Le trimestrali tech stendono Wall Street

Le trimestrali tech stendono Wall Street

Le delusioni provenienti dai conti di Amazon e Apple intimoriscono ancora Wall Street in attesa della riunione della Federal Reserve, in calendario per la prossima settimana.

Scopri le soluzioni di investimento

Con tutti i certificate di Orafinanza.it


Il declino dei tech

Seduta di Wall Street che continua a essere condizionata dai numeri deludenti delle grandi società tecnologiche americane.

Ieri l’indice FANG Plus, comprensivo dei dieci nomi di prima grandezza del settore tecnologico quotati alla borsa statunitense, ha chiuso ieri sera in calo del -4%, scivolando a ridosso dei minimi degli ultimi due anni e mezzo, e portando al 40% il calo da inizio anno, nettamente peggiore rispetto ai suoi colleghi più importanti: Dow Jones -11,6%, S&P500 -20%, Nasdaq Composite -31%.

Le difficoltà dei tecnologici sono confermate dalle performance dei titoli dall’annuncio dei loro risultati ad oggi, con Meta Platform (Facebook) la peggiore con un -30%, mentre Alphabet (Google) ha ceduto i 12%, Microsoft il 10% e Tesla è rimasta agli stessi livelli di partenza.

Soltanto Netflix è riuscita a crescere (+20%), anche se il prezzo è ancora dimezzato rispetto ad inizio 2022.Oggi, intanto, la seduta di New York sembra ancora condizionata dalle delusioni delle trimestrali di Apple e Amazon. Quando manca circa un’ora dall’apertura, infatti, il future sul Nasdaq lo 0,80%, performance nettamente peggiore rispetto a quelli sul Dow Jones (+0,20%) e sullo S&P500 (-0,40%).

Musk si prende Twitter

Tra la pioggia di trimestrali, tra le notizie del giorno c’è la “liberazione” di Twitter da parte di Elon Musk, secondo un post pubblicato dall’imprenditore sullo stesso social.

Indiscrezioni parlano di una ‘vendetta’ di Musk nei confronti del Ceo Parag Agrwal, del direttore finanziario Ned Segal e del responsabile degli affari legali Vijaya Gadde, licenziati dopo essere accusati di averlo ingannato sul numero degli account falsi.

Il titolo Twitter è stato sospeso a partire da oggi dalle contrattazioni di Wall Street.

Fed meno hawkish?

La prossima settimana l’attenzione si rivolgerà tutta verso la riunione della Federal Reserve, prevista per l’1-2 novembre.

Mentre un rialzo dei tassi di 75 punti base è praticamente assicurato, la probabilità di un rialzo più contenuto, di 50 punti base, a dicembre è del 55%, secondo lo strumento FedWatch del CME.

“Non credo che ci sarà alcuna sorpresa (in termini di rialzo dei tassi), ma sarà più importante il messaggio che la Fed trasmetterà”, sottolinea Benzimra di Societe Generale.

Con la Banca del Canada che ha alzato i tassi meno del previsto e i commenti meno hawkish dei rappresentanti della BCE, restano le aspettative di un probabile rallentamento del ritmo della stretta monetaria da parte della banca centrale USA.

Secondo gli strategist di Citi, i mercati hanno ricominciato a pensare a una svolta della Fed, definita però come un aumento dei tassi a scaglioni più ridotti e non come una svolta “vera e propria” dai rialzi ai tagli.

“No Powell Pivot, no Babbo Natale?”, si chiedono gli analisti specializzati nelle economie emergenti della banca, riferendosi al cosiddetto “rally di Babbo Natale” che i mercati vedono spesso verso la fine dell'anno.

Principali notizie societarie e relativi andamenti nel pre-market USA

Apple (+0,10%): battute le stime sull’utile per azione nel trimestre, con 1,29 dollari rispetto alle previsioni di 1,27 dollari, e ricavi record a 910 miliardi (+8,1%), superiori alle attese del consensus (88,9 miliardi), anche se deludono le entrate da iPhone (42,6 miliardi con attese di 43,21 miliardi).

Amazon (-13%): risultati migliori delle attese nel quarto trimestre fiscale, ma previsioni di ricavi tra  140 e 148 miliardi, inferiori ai 155 del consensus.

Intel (+7%): taglia le previsioni di spesa in conto capitale per l’anno fiscale in corso a 25 miliardi di dollari da una precedente previsione di 27 miliardi di dollari e ha comunicato un fatturato a 8,1 miliardi rispetto alle stime di 7,64 miliardi di dollari.

DaVita (-14%): utile nel terzo trimestre inferiore alle stime degli analisti a causa del calo delle visite dei pazienti da COVID-19 e riduzione delle prospettive di utile rettificato per il 2022 a 6,20 – 6,70 dollari rispetto al precedente 7,50 – 8,50 dollari.

LyondellBasell Industries (-7%): attesa un calo dei margini nel quarto trimestre a causa dell’aumento dei costi energetici e utili per azione (1,96 dollari) inferiori alle stime di Refinitiv (2,84 dollari).

Raccomandazioni analisti

Amazon

RBC Capital Markets: ‘buy’ e riduzione del prezzo obiettivo a 135 USD dai precedenti 175 dollari.

Citigroup: ‘buy’ e target price diminuito da 185 dollari a 145 USD.

Apple

JP Morgan: ‘buy’ e target price fermo a 200 dollari.

McDonald’s

RBC: ancora ‘buy’ e prezzo obiettivo aumentato a 295 dollari dai precedenti 275 USD.

Goldman Sachs: ‘buy’ e rialzo del target price da 270 USD a 279 dollari.

La Finestra sui Mercati

Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

Leggi la nostra guida sugli ETF

Bond a 20 anni in sterline

Ogni anno cumula cedole del 10%. Richiamabile dal secondo anno.

Chi siamo

Orafinanza.it è il sito d'informazione e approfondimento nel mondo della finanza. Una redazione di giornalisti e analisti finanziari propone quotidianamente idee e approfondimenti per accompagnarti nei tuoi investimenti.

Approfondimenti, guide e tutorial ti renderanno un esperto nel settore della finanza permettendoti di gestire al meglio i tuoi investimenti.

Maggiori Informazioni


Feed Rss

Dubbi o domande?

Scrivici un messaggio e ti risponderemo il prima possibile.




Orafinanza.it
è un progetto di Fucina del Tag srl


V.le Monza, 259
20126 Milano
P.IVA 12077140965


Note legali
Privacy
Cookie Policy
Dichiarazione Accessibilità

OraFinanza.it è una testata giornalistica a tema economico e finanziario. Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 50 del 07/04/2022

La redazione di OraFinanza.it