Meta punta sull’Europa per fare ripartire la crescita


Secondo Bloomberg, il gruppo di Zuckerberg mira a fare crescere i ricavi per utente nella zona euro, oggi pari a solo 69 dollari contro i 214 dollari del NordAmerica. Citigroup sostiene che il titolo è sottovalutato.


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La concorrenza di Tik Tok e lo sgambetto di Apple.

Messa alle strette dalla concorrenza di TikTok e dallo sgambetto di Apple, Meta Platforms, meglio nota come Facebook, potrebbe cercare un riscatto a breve puntando sul rafforzamento in Europa, in attesa che i fortissimi investimenti che sta facendo sul Metaverso portino qualche risultato commerciale.

Muovendosi nella scia del generale rimbalzo dei titoli tech, nell’ultimo mese le azioni di Meta sono salite dell’8% nonostante i deludenti dati annunciati lo scorso 27 luglio. Il fatturato del secondo trimestre è sceso a 28,8 miliardi di dollari, con un calo dello 0,9% sullo stesso periodo del 2021 a causa dei minori ricavi da pubblicità. Un calo che in parte è stato provocato dalle modifiche introdotte un anno fa da Apple con l’ultima versione del software dell’iPhone, che adesso chiede agli utenti se accettano o meno che le app utilizzino in automatico i loro dati per elaborare l’invio di pubblicità mirata. Ovviamente un gran numero di proprietari di iPhone risponde no, e questo riduce la portata degli algoritmi di Facebook.

Il parere dell’analista di Bernstein.

Nessuno si illude che Apple sia diventata una paladina della privacy dei consumatori. Semplicemente, il gruppo della Mela ha deciso di fare crescere i suoi ricavi da pubblicità, e per ottenere questo risultato ha prima “sgambettato” i concorrenti come Facebook e gli altri social, e poi, a distanza di 12 mesi, ha annunciato l’arrivo di inserzioni pubblicitarie in alcuni servizi come l’App Store. Toni Sacconaghi, analista di Bernstein, dice che la pubblicità comparirà a breve anche su Apple Maps, su Books e sull’app dei Podcast. Con queste iniziative Apple potrebbe arrivare in un paio di anni a più che raddoppiare i ricavi da pubblicità, arrivando a raccogliere nel 2024 10 miliardi di dollari, dagli attuali 4 miliardi.

Tre pezzi grossi si sono spostati a Londra.

Secondo Bloomberg, una delle risposte di Meta per difendere il suo business sarà di potenziare l’attività in Europa. La società non ha fatto nessuno annuncio al riguardo, ma Bloomberg mette insieme traslochi e numeri di mercato per arrivare alla sua conclusione. I traslochi sono quelli di tre pezzi grossi di Meta come il gran capo di Instagram Adam Mosseri, il presidente di Meta per i Global affaires, Nick Clegg, e il Chief Marketing Officer del gruppo, Alex Schultz. Nei mesi scorsi i tre hanno lasciato la Silicon Valley per trasferirsi a Londra, ufficialmente per motivi personali, ma secondo il Financial Times potrebbe esserci un piano per dare un maggiore impulso al mercato europeo.

Decisiva la capacità di spesa del consumatore europeo.

Nel 2021 Meta ha incassato in media 214 dollari per ognuno dei suoi utilizzatori del Nord America (Usa e Canada), contro i 69 dollari di ogni utilizzatore europeo. Anche se in Asia i ricavi sono stati solo di 17 dollari per utilizzatore, gli esperti interpellati dal Financial Times non hanno dubbi che è l’Europa l’area geografica che presenta le maggiori opportunità di crescita per il gruppo di Mark Zuckerberg, grazie ai 38.000 dollari di Pil pro capite che indicano che i consumatori europei hanno una capacità di spesa più che tripla rispetto a quelli asiatici (13.000 dollari di Pil pro capite). E’ in Europa che i brand spendono per la pubblicità.

Aperto a Londra ufficio per 4.000 dipendenti.

Infine Bloomberg sottolinea il potenziale risparmio di costi: a Londra la retribuzione media per un ingegnere del software è di 65.000 dollari, contro i 135.000 dollari dell’area di San Francisco. A Londra Meta ha appena aperto nuovi uffici per 4.000 dipendenti e dovrà sbrigarsi ad assumere per non scontrarsi con la concorrenza di TikTok anche sul mercato del lavoro.

Intanto Citigroup ha inserito Meta fra i titoli tech eccessivamente sottovalutati. Dall’inizio dell’anno il titolo è sceso del 46%. Dei 55 analisti che coprono il titolo, 40 consigliano di comprare le azioni e la media dei target price è 224 dollari, il 24% il più dell’attuale quotazione di 180,89 dollari.


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