Intesa: 3.500 assunzioni a fronte di 7.200 uscite volontarie


L’istituto ha comunicato il piano per procedere a 3.500 assunzioni a fronte di 7.200 uscite volontarie in accordo con i sindacati nell’ambito della fusione con UBi Banca. Intanto prepara l’uscita da Ilva. Rally del titolo a Piazza Affari.


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Mille assunzioni in più. Il titolo corre

Acquisti su Intesa Sanpaolo in una mattinata di generale andamento positivo per il comparto bancario (alle 12 l’indice di settore procede in positivo dello 0,78%). A fine mattinata il titolo procede in guadagno dell’1,13%, scambiato a 1,936 euro.

Come riportato anche dalla Finestra sui Mercati di questa mattina, ieri l’istituto guidato da Carlo Messina ha comunicato il piano per procedere a 3.500 assunzioni a fronte di 7.200 uscite volontarie in accordo con i sindacati nell’ambito della fusione con UBi Banca (conclusa con successo la scorsa estate). Si tratta di mille dipendenti in più rispetto ai 2.500 già previsti dall'accordo sindacale del 29 settembre 2020 sottoscritto con i sindacati Fabi, First/Cisl, Fisac/Cgil, Uilca E Unisin. «Con l'assunzione di mille persone che si aggiungono alle 2.500 già programmate, diamo ulteriore impulso al ricambio generazionale e al sostegno dell'occupazione», ha commentato il Ceo Messina. «Continuiamo ad assumere a dimostrazione della solidità di un gruppo che, con un'accresciuta attrattività per nuovi talenti e maggiori opportunità di crescita professionale e di carriera, conferma il suo ruolo di leadership a livello italiano ed europeo».

L’uscita dalla partita Ilva

L’istituto ha anche annunciato l’uscita da Ilva. Secondo quanto riporta Il Messaggero, prima di Natale è partito il riassetto della multinazionale dell’acciaio, con l’alleanza pubblico-privato tra Invitalia e ArcerlorMittal. A giugno del 2017, Intesa aveva acquisito il 5% di ArcelorMittal Italy con un investimento di 100 milioni di euro. L’intervento è servito ad accompagnare il riassetto della società (ed evitare il fallimento).

Con l’ingresso del partenariato pubblico-privato Ca’ de Sass ha ritenuto esaurito il suo ruolo e, il 17 dicembre 2020 (sempre stando a quanto riporta il quotidiano romano), si è ritirata dal piano. Sempre sul fronte Ilva, entro il 5 febbraio l’Antitrust europeo dovrà esprimersi sul nuovo assetto e, a seguire, sarà convocata l’assemblea straordinaria di ArcelorMittal Italy per promuovere il nuovo aumento di capitale.


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