Le borse ripartono, neanche Christine Lagarde le ferma

La presidente della BCE ha detto che la stretta monetaria va avanti con il massimo impegno, ma i dati macroeconomici arrivati dagli Stati Uniti hanno ridato spinta a Wall Street ed anche allโazionario europeo. La Casa Bianca non vuole che i produttori di chip per lโintelligenza artificiale vendano alla Cina, ha scritto stanotte il Wall Street Journal: Nvidia ha girato al ribasso nel dopo borsa. UBS punta sulla Cina, anche la situazione geopolitica resta spinosa.
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Il vigoroso ed inaspettato miglioramento della fiducia dei consumatori ha riportato il toro a Wall Street, ieri il Nasdaq ha chiuso in rialzo dellโ1,6%. Tesla, Nvidia e Meta Platforms, i tre grandi nomi che da qualche settimana tirano di piรน, hanno guadagnato oltre il 3%.
Lโindice di Conference Board sulle aspettative dei consumatori รจ balzato sui massimi da gennaio 2022. Eโ salito soprattutto lโindicatore basato sulle condizioni presenti, ma si รจ mosso allโinsรน anche quello sulle aspettative a medio termine. Questโultime resta di pochissimo sotto la soglia che anticipa lโarrivo di una recessione. Per la prima volta da diciassette mesi, i consumatori con aspettative di un aumento dei prezzi delle azioni superano quelli che si aspettano un calo dei prezzi.
Le borse dellโEuropa dovrebbero aprire in rialzo, il future dellโindice Dax di Francoforte sale dello 0,2%, dal +0,4% della seduta di ieri.
SINTRA
Eโ entrato nel vivo il forum della BCE di Sintra. Christine Lagarde ha affermato in modo energico che la politica monetaria sarร restrittiva fino a quando lโinflazione non sarร tornata sotto il 2%: โCi impegnano a raggiungere questo obiettivo qualunque cosa accadaโ. Reuters ha scritto che la maggior parte dei banchieri centrali della Bceย non si aspettano unโinterruzione giร quest'estate della stretta monetaria.
BTP
Il decennale italiano si รจ leggermente indebolito, a 3,97%.
S&P Global Ratings prevede che in media il tasso del titolo di Stato decennale italiano l'anno prossimo si attesti a 4,7%, rivedendo al ribasso le proprie previsioni di inizio anno di poco oltre il 5%. Nel report "Economic Outlook Eurozone" aggiornato al terzo trimestre si prevede per quest'anno un rendimento medio del Btp a 10 anni del 4,3% e per il 2025 di 4,6%.
Il Bund decennale della Germania รจ visto in media quest'anno dall'agenzia di rating a 2,6%, il prossimo a 2,9% e nel 2025 a 2,7%.
EUROZONA
Un mercato del lavoro robusto, gli effetti delle misure fiscali e la prospettiva di ulteriori aumenti dei tassi inducono S&P a modificare le previsioni sul PIL della zona euro per il 2023, portandole allo 0,6% dallo 0,3% precedente, mentre le previsioni per il 2024 sono state marginalmente ridotte. S&P non prevede che lโinflazione torni al target del 2% fissato dalla banca centrale prima del 2025, anche se i venti di coda post-pandemia si stanno perรฒ affievolendo e l'aumento dei tassi di interesse sta frenando la domanda. Gli analisti non prevedono e che l'eurozona cada in una recessione grave.
Lโoutlook a medio termine (2025-2026) รจ piรน positivo di quello a breve termine (2023-2024) perchรฉ la politica monetaria dovrebbe aver smesso di frenare la domanda entro due anni, il mercato del lavoro potrebbe dimostrarsi piรน resistente rispetto a precedenti rallentamenti, e la politica fiscale fornirร un certo sostegno grazie all'attuazione del Next Gen EU fino alla fine del 2026
ASIA
Accelera nel finale di seduta la borsa del Giappone, Nikkei +1,7%. Si avvia a chiudere in rialzo dellโ1% il mercato azionario dellโAustralia.
Scendono le borse della Cina e della Corea del Sud.
CINA
Lโindice CSI 300 dei listini di Shanghai e Senzen perde lo 0,7%, -1% la variazione da inizio anno.
La seconda economia del pianeta sta accelerando e la Peopleโs Bank of China (PBoC) sta perseguendo politiche espansive. Lโindice MSCI China si compra a multipli piรน bassi di quelli di Wall Street e dellโEuropa, solo 9,3 volte gli utili attesi. I risultati del primo trimestre sono stati superiori alle attese ed UBS prevede una crescita degli utili del 14% questโanno. Ma la borsa di Shanghai, da inizio anno guadagna solo il 2%, -4% il bilancio in euro.
Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di UBS GWM in Italia spiega in una nota di ieri che il pessimo andamento del listino cinese รจ da mettere in riduzione anche al fatto che la riduzione dei tassi dโinteresse da parte della PBoC รจ stata marginalmente inferiore alle attese. Nel futuro perรฒ, giร il prossimo mese, โaltri tagli alle riserve di liquiditร potrebbero venire annunciati. Inoltre, secondo Bloomberg e il Wall Street Journal ci sarebbero discussioni per ulteriori stimoli fiscali, probabilmente in aree come lโimmobiliare residenziale e le infrastrutture. La riunione del Politburo alla finedi luglio potrebbe fornire nuovi spuntiโ.
Cosรฌ come avvenuto in Occidente, il rimbalzo economico cinese si รจ rivelato molto dipendente dai consumi. Ramenghi afferma che โi servizi rimangono in buona salute e indicatori come i voli domestici e lโutilizzo delle metropolitane non mostrano cedimenti. Stanno invece rimanendo indietro il settore immobiliare e lโindustriaโ. Secondo lo strategist, quel che preoccupa di piรน รจ la situazione geopolitica, โche resta spinosaโ. La Cina piace ad UBS, ma con qualche cautela. โNellโambito di un portafoglio globale preferiamo quindi investire nellโindice allargato dei mercati emergenti (MSCI Emerging Markets Index), di cui la Cina rappresenta comunque circa il 30%.โ.
CINA/STATI UNITI
Il Dipartimento al Commercio degli Stati Uniti potrebbe introdurre a breve delle limitazioni alle esportazioni verso la Cina dei chip al servizio dellโintelligenza artificiale, lo ha scritto stanotte il Wall Street Journal. Il provvedimento andrebbe a colpire in particolare Nvdia, in calo del 3% nel dopo borsa, anche altre aziende, potrebbero essere condizionate.
TITOLI
Eni ha firmato con Perenco l'accordo per la cessione della sua partecipazione in alcuni permessi petroliferi in Congo, marginali rispetto alla strategia nel paese. Il valore dell'operazione รจ pari a circa 300 milioni di dollari.
Generali. L'aumento dei tassi di interesse sta rallentando i piani di Generali di liberarsi di un portafoglio di polizze vita fino a 20 miliardi di euro, complicando le discussioni con i potenziali compratori. Lo riferiscono tre fonti vicine alla situazione.
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