La Bce mette il turbo alle banche. Ecco come approfittarne


In tre giorni il comparto bancario europeo ha messo a segno un rialzo del 5,7%. A inserire il turbo è stata la Bce, con il rialzo dei tassi di 75 punti base e l’indicazione che altri incrementi importanti arriveranno a breve. Vediamo come approfittarne per chi avesse perso il treno con il cash collect di Vontobel con Isin DE000VV1A6L9 su Intesa, Unicredit e Bper che passa sotto la pari e stacca cedole fino al 15,2% l'anno.


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Settimana scorsa, l’Eurotower ha deciso all’unanimità di alzare i tassi di 75 punti base e ha detto chiaramente che altri rialzi seguiranno. Sul mercato si sono già scatenate le previsioni: Konstantin Veit di Pimco prevede altri due rialzi da 50 punti base a ottobre e dicembre, Kaspar Hense di BlueBay Am è convinto che la Bce a ottobre stringerà ancora di 75, Jörg Krämer di Commerzbank vede altri 50 punti base a ottobre.

Boom del settore bancario

In tre giorni il comparto bancario europeo ha messo a segno un rialzo del 5,7%. Unicredit giovedì ha chiuso con un +6% venerdì ha aggiunto un altro +4% e oggi +3,8%. Nello stesso arco di tempo Intesa Sanpaolo corre del +12,5%, Bper +14%.

Stesso movimento in Europa con il +15% di Deutsche Bank, il +10% di SocGen e del Banco Santander.

Ma perché le banche volano ?

Il motivo è semplice e, come sempre, è una questione di numeri. Facciamo due conti insieme.

Tra le diverse decisioni, il board della Bce ha annunciato che anche i depositi bancari presso la Bce, d’ora in poi, verranno remunerati allo 0,75%.

Sembra poco, ma arriviamo da un anno con una remunerazione a zero e prima era, addirittura, negativa (-0,5%), questo per spingere le banche a non tenere ferma la liquidità ma immetterla sul mercato e far crescere l’economia.

Ora, secondo la Bce, sarebbe meglio che l’economia non corra troppo, per non surriscaldare i prezzi. E dunque l’Eurotower è tornata a remunerare i depositi bancari, per lasciare che la liquidità rimanga ferma in modo da non alimentare la fiamma dell'inflazione.

Le banche europee hanno attualmente 670 miliardi di euro di depositi. Moltiplicati per il tasso dello 0,75% significa per le banche un pacchetto di 5 miliardi. Sono ritorni che vanno direttamente a utile e che il mercato valuterà applicando un multiplo, ad esempio il p/e, che sul settore quest'anno viaggia sulle 7,9 volte. Multiplo che potrebbe avere un rerating ovvero un rialzo che, a nostro avviso, facilmente potrebbe salire a 9 volte.

Si tratta di una bella somma, come sottolineano gli analisti di Equita, secondo cui le banche avranno un beneficio in termini di margine d’interesse.

Ma non sono questi i conti finali. La realtà è che le banche europee hanno un’opzione in più e potranno aumentare i loro depositi presso la Bce facendo lievitare quei 5 miliardi ancora, oltre a sperare in tassi sempre più alti. Quindi un doppio effetto: un confronto con anni di margini depressi e la possibilità di aumentare i depositi presso la Bce per farseli remunerare a tassi in aumento (volumi e margini che migliorano insieme).

La seconda buona notizia è arrivata sul fronte del Tltro, il programma di finanziamenti agevolati al comparto non è stato chiuso e a quanto pare andrà avanti per altri mesi.

Da tempo, gli analisti avvertono che, in caso di rialzo dei tassi, le banche e il comparto assicurativo potrebbero approfittarne mettendo a segno una forza relativa sugli altri settori, ovvero performando molto meglio.

La nostra view

La nostra visione rimane quella di una crisi a rallentatore, nessuno scoppio di bolla ma dei trimestri difficili per Stati Uniti ed Europa che si propagheranno anche al resto del mondo. Le cause sono note: tassi in aumento, costi dell’energia più alti e colli di bottiglia alla catena di approvvigionamenti. Gran parte di questo scenario è già prezzato dai mercati.

