in uscita oggi. Si comincia alle 11:00 con i prezzi al consumo YoY di dicembre in Europa (stima 5% contro 4,9% di novembre), alle 14:30 le richieste dei sussidi alla disoccupazione WoW in USA (stima 220k contro 230k della scorsa settimana), sempre alle 14:30 il PhillyFed di gennaio (stima 20 punti contro 15,4 punti di dicembre) e alle 17:00 le scorse di petrolio USA WoW.

La forza della ripresa economica si รจ portata dietro un aumento del prezzo dellโ€™energia e in particolare del petrolio. Secondo gli analisti del settore รจ verosimile aspettarsi unโ€™impennata delle quotazioni nel primo trimestre, quale effetto dellโ€™aumento della domanda di carburante da parte delle compagnie aeree dovuta al venir meno di alcune restrizioni alla mobilitร  in diversi paesi, tra i quali Nuova Zelanda, Singapore e Australia. Secondo Goldman Sachs il target รจ individuabile intorno a 110 dollari al barile con ulteriori spunti di crescita nel 2023, dove il prezzo potrebbe raggiungere 150 dollari. Il proseguimento del trend al rialzo sarebbe favorito dallโ€™OPEC+ che nonostante gli impegni presi, fatica a mantenere alta lโ€™offerta sul mercato (in gennaio lโ€™OPEC+ dovrebbe aumentare le forniture di petrolio di almeno 400.000 barili al giorno).

I 3 elementi che potrebbero stravolgere la situazione

Ovviamente cโ€™รจ anche il rovescio della medaglia. Ci sono almeno 3 elementi che potrebbero cambiare lo scenario: la diffusione della variante omicron che pare non aver ancora raggiunto il picco e che potrebbe portare ad ulteriori restrizioni alla mobilitร  i cui effetti sono ancora tutti da valutare, il protrarsi degli shock nelle catene di approvvigionamento che al momento rimangono importanti (p.e. nei semiconduttori) e il rischio di una contrazione dellโ€™economia cinese che secondo le recenti stime รจ attesa crescere del 5,7% ma con elevati rischi di ribasso dovuti alla crisi dei colossi immobiliari e dal braccio di ferro con gli USA.

Le banche centrali non possono fare molto per alleggerire i rischi. Ci sono perรฒ due ulteriori elementi che complicano il rapporto tra domanda, offerta e scorte: la politica e la speculazione. Sul mercato manca infatti quasi del tutto il petrolio Iraniano la cui decisione di incrementarne la vendita รจ perรฒ politica. Ma non siamo perรฒ cosรฌ sicuri che ci sia tutta questa fretta. Le aziende USA di scisto infatti hanno spinto il sentiment di mercato in modo da far salire i prezzi in due modi: 1) non tornando ai livelli di produzione pre-Covid e 2) affermando che non aumenteranno la produzione neanche in caso di prezzi piรน alti di quelli attuali. Prima del Covid la produzione USA di scisto era pari a 13,1 mbpd, ora siamo a 11,3 mbpd (il mercato stimava una produzione sopra 13,1 mbpd).

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