Nel credito meglio rimanere sul breve termine

Secondo Tognoli, nel lungo termine รจ da preferire il credito Europeo, con un occhio alle elezioni in Francia.
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
Ricordiamo che i mercati USA oggi sono chiusi per la festivitร del 4 luglio. Diversi sono i dati in uscita. Si comincia alle 8:00 con la produzione industriale della Germania MoM di maggio (stima +0,2% contro -0,1% di aprile), mentre alle 8:45 รจ il turno della produzione industriale MoM di maggio della Francia (stima -1,2% contro +0,5% di aprile). Vendite al dettaglio MoM sempre di maggio dellโItalia alle 10:00 (stima +0,1% contro -0,1% di aprile) e alle 11:00 vendite al dettaglio MoM di maggio dellโEuropa (stima +0,1% contro -0,5% di aprile). Se i dati fossero confermati, si amplierebbero le differenze tra lโandamento delle diverse economie Europee e, ovviamente, le difficoltร per la BCE di attuare una politica monetaria comune, in assenza di una comune politica fiscale.
Alle 14:30 รจ il turno dei dati USA: tasso di disoccupazione di giugno (stima 4%, in linea con il dato di maggio) e la variazione occupati sempre di giugno (stima 189k contro 272k di maggio). Oltre a questi importanti dati, stiamo tenendo d'occhio il report sulle buste paga degli Stati Uniti che uscirร domani per valutare se i recenti rapidi guadagni occupazionali continueranno, spinti da flussi migratori eccezionali. Vedremo inoltre se la crescita delle retribuzioni rimane elevata: come sappiamo, al momento รจ troppo alta perchรฉ l'inflazione si stabilizzi vicino all'obiettivo del 2% della Fed.
I PMI dellโEuropa di giugno sono risultati leggermente migliori delle attese, ma in peggioramento rispetto a maggio: Servizi 52,8 punti contro 52,6 atteso e 53,3 di maggio e Composito 50,9 punti contro 50,8 atteso e 52,2 di maggio. Ancora in contrazione i prezzi alla produzione โ sempre dellโEuropa โ di maggio (-4,2% contro -4,1% atteso e -5,7% di aprile). I dati continuano ad indicare le difficoltร dellโeconomia europea e dovrebbero essere di ulteriore stimolo per la BCE di ridurre i tassi. Viste le parole della Lagarde a Sintra, riteniamo comunque difficile che la BCE possa ridurre i tassi nel meeting del 18 luglio prossimo. Questo significa che la recessione appare sempre piรน probabile.
Sul fronte USA, gli occupati ADP di giugno, ovvero quelli del settore privato, sono risultati piรน bassi delle attese (150k contro 163k attesi) e piรน bassi di quelli di maggio (157k). Sempre forti i dati di PMI di giugno dei Servizi (55,3 punti contro 55,1 atteso e 54,8 di maggio) e quello Composito (54,8 punti contro 55,1 atteso e 54,5 di maggio), ma in forte flessione lโISM Manifatturiero che scende sotto la soglia dai 50 punti che indica recessione (48,8 punti contro 52,6 atteso e 53,8 di maggio). In flessione pure gli ordini allโindustria MoM di maggio (-0,5% contro +0,2% atteso e +0,4% di aprile). I dati sono ancora contrastanti ma tendono ad evidenziare la frenata dellโeconomia americana. Frenata in parte crediamo voluta dalla Fed, nella misura in cui frena lโinflazione, mantiene il tasso di disoccupazione intorno al 4% e consente comunque una crescita del PIL nellโintorno dellโ1%.
I tassi piรน alti per un periodo piรน lungo hanno di fatto ripristinato il reddito in una gamma di obbligazioni statunitensi diverse. I rendimenti totali offerti nel credito (investment grade, titoli garantiti da ipoteca e high yield) offrono agli investitori a lungo termine rendimenti relativamente interessanti rispetto al rischio, soprattutto nelle obbligazioni a breve termine.
Oggi รจ un mondo diverso per gli investimenti a reddito fisso rispetto al periodo pre-pandemia. Dopo una serie storica di aumenti dei tassi delle banche centrali, l'86% degli asset a reddito fisso globali ora rende il 4% o piรน, rispetto a meno del 20% nel decennio che ha preceduto la pandemia. Ciรฒ significa che gli investitori a lungo termine non hanno piรน bisogno di assumersi rischi aggiuntivi per generare un reddito solido. E le aziende statunitensi si stanno dimostrando resilienti a tassi piรน elevati.
Secondo i dati di Bloomberg, le aziende statunitensi investment grade hanno meno del 10% di debito in essere in scadenza ogni anno fino al 2030. Non vediamo quindi un muro di scadenze in vista che potrebbe sollevare dubbi sulle aziende che rifinanziano a tassi piรน elevati. Molte aziende hanno approfittato dei bassi tassi all'inizio della pandemia, convertendo il debito a breve termine in quello a lungo termine. Di conseguenza, i pagamenti degli interessi netti delle aziende statunitensi sono crollati anche dopo i bruschi aumenti dei tassi.
Mentre il reddito totale offerto รจ interessante per gli investitori a reddito fisso, rimaniamo invece selettivi nel credito. Gli spread si sono ristretti, in gran parte a causa della forte domanda rispetto all'offerta e dei bilanci aziendali resilienti. Gli spread per le societร statunitensi investment grade sono vicini ai loro livelli piรน stretti degli ultimi due decenni, il che propende per rimanere sottopesati.
Nel credito, preferiamo il reddito da obbligazioni a breve e medio termine che riteniamo compensino gli investitori per l'assunzione del rischio. Saremmo invece neutrali nel credito ad alto rendimento a livello globale sia su un orizzonte tattico che strategico. Il cuscinetto di reddito rende l'alto rendimento piรน attraente su una base di rendimento totale rispetto agli investimenti di grado minore.
In termini geografici, preferiamo il credito europeo a lungo termine rispetto agli Stati Uniti: gli spread in Europa non sono cosรฌ stretti come quelli degli Stati Uniti o alla loro stessa storia. Ovviamente stiamo tenendo d'occhio le elezioni parlamentari francesi in vista del secondo turno del 7 luglio, considerato che la Francia rappresenta quasi il 20% dell'universo obbligazionario aziendale europeo.
In un contesto di portafoglio, preferiremmo assumerci il rischio in azioni, dove i rendimenti attesi sono piรน interessanti, rispetto al credito su un orizzonte tattico di sei-dodici mesi. Crediamo inoltre che si opportuno mantenere una posizione sovrappesata sulle azioni e sul tema dell'intelligenza artificiale in generale.โ
Su orizzonti strategici di cinque anni e oltre, preferiamo il credito privato a quello pubblico, anche se i tassi di insolvenza sui prestiti diretti negli Stati Uniti sono aumentati (secondo i dati di Lincoln International). Le insolvenze potrebbero essere ancora piรน elevate se non ci fosse la flessibilitร dei finanziatori sulle aziende che violano i contratti di credito. Questo fattore rientra comunque nelle ipotesi di insolvenza per il credito privato. Tuttavia, anche dopo aver tenuto conto di queste potenziali perdite, il nostro giudizio rimane positivo, visto che al momento le insolvenze sono ancora relativamente limitate.
Il credito privato dovrebbe anche svolgere un ruolo chiave nel futuro della finanza: vediamo infatti un crescente appetito per i prestiti non bancari che guida una domanda costante di credito privato. I mercati privatiโโsono tuttavia complessi, con un rischio e una volatilitร elevati e non sono adatti a tutti gli investitori.
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