Novo Nordisk a sconto dopo il crollo: occasione o trappola nel duello con Eli Lilly?

Le azioni Novo Nordisk trattano a 14 volte gli utili 2026, contro le 32 volte di Eli Lilly. Il mercato sconta un futuro difficile, ma il consensus vede ancora un upside del 31%. La strategia del nuovo Ceo e le incognite della guerra dei prezzi
Indice dei contenuti
- 1. Obesità: Novo Nordisk prova a rialzarsi mentre Eli Lilly corre
- 2. Wegovy contro Zepbound: una sfida che oggi pende a favore di Lilly
- 3. La pressione dei prezzi e il nodo dei “farmaci imitazione”
- 4. Il Ceo Doustdar: sacrifici oggi per tornare a crescere domani
- 5. Valutazioni di Borsa: uno sconto che fa riflettere
- 6. Ripresa possibile, ma non priva di rischi
Obesità: Novo Nordisk prova a rialzarsi mentre Eli Lilly corre
Il giorno dopo il crollo del 17% che ha travolto le azioni Novo Nordisk, analisti e investitori cercano di ricomporre il quadro della feroce competizione nel ricchissimo mercato globale dei farmaci contro l’obesità. Oggi a Copenaghen le azioni Novo Nordisk scambiano intorno a 302 corone danesi, in lieve flessione dopo l’annuncio shock di ieri che i ricavi del 2026 scenderanno del 13%.
All’estremo opposto si colloca Eli Lilly, che beneficia di un momentum diametralmente opposto. Ieri la società americana ha annunciato una previsione di crescita dei ricavi del 27% nel 2026 e il titolo è balzato di circa il 10%, chiudendo a 941 dollari, a un soffio dal massimo storico di 950 dollari segnato il 26 novembre scorso.
Wegovy contro Zepbound: una sfida che oggi pende a favore di Lilly
Il confronto ruota attorno ai farmaci di punta delle due aziende. Wegovy, prodotto da Novo Nordisk, è stato il primo a ottenere l’approvazione negli Stati Uniti e ha di fatto creato il moderno mercato dei farmaci anti-obesità. Zepbound, sviluppato da Eli Lilly, è arrivato più tardi, ma ha rapidamente guadagnato terreno, soprattutto negli Stati Uniti, grazie a un profilo di efficacia considerato superiore.
Entrambi i farmaci appartengono alla classe dei GLP-1, sigla che indica gli agonisti del peptide glucagone-simile 1: si tratta di molecole che imitano un ormone naturale coinvolto nella regolazione dell’appetito e della glicemia, inducendo un senso di sazietà e favorendo la perdita di peso. È una delle aree terapeutiche a più rapida crescita dell’intera industria farmaceutica, un mercato che, secondo numerose banche d’affari, nel 2030 potrebbe superare i 100 miliardi di dollari.
La pressione dei prezzi e il nodo dei “farmaci imitazione”
Il vantaggio competitivo di Novo si è però incrinato quando Wegovy è entrato in una fase di carenza produttiva, aprendo spazio negli Stati Uniti a una proliferazione di farmaci generici. Questo fenomeno ha eroso quote di mercato e ha costretto Novo a una drastica revisione della strategia di prezzo.
Eli Lilly ha reagito con maggiore rapidità, risolvendo prima i colli di bottiglia produttivi e introducendo formati alternativi e prezzi più competitivi, riuscendo così a estromettere dal mercato molte di queste soluzioni parallele.
Il Ceo Doustdar: sacrifici oggi per tornare a crescere domani
Nel momento più delicato di Novo Nordisk è entrato in scena il nuovo amministratore delegato Mike Doustdar, che, appena nominato (agosto 2025), ha chiesto apertamente agli investitori di avere pazienza. La società prevede per il 2026 un calo delle vendite fino al 13%, a causa della guerra dei prezzi negli Stati Uniti e dell’avvicinarsi dei primi farmaci generici in alcuni mercati internazionali.
Secondo Doustdar, la riduzione dei prezzi — pur penalizzando i risultati finanziari nel breve periodo — rappresenta un investimento strategico. Rendere i farmaci più accessibili dovrebbe ampliare la platea dei pazienti e riattivare la crescita dei volumi nel medio-lungo termine.
I primi segnali arrivano dalla versione orale di Wegovy, lanciata da poche settimane negli Stati Uniti a un prezzo introduttivo di 149 dollari al mese, che ha già superato le 170 mila prescrizioni. In arrivo anche una versione ad alto dosaggio dell’iniezione, che secondo Novo garantirebbe risultati di perdita di peso paragonabili a quelli di Zepbound.
Valutazioni di Borsa: uno sconto che fa riflettere
Novo Nordisk ha perso circa il 70% e nel corso del 2025 si è di fatto dimezzato. Sul piano delle valutazioni, il divario tra i due gruppi è netto. Oggi Novo Nordisk tratta a circa 14 volte gli utili attesi per il 2026, mentre Eli Lilly scambia a 32 volte gli utili 2026. Negli ultimi dodici mesi le azioni Eli Lilly sono salite del 17%, certificando una divergenza nettissima tra i due leader del settore.
Il consensus degli analisti vede per Novo un potenziale di rialzo del 31%, con target price medio a 399 corone danesi, contro un upside stimato di appena il 5% per Lilly, con obiettivo a 1.167 dollari.
Ripresa possibile, ma non priva di rischi
Dopo una caduta del 70% dai massimi, Novo Nordisk si presenta oggi come un titolo profondamente ridimensionato, che però incorpora gran parte delle cattive notizie. La strategia del nuovo management punta a trasformare il successo di Wegovy in una piattaforma più ampia, estendendo l’utilizzo dei GLP-1 ad altre aree terapeutiche e valorizzando una pipeline che include molecole di nuova generazione come CagriSema e amycretin.
La ripresa non sarà rapida né lineare. Ma lo sconto rispetto a Eli Lilly e un consensus ancora positivo suggeriscono che per gli investitori con un orizzonte di medio-lungo periodo, Novo Nordisk resta una scommessa interessante, anche se rischiosa, in uno dei mercati più promettenti dell’industria farmaceutica globale.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