Ci aspettiamo che la situazione inizierà a migliorare quando, paragonando l'indice dei prezzi con i 12 mesi precedenti, ci sarà una base di paragone per calcolare l'inflazione molto più semplice ovvero paragonando i prezzi rispetto ai mesi dove i costi e inflazione erano già saliti.

Il grafico sottostante divide l'inflazione Usa per le sue componenti principali. In grigio quella legata ai prezzi dell'energia, mentre la linea gialla mostra il prezzo del petrolio, che oggi si muove sugli 86 dollari al barile per il Wti.

Per tornare con il Wti a quei livelli bisogna aspettare a dicembre 2021, sperando che rimanga sui prezzi attuali. Nei mesi precedenti, il greggio era sui minimi congelato dai lock down e questo non ha aiutato il calcolo dell’inflazione, perché il confronto tra il prezzo oggi del petrolio e i 12 mesi prima indicava un forte incremento del prezzo che si è riflesso su tutta l'economia.

Col passare di mesi dunque il confronto sarà più facile e questo, insieme all’aumento dei tassi con le banche centrali che tirano le cinghie dell’economia riporterà la situazione alla normalità e, l’inflazione sotto controllo.

Un primo assaggio lo avremo domani, con l'inflazione Usa attesa all'8%, in deciso calo dall'8,5% precedente. Powell non cambierà politica, il 21 settembre il rialzo di 75 punti base è stimato al 90%.

Lo scenario per le banche

Nel frattempo le banche, che hanno già sofferto per anni a tassi zero, potranno sovraperformare il mercato con margini in aumento.

Fra qualche mese, come spiegano gli economisti, i tassi di crescita dell’inflazione si faranno meno caldi.

Le stime della Bce sono per un’inflazione al 5,5% media il prossimo anno che scenderà al 3,5% nel 2023. Questo vuol dire che avremo due anni circa di tassi in aumento, come mostrano le attese riportate dal grafico sotto.

Le colonnine gialle mostrano, il livello dei tassi attesi cumulati in area euro che da 1,25% attuale dovrebbe normalizzarsi al 2,5%.

Dunque i depositi delle banche presso la Bce tornano a diventare redditizi per gli istituti di credito che potrebbero performare bene.

Come approfittarne?

Siamo andati a cercare un prodotto sul settore bancario che quota sotto la pari a 987 euro e offre un flusso cedolare elevato: è il cash collect di Vontobel con Isin DE000VV1A6L9 su Unicredit, Intesa e Bper. Di seguito i livelli di riferimento:

Il certificate stacca premi trimestrali con memoria del 3,802% (15,20% annuo) se nessuno dei sottostanti sarà crollato alle date di valutazione del 30%.

Le opzioni sono uguali ai classici prodotti della categoria cash collect: cedole con Effetto memoria per recuperare eventuali premi trimestrali non staccati. Rimborso anticipato dal terzo mese, durata due anni. A scadenza protezione del capitale fino a cali del 30% dei sottostanti dal livello iniziale.

Il flusso cedolare è talmente elevato che è in grado di raddoppiare il dividendo medio del comparto.

Obiettivo più sfidante, ma non impossibile, è quello di puntare al rimborso anticipato il prossimo mese (data di valutazione il 24 ottobre). Con tutti i sottostanti sopra il livello iniziale, il certificate verrebbe ritirato a 1038 euro (1.000 di rimborso più la cedola) che sui 986 di acquisto oggi significano un buon 5,2% (oltre il 50% annuo) , in poco più di un mese, quasi una maxicedola compensabile con eventuali minusvalenze in portafoglio (e questo vale per tutte le banche banche, sia quelle che adottano la compensazione immediata che per quelle che la permettano a chiusura dell’operazione).

Se non andasse in porto il rimborso anticipato, si potrà godere delle cedole aspettando le prossime date di valutazione.


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Possibile rendimento Annuo del 15,20% con il certificate su BPER, Intesa e Unicredit
Sottostanti:
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15,208%
Cedole
3,802% - €38,02
Memoria
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Barriera Capitale
70%
Barriera Cedole
70%
ISIN
DE000VV1A6L9
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