NFP Usa: debolezza confermata, gli effetti su Treasury ed euro/dollaro

07/09/2025 15:30
NFP Usa: debolezza confermata, gli effetti su Treasury ed euro/dollaro

Il mercato del lavoro statunitense conferma un progressivo raffreddamento: i dati di agosto, uniti alle revisioni dei mesi precedenti, mostrano un quadro meno solido e spingono gli operatori a scommettere su una stagione di tagli della Fed. Le ricadute si riflettono immediatamente sulla โ€œpanciaโ€ dei Treasury, sul cambio euro/dollaro e sulla percezione di rischio azionario.

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Debolezza conclamata, dal JOLTS al dato di agosto

I dati di agosto sui Non-Farm Payrolls (NFP) confermano quanto giร  suggerito dal report JOLTS: il mercato del lavoro non รจ piรน tirato come in passato. Come spiega Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte, il rapporto tra posti vacanti e disoccupati รจ sceso sotto lโ€™unitร , livello che giร  nel 2024 aveva contribuito a un taglio da 50 punti base. La fotografia di agosto mostra un settore sanitario e dei servizi ancora in espansione, mentre il comparto pubblico segna il passo, evidenziando la fragilitร  complessiva dellโ€™occupazione.

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Tassi in discesa e โ€œpancia della curvaโ€, lโ€™effetto sui Treasury

Le attese di mercato si spingono verso cinque-sei tagli in un anno, con una probabilitร  del 15% che il Fomc scelga un taglio da 50 punti base giร  il 17 settembre. La โ€œpanciaโ€ della curva dei Treasury (3-5 anni) continua a scendere, avvicinandosi al 3,3%, ossia il costo medio del debito federale.

Secondo Cesarano, questo rende sostenibile un maggior ricorso a emissioni intermedie, alleggerendo la spesa per interessi, che ormai rappresenta la seconda voce del bilancio Usa dopo la Social Security. La strategia descritta da Cesarano prevede un allineamento tra politica monetaria e gestione del debito, con tagli complessivi di 150-175 punti base entro dodici mesi.

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โ€œFiscal dominanceโ€ e la leva energetica

Una Fed piรน โ€œtrumpianaโ€, secondo Intermonte, puรฒ accettare tagli dei tassi anche in presenza di unโ€™inflazione in leggera risalita, purchรฉ contenuta. Per reggere questa impostazione, cruciale sarร  lโ€™andamento dei prezzi energetici.

Non a caso, Washington spinge su Opec+ per aumenti di offerta giร  da ottobre e mantiene la pressione sul Venezuela per sbloccare potenzialitร  estrattive enormi ma sottoutilizzate. Una disponibilitร  maggiore di petrolio aiuterebbe a contenere la componente energetica dellโ€™inflazione, creando margini per tagli pro-crescita senza alimentare spirali inflattive.

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Euro/dollaro, atteso un breve rafforzamento

Nonostante le attese di easing, il dollaro non รจ riuscito a superare i massimi di 1,18 contro euro registrati a luglio. Il posizionamento del mercato รจ giร  fortemente carico sul deprezzamento del biglietto verde, come dimostrano i risk reversal.

Possibile per l'euro/dollaro, secondo Cesarano, un overshooting verso 1,20 entro fine anno, ma con prospettive di esaurimento nel 2026. La fragilitร  delle finanze pubbliche in alcuni Paesi europei, i dati deboli della Germania e lโ€™incertezza sul destino delle riserve russe congelate presso Euroclear potrebbero spingere a una normalizzazione del cambio dopo lโ€™eccesso.

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Settembre difficile per azionario, ma spiragli a fine anno

Sul fronte azionario, Intermonte avverte che settembre sarร  un mese ostico: stagionalitร  negativa, rallentamento degli investimenti legati allโ€™AI, tensioni con la Cina sul fronte dei chip avanzati e blackout dei buyback riducono la liquiditร  complessiva.

Tuttavia, il finale dโ€™anno potrebbe offrire prospettive migliori: se la Fed avvierร  il ciclo di tagli e gli stimoli fiscali accompagneranno la fase, anche una crescita piรน modesta potrร  risultare compatibile con multipli sostenibili.

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