Netflix, 2025 in crescita ma restano le ombre sull’accordo con Warner Bros Discovery

Netflix, 2025 in crescita ma restano le ombre sull’accordo con Warner Bros Discovery

Il colosso dello streaming supera le attese con ricavi in aumento del 18% e 325 milioni di abbonati, ma prevede un inizio 2026 complicato tra costi in rialzo, pressioni regolamentari e la battaglia con Paramount per l’acquisizione di Warner Bros.

Scopri le soluzioni di investimento

Con tutti i certificate di Orafinanza.it


Rallenta l’aumento degli iscritti a Netflix

Bilancio positivo nel 2025 per Netflix, confermando il suo buono stato di salute finanziaria, oscurato però dall’arrivo di ‘nuvole all’orizzonte’ legate in particolare all’accordo in corso con Warner Bros Discovery.

I dati del quarto trimestre diffusi ieri sera a mercato chiuso hanno superato le previsioni di Wall Street, ma il report ha anche rivelato che la piattaforma di streaming ha terminato l’anno con oltre 325 milioni di abbonati globali, circa 23 milioni in più rispetto al 2024 (+8%).

Un risultato importante, ma che rappresenta un deciso rallentamento rispetto ai 41 milioni di nuovi abbonati registrati nel 2024, alimentando i timori di un possibile esaurimento della fase di espansione. La crescita esplosiva degli ultimi anni, infatti, era stata trainata dal lancio – nel 2022 – della versione a prezzo ridotto con pubblicità, che aveva attirato un’enorme ondata di utenti.

Gli analisti si interrogano ora su quanto spazio resti per ulteriori incrementi. “Nel complesso, tutto questo lascia intravedere un inizio d’anno impegnativo”, ha osservato Thomas Monteiro, analista di Investing.com.

A Wall Street, intanto, le azioni Netflix calano di oltre il 5% nelle contrattazioni afterhours, lasciando presagire una seduta negativa.

Immagine contenuto

Profitti oltre le attese ma previsioni in calo

Passando ai numeri, nel trimestre appena concluso Netflix ha ottenuto risultati superiori alle aspettative di mercato, con un utile netto di 2,4 miliardi di dollari, pari a 56 centesimi per azione, in crescita del 29% su base annua. Il fatturato è salito del 18%, superando i 12 miliardi di dollari. Su base annua, le vendite del 2025 hanno raggiunto 45,2 miliardi di dollari, il 16% in più rispetto all’anno precedente.

Nonostante questi numeri positivi, la società ha previsto per il periodo gennaio-marzo 2026 utili (0,76 dollari) inferiori alle stime degli analisti (0,82 dollari) e ha annunciato la sospensione del programma di riacquisto di azioni proprie, mentre si concentra sulla complessa operazione di acquisizione di Warner Bros Discovery.

Il gruppo ha inoltre stimato che la crescita dei ricavi rallenterà dal 16% registrato nel 2025 a un range compreso tra il 12% e il 14% nel corso del 2026, nonostante le entrate pubblicitarie siano destinate a raddoppiare. Parallelamente, i costi legati alla produzione di contenuti saliranno di circa il 10%, con un’accelerazione nella prima metà dell’anno dovuta al calendario delle nuove uscite. La società prevede anche oneri aggiuntivi per 275 milioni di dollari, direttamente collegati all’acquisizione di Warner Bros.

Immagine contenuto

La guerra di offerte per Warner

La contesa per il controllo di Warner Bros Discovery ha vissuto un nuovo capitolo ieri, quando Netflix ha deciso di convertire la propria offerta originaria, che prevedeva una componente in azioni, in una proposta interamente in contanti. Una mossa che mira a semplificare il processo e a rendere l’offerta più appetibile agli occhi degli azionisti di Warner, spingendoli a resistere alle pressioni del concorrente Paramount.

Nonostante Warner abbia ribadito la propria intenzione di portare a termine l’accordo con Netflix, Paramount non sembra intenzionata a cedere e potrebbe rilanciare con una controfferta migliorativa. All’inizio di gennaio, infatti, il gruppo ha informato i propri azionisti che proporrà nuovi membri nel consiglio di amministrazione di Warner con l’obiettivo di votare contro l’intesa con Netflix. Contestualmente, Paramount ha avviato una causa per ottenere una maggiore trasparenza sui dettagli dell’accordo.

Durante la conference call con gli investitori, il co-amministratore delegato di Netflix, Ted Sarandos, ha colto l’occasione per inviare un messaggio a Paramount, ricordando i tempi in cui la società, allora specializzata nel noleggio di DVD per corrispondenza, aveva dovuto fronteggiare colossi come Walmart e il defunto Blockbuster. “Non siamo estranei alla competizione, e nemmeno al cambiamento”, ha dichiarato Sarandos.

Un bivio difficile

Oltre alla battaglia con Paramount, Netflix dovrà superare anche l’esame delle autorità antitrust statunitensi, che dovranno valutare se l’inclusione di HBO — marchio di punta di Warner — all’interno della sua piattaforma possa ridurre la concorrenza o comportare rincari per gli utenti.

Le incertezze legate a questi scenari si sono riflesse in Borsa: il titolo Netflix ha perso il 20% da quando l’accordo con Warner Bros Discovery è stato annunciato il mese scorso. Gli analisti ritengono che questo clima di instabilità possa protrarsi per gran parte del 2026, poiché la società non prevede di completare l’acquisizione prima che Warner abbia scorporato la propria divisione via cavo, una procedura che richiederà probabilmente tra i sei e i nove mesi.

“La scelta di passare a un’offerta interamente in contanti mostra quanto Netflix desideri raggiungere il proprio obiettivo”, sottolinea Danni Hewson, responsabile dell’analisi finanziaria di AJ Bell. “Ma gli azionisti sperano che questa determinazione possa anche spingere Paramount Skydance a rilanciare la propria offerta, dando vita a nuovi round in questa accesa guerra di acquisizioni”.

Secondo Hewson, il rischio per Netflix è di trovarsi di fronte a un bivio difficile: non voler pagare troppo, ma allo stesso tempo non voler essere superata nella corsa al dominio globale dei contenuti.

La Finestra sui Mercati

Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

Aziende citate nell'Articolo

Codice: NFLX.US
Isin: US64110L1061
Rimani aggiornato su: Netflix

Maggiori Informazioni
Leggi la nostra guida sugli ETF

Bond a 20 anni in sterline

Ogni anno cumula cedole del 10%. Richiamabile dal secondo anno.

Chi siamo

Orafinanza.it è il sito d'informazione e approfondimento nel mondo della finanza. Una redazione di giornalisti e analisti finanziari propone quotidianamente idee e approfondimenti per accompagnarti nei tuoi investimenti.

Approfondimenti, guide e tutorial ti renderanno un esperto nel settore della finanza permettendoti di gestire al meglio i tuoi investimenti.

Maggiori Informazioni


Feed Rss

Dubbi o domande?

Scrivici un messaggio e ti risponderemo il prima possibile.




Orafinanza.it
è un progetto di Fucina del Tag srl


V.le Monza, 259
20126 Milano
P.IVA 12077140965


Note legali
Privacy
Cookie Policy
Dichiarazione Accessibilità

OraFinanza.it è una testata giornalistica a tema economico e finanziario. Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 50 del 07/04/2022

La redazione di OraFinanza.it