Mediobanca, cda presenta la sua lista. Attesa per contromossa di Delfin e Caltagirone


Il board uscente ha presentato un elenco di 15 nomi con una forte componente di continuità con la gestione attuale, segnando così il fallimento ufficiale di qualunque trattativa con i contrari alla gestione attuale che ora hanno fino ai primi giorni di ottobre per presentare la loro lista.


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La lista del cda di Mediobanca

È ufficiale la rottura tra il consiglio di amministratore uscente di Mediobanca e Delfin in coppia con Francesco Caltagirone dopo mesi di trattative per arrivare ad un accordo prima dell’assemblea dei soci sul nuovo management di Piazzetta Cuccia.

Ieri sera il cda ha presentato la sua lista per il rinnovo del board, confermando l’attuale presidente Renato Pagliaro e del Ceo Alberto Nagel e per oltre la metà è costituita da consiglieri uscenti “al fine di assicurare la stabilità ed efficacia alla gestione aziendale”, sottolinea la nota diffusa ieri sera.

L’elenco dei nomi proposti è composto da 15 amministratori, dei quali 4/5 aventi i requisiti di indipendenza ai sensi dello Statuto e per il 47% del genere meno rappresentato.

A Piazza Affari, intanto, il titolo scambia in negativo nella prima ora di seduta, arrivando a cedere circa l’1% a 12,285 euro, sulla scia delle vendite che stanno colpendo la borsa di Milano dopo la riunione della Fed di ieri sera.

La lista alternativa

A questo punto, la ‘palla’ passa ai due soci oppositori del cda uscente, l’imprenditore romano Francesco Gaetano Caltagirone e Delfin, la holding che fa capo agli eredi di Leonardo Del Vecchio.

La scadenza per la presentazione della lista di minoranza ‘lunga’ a cui sta lavorando la finanziaria guidata da Francesco Millari è fissata per il prossimo 3 ottobre, con attualmente allo studio una lista di 7 possibili candidati.

Delfin dovrebbe presentare questa lista in veste di azionista ‘finanziario’, così come stabilito a seguito di accordi presi con la Banca centrale europea in sede di autorizzazione.

Strategia di Delfin

Secondo il Sole 24 Ore, a prevalere sulle scelte di Delfin sarebbero più gli aspetti “finanziari” dell’investimento in Mediobanca che quelli di gestione della banca.

Nel caso in cui Delfin decidesse di uscire e vendere l’intero pacchetto, il guadagno calcolato dal quotidiano finanziario sarebbe di 600 milioni di euro, alla luce del suo 20% detenuto nel capitale dell’istituto.

Delfin è arrivata a questa quota utilizzando uno schema di operazione che gli ha permesso di costruire posizioni azionarie tramite l’utilizzo di opzioni put (vendere) e opzioni call (a comprare) entro una determinata forchetta di prezzo.

In questo caso, il prezzo medio per azione è di 9,9214 euro e, mettendo insieme il primo investimento avvenuto al prezzo di carico di 7,5 euro e i successivi, si arriva a un investimento complessivo di Delfin in Mediobanca di 1,4 miliardi.

Il tutto a un prezzo di carico medio che secondo alcune ricostruzioni dovrebbe attestarsi intorno a 8,2 euro per azione, che, confrontato con un prezzo di azioni odierne di circa 12,40 per Mediobanca, porta la capitalizzazione complessiva a 10,5 miliardi.

Pertanto, attualmente quel pacchetto del 19,8% nelle mani della capogruppo di Essilor Luxottica vale circa più di 2 miliardi, almeno 600 milioni in più rispetto a quanto investito.

Bilancio e dividendo

Tra le decisioni di ieri del cda c’è l’approvazione del progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato al 30 giugno 2023, in linea con quanto reso pubblico lo scorso 27 luglio: risultato netto di 1.026,8 milioni per il gruppo (907 milioni nell' esercizio 2021-22) e 606,5 milioni per la capogruppo Mediobanca (513,1 milioni nell’esercizio 2021-22).

Inoltre, il board ha approvato la proposta di dividendo da 0,85 euro lordo per azione per l’assemblea degli azionisti in agenda per il prossimo 28 ottobre.

L’importo verrà messo in pagamento dal 22 novembre con ‘record date’ 21 novembre e data stacco il giorno precedente.

Infine, il Cda ha anche approvato la Dichiarazione Consolidata di Carattere Non Finanziario al 30 giugno 2023, che riporta le informazioni relative ai temi ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani e alla lotta contro la corruzione, utili ad assicurare la comprensione delle attività svolte dal Gruppo, del suo andamento, dei suoi risultati e dell’impatto prodotto.

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