Le borse provano a risalire, il settore Social Media si mette di traverso

Nellโafter hours di Wall Street arriva il profit warning di Snap, il titolo crolla. Male anche Meta e Pinteres. Cambia il vento a Wall Street, i future girano al ribasso. Cina: UBS taglia la stima di crescita economica a +3%, quasi la metร di quel che si aspetta il governo. Anima: Amundi รจ al 5%.
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Sembravano essere i tech, o almeno alcuni di loro, ad intralciare il tentativo di Wall Street di prendere le distanze dallโOrso: lโallontanamento dellโarea di pericolo sfiorata venerdรฌ sembrava procedere bene, soprattutto con lโS&P500 ed il Dow Jones, entrambi in rialzo di quasi il 2% grazie alla spinta delle banche. Nel dopo borsa, Snap ha avvisato che le indicazioni sul secondo trimestre diffuse solo quattro settimane fa, sono da accantonare, in quanto il contesto รจ peggiorato in modo piรน veloce del previsto. I ricavi, al massimo, cresceranno del 20%, nella parte bassa del range indicato. Il titolo รจ arrivato a perdere il 30%, la caduta ha scosso tutto il settore della social media economy. Meta ha perso il 5% e Pinterest il 12%.A mercato chiuso, sono arrivate perรฒ anche indicazioni positive, Zoom Video Communications ha presentato dati del trimestre in linea con le aspettative a livello di ricavi, superiori a livello di utile. Il future del Nasdaq รจ in calo dellโ1,3%. Future dellโS&P500 -1%. Future dellโindice Dax di Francoforte -0,3%. Le borse dellโAsia Pacifico scendono. Male soprattutto quelle della Cina, nonostante il nuovo pacchetto di misure a sostegno delle aziende annunciato stanotte dalle autoritร di Pechino. CSI 300 di Shanghai e Shenzen -1,1%. Hong Kong -1%.
Economia cinese
Gli effetti della pandemia hanno spinto UBS a tagliare di nuovo le stime sul Pil del 2022 a +3%, dal precedente +4,2%. Lโeconomista che firma la nota, Tao Wang ritiene che il rimbalzo previsto nella seconda parte dellโanno, quando con il calare del contagio saranno rimosse le restrizioni, non sarร forte come nel 2020, perchรฉ la variante Omicron, essendo piรน contagiosa, spingerร le autoritร sanitarie a mantenere una qualche forma di moderazione e controllo sugli spostamenti. Poche ore prima, JP Morgan aveva tagliato a +3,7%, da +4,3%, analoghe le motivazioni.
Cina e Taiwan
Ieri รจ stata una giornata complicata per le relazioni tra Cina e Stati Uniti. Joe Biden aveva provocato una schiarita, parlando di nuovo della possibilitร di cancellare, o rivedere in profonditร , il sistema dei dazi introdotto dal suo predecessore. Ma poi, nel corso della conferenza stampa dell'Indo-Pacific Economic Framework tenutasi a Tokyo, il presidente degli Stati Uniti ha detto che Taiwanย sarร difesa, anche militarmente, in caso di invasione. La mezza gaffe di Biden ha costretto agli straordinari i funzionari della Casa Bianca, che nelle ultime ore hanno ribadito la posizione di Washington sul tema: in caso di attacco di Pechino, sarร di certo fornito sostegno ed aiuto, ma non un coinvolgimento diretto.
Btp-spread
Il buono del Tesoro dellโItalia ha superato la soglia del 3% di rendimento, da 2,99% del giorno prima. Differenziale con il Bund intorno a 200 punti base. La Ue ha ufficializzato la decisione di sospendere per un altro anno le regole di bilancio. Bruxelles ha perรฒ esortato i Paesi membri a contenere la spesa e preannunciato nuove valutazioni sullโandamento dei conti pubblici. Nel 2023 possibili procedure di deficit. Preoccupa lโevoluzione della spesa in Italia.
Petrolio e petroliferi verdi
Anche se il prezzo del greggio americano รจ aumentato di oltre il 40% da inizio anno, le grandi compagnie petrolifere come Exxon Mobil, Chevron, Royal Dutch Shell o TotalEnergies, non ne hanno approfittato per aumentare gli investimenti in nuovi progetti, hanno invece scelto di โridurre l'onere del debito. Si trattava di un'operazione urgente, in quanto queste societร erano fortemente indebitate e il breve crollo del prezzo del petrolio nel marzo 2020 le aveva portate sull'orlo dell'insolvenza. Attualmente, la riduzione del debito degli ultimi due anni sta dando i suoi frutti, poichรฉ negli ultimi mesi il rifinanziamento delle passivitร รจ diventato nuovamente piรน costoso a causa dell'aumento dei tassi di interesse sul mercato dei capitali. Inoltre, i rendimenti da dividendo dei titoli del settore sono interessanti e spesso superano il 4%โ, si legge nella nota firmata da Stefan Breintner, Head of Research and Portfolio Management, DJE Kapital.
Non ci sono soltanto gli alti dividendi, che secondo Breintner dovrebbero essere pagati anche in futuro, ci sono gli ampi programmi di riacquisto di azioni proprie. โAttualmente, alcune societร come Chevron, Equinor o TotalEnergies stanno riacquistando attivamente le proprie azioni. Con un prezzo del petrolio superiore ai 90 dollari, questa tendenza dovrebbe continuare nei prossimi anniโ, prosegue la nota. Le major del greggio sono caute sugli investimenti nellโesplorazione e nello sviluppo di nuovi giacimenti perchรฉ, per โincontrare il favore degli investitori, vogliono diventare "piรน verdi" e hanno quindi giร iniziato a diversificare i loro portafogli di prodotti dando piรน spazio a fonti energetiche a basso contenuto di anidride carbonicaโ, dice Breintner. La scelta green paga ancora di piรน in questo contesto: โI prezzi elevati dell'energia possono contribuire ad accelerare la transizione verso una societร piรน neutrale dal punto di vista climatico. Secondo il motto: piรน i combustibili fossili sono costosi, piรน le alternative rinnovabili e piรน rispettose dellโambiente diventano convenientiโ.
Tra i titoli a Piazza Affari segnaliamo
Anima. Amundi Asset Management detiene complessivamente il 5,16% del capitale, secondo quanto risulta dalle comunicazioni Consob sulle partecipazioni rilevanti.
Generali ha avviato un'operazione di acquisto azioni pari almeno al 5,33% di Cattolica, a 6,75 euro ciascuna, attraverso una procedura di reverse accelerated bookbuilding con l'obiettivo di arrivare a detenere oltre il 90% del capitale della compagnia veronese, attualmente controllata all'84,5% dopo l'Opa dello scorso anno.ย
Banca Ifis. La Banca d'Italia ha fissato i requisiti Srep, indicando per il 2022 un CET1 dell'8,65%, a fronte del 15,75% detenuto dall'istituto a fine marzo
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