Mercato toro e mercato orso: significato di bull market e bear market

Il mercato toro (bull market) indica una fase prolungata di rialzo dei prezzi, il mercato orso (bear market) un ribasso di oltre il 20%.
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Quando attacca l'avversario, il toro alza le corna verso l'alto. L'orso, al contrario, colpisce con gli artigli dall'alto verso il basso. È da questi due movimenti che la Borsa ha preso in prestito i suoi simboli più celebri: il toro rappresenta le fasi di rialzo dei mercati, l'orso quelle di ribasso. Da qui le espressioni bull market (mercato toro) e bear market (mercato orso), entrate stabilmente nel linguaggio della finanza internazionale.
Capire cosa significano orso e toro in Borsa non è solo una curiosità lessicale. Distinguere le due fasi di mercato aiuta a interpretare le notizie finanziarie, a leggere il sentiment degli investitori e a inquadrare il momento che i listini stanno attraversando.
Mercato toro: il significato di bull market
Il glossario di Borsa Italiana definisce il bull market come un mercato caratterizzato da un aumento dei corsi azionari che si prolunga per un periodo relativamente ampio, contraddistinto da un progressivo incremento dei prezzi delle attività finanziarie e da aspettative ottimistiche. Il termine si usa soprattutto per il mercato azionario, ma può riferirsi anche a obbligazioni, valute, materie prime e immobili.
Non basta però qualche seduta positiva per parlare di mercato toro, o mercato rialzista. Per convenzione, gli operatori identificano l'avvio di un bull market con un rialzo di almeno il 20% dai minimi precedenti. Non esiste una soglia ufficiale, fissata da un regolamento o da un'autorità di mercato, ma questa misura è diventata lo standard con cui analisti e stampa finanziaria classificano le fasi di mercato.
Un mercato toro si sviluppa in genere quando l'economia si rafforza o quando gli investitori si aspettano un miglioramento dei dati macroeconomici e degli utili societari. La fiducia alimenta la domanda di azioni: molti vogliono comprare, pochi sono disposti a vendere, e i prezzi salgono. In queste fasi aumentano anche le quotazioni in Borsa (IPO), perché le società approfittano delle valutazioni elevate per raccogliere capitali. Nel gergo degli operatori, chi compra scommettendo su un rialzo dei prezzi è definito "bull", mentre "bullish" indica un atteggiamento o un segnale tecnico orientato al rialzo.
Mercato orso: il significato di bear market
Il mercato orso, o mercato ribassista, è l'immagine speculare del toro. Sempre secondo il glossario di Borsa Italiana, il bear market è contraddistinto da una progressiva diminuzione dei prezzi delle attività finanziarie e da aspettative pessimistiche. Anche in questo caso la convenzione più diffusa fissa la soglia al 20%: si parla di mercato orso quando un indice, un titolo o una materia prima perde oltre un quinto del proprio valore dai massimi recenti.
Le cause che portano l'orso in Borsa possono essere molteplici: un'economia in rallentamento, lo scoppio di una bolla speculativa, politiche monetarie restrittive, guerre, pandemie o crisi geopolitiche. I prezzi delle azioni riflettono le aspettative sui profitti futuri delle società, e quando le prospettive di crescita si deteriorano le quotazioni scendono. Il pessimismo tende poi ad autoalimentarsi: la paura e la fretta di limitare le perdite spingono molti investitori a vendere contemporaneamente, il cosiddetto panic selling, accentuando i ribassi e facendo salire la volatilità. In queste fasi il capitale si sposta tipicamente dall'azionario verso investimenti a reddito fisso, percepiti come più sicuri.
Un vecchio detto di Borsa recita che il mercato dà con il cucchiaino e toglie con il mestolo. I bear market sono infatti in genere più brevi e più violenti dei bull market: i ribassi si concentrano in poco tempo, spesso in un clima di panico, mentre i rialzi si distribuiscono su periodi più lunghi e con un andamento più composto.
Toro vs orso
Chi si chiede cosa si contrappone a "bull" in Borsa trova la risposta nell'orso: bear è l'esatto opposto del toro, così come il ribasso lo è del rialzo. Non a caso nella letteratura finanziaria anglosassone le due fasi compaiono quasi sempre in coppia, sotto la formula bull and bear market, a indicare l'alternanza tra periodi di crescita e di calo dei prezzi che scandisce la vita dei mercati finanziari.
Dalle stesse radici derivano anche gli aggettivi con cui gli operatori descrivono aspettative e segnali di mercato. Bullish significa rialzista: è bullish l'investitore che si aspetta prezzi in salita, così come un segnale grafico che indica una possibile ripartenza. Il significato di bearish è ribassista e descrive chi si posiziona per trarre profitto dai cali, ad esempio attraverso vendite allo scoperto, oppure un'indicazione tecnica che suggerisce un possibile ripiegamento dei prezzi. Un investitore bearish sul mercato può anche ricorrere a strumenti legati alla volatilità attesa, come quelli costruiti sul VIX, l'indice della paura.
Questo grafico mostra l'andamento storico giornaliero dell'indice S&P 500 nei mercati toro e orso statunitensi dal 1942 a oggi. Analizzare la storia delle fasi di espansione e recessione del mercato può offrire una prospettiva utile sui vantaggi di un investimento orientato al lungo periodo.
- Il mercato toro medio è durato 4,4 anni, con un rendimento cumulato medio del 152,8%.
- Il mercato orso medio è durato 11,1 mesi, con una perdita cumulata media del 31,7%.
L'S&P 500 Index Total Return (scala logaritmica)
Fonte: First Trust, Bloomberg. Daily returns from 4/29/1942 - 6/30/2026.
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