Intesa Sanpaolo, S&P conferma i rating: “solido” modello di business

Intesa Sanpaolo, S&P conferma i rating: “solido” modello di business

Intanto gli analisti analizzano i conti del 2025 diffusi ieri e il piano al 2029 giudicando positivamente gli obiettivi fissati dal management dell’istituto torinese.

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S&P Global conferma il rating su Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo ancora sotto i riflettori dopo i risultati del 2025 e il nuovo piano 2026-2029 comunicati ieri, mentre oggi è giudizio di S&P Global Ratings sulla banca italiana al centro dell’attenzione.

L’agenzia ha confermato il rating a lungo termine senior preferred (unsecured) dell’istituto guidato da Carlo Messina a ‘BBB+’ e ne ha rivisto l’outlook a positivo da stabile. Il rating a breve termine è stato confermato a ‘A-2’.

La revisione dell’outlook segue quella analoga riguardante l’Italia resa nota da S&P Global Ratings il 30 gennaio scorso.

“Non sono attesi riflessi economico-patrimoniali significativi per la banca”, sottolinea il management dell’istituto.

“L'attuale profilo di credito stand-alone (SACP) di Intesa Sanpaolo, pari a ‘A-’, è superiore anche al rating sovrano dell'Italia”, spiegano da S&P, e questo “riflette la nostra convinzione che la sua solidità, il modello di business solido e diversificato, la forte efficienza e il basso costo del rischio sosterranno i suoi utili e le riserve di capitale nei prossimi anni”.

“Data la sua esposizione all'Italia, tuttavia, limitiamo il nostro rating su Intesa Sanpaolo al livello del debito sovrano”, proseguono gli analisti guidati da Letizia Conversano.

I rating dell’agenzia sulla banca italiana “sono supportati dall'eccellente presenza della banca in Italia, da un modello di business diversificato con successo, che si traduce in una solida generazione di utili durante l'intero ciclo del credito, da una solida liquidità e da una solida qualità degli attivi”.

“Allo stesso tempo”, concludono da S&P, “il nostro rating a lungo termine riflette la concentrazione del gruppo bancario in Italia e la nostra opinione è che sarebbe improbabile per la banca resistere a un ipotetico default sovrano. Pertanto, il nostro rating su Intesa Sanpaolo rimane limitato al livello del nostro rating sovrano sull'Italia”.

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La lente degli analisti sul nuovo piano

Il piano prevede una crescita sostenuta degli utili e un rafforzamento della politica di distribuzione agli azionisti, con dividendi complessivi per circa 37,5 miliardi e buyback per 12,5 miliardi, grazie a un payout destinato a salire al 75%.

Sul fronte operativo, la banca stima un utile netto superiore a 11,5 miliardi nel 2029 e un ROTE del 27%, con un cost/income al 37% e NII a 16,3 miliardi.

Citi conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 6,8 euro sulle azioni Intesa Sanpaolo rispetto ai 6,039 euro di stamattina (+1%). I buyback annunciati sono stati superiori al consenso, mentre i target del piano sono in linea con le attese del mercato, pur se "non così ambiziosi come speravamo noi", commentano gli analisti.

Equita ha alzato del 3% a 7,3 euro il prezzo obiettivo sul titolo della banca, confermando la raccomandazione buy. "Piano solido, con leve chiare e basso rischio di esecuzione", sintetizzano gli analisti, che hanno aumentato le stime di utile 2026-2029 in media del 2%. In generale i target del piano "non solo ci sembrano raggiungibili, ma conservativi", aggiungono gli esperti.

Banca Akros conferma la raccomandazione accumulate e il prezzo obiettivo a 6,4 euro: "Nuovo piano industriale: solide prospettive di crescita in vista", sintetizzano gli analisti.

Infine, WebSim Intermonte conferma la raccomandazione outperform e il prezzo obiettivo a 7,1 euro. "I risultati sono stati in linea con le attese mentre i target di piano leggermente maggiori delle attese", concludono gli analisti.

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