Nuovi segnali di inflazione resiliente, Wall Street rallenta


I dati sui prezzi alla produzione del mese di febbraio negli Stati Uniti indicano ancora una resistenza degli alti livelli dei prezzi e la prossima settimana è attesa la Federal Reserve.


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L’inflazione USA resiste

Nuove indicazioni di inflazione resiliente negli USA arrivate oggi dai dati sui prezzi di febbraio, mentre quelli sulle vendite mostrano una economia che non accenna a indebolirsi, raffreddando ancora le speranze di un vicino taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.

Nel dettaglio, i prezzi alla produzione del mese scorso su base mensile sono aumentati dello 0,6%, ben oltre lo 0,3% previsto del dato precedente (0,3%). Su base annuale la crescita è stata dell’1,6%, anche in questo caso sorprendendo le attese, ferme all’1,1%, mentre il mese prima era dello 0,9%.

Aumentano ma meno del previsto le vendite al dettaglio, risultate a +0,6% (atteso 0,8%) dal calo dell’1,1% riscontrato a gennaio.

Attesi anche i dati sulle richieste iniziali di disoccupazioni della settimana terminata il 9 marzo, indicatore della forza del mercato USA, risultate 209 mila, meno delle 218 mila previste e del dato precedente (217 mila).

Con la diffusione del dato si riducono dal 69 al 61% le previsioni dei trader su un primo taglio dei tassi a giugno, secondo il FedWatch Tool del CME.

Wall Street in parità

Dopo una mattinata in crescita di mezzo punto percentuale, i future sui principali indici azionari USA riducono i guadagni a seguito della diffusione dei dati, portandosi vicino la parità.

Il dollaro ha accelerato nei confronti dell’euro e la coppia EUR/USD scende (-0,20%) a 1,0927. Il rendimento del decennale USA sale al 4,217% (+0,60%) e il biennale (+0,30%) si attesta al 4,637%.

Il Bitcoin rallenta (-0,30%) e scende a 72.700 dollari, al pari dell’oro che scivola a 2.168 dollari l’oncia, cedendo mezzo punto percentuale.

JP Morgan positiva sull’S&P500

Il sentiment positivo sull’azionario sembra non volersi raffreddare anche se ieri i tre principali indici avevano chiuso in negativo e lo S&P500 continua il suo periodo più lungo dal 2018 senza un calo di almeno il 2% (dati Bloomberg).

Sul futuro dell’indice, JP Morgan resta positiva e migliora il suo target price, prevedendo quota 5.600 punti per il benchmark alla luce di una stagione degli utili che dovrebbe essere più forte del previsto.

Oggi, intanto, alcune big tech come Meta e Netflix scambiano positive prima del suono della campanella di Wall Street grazie alle previsioni di futuri vantaggi derivanti dalle decisioni del Congresso USA di vietare TikTok.

Sguardo alla Fed

I dati sui prezzi al consumo diffusi martedì, leggermente maggiori del previsto, non erano riusciti a smorzare le speranze di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve nei prossimi mesi.

“L’Action Economics ci ricorda che l'inflazione sta scendendo, ma molto lentamente, il che probabilmente manterrà il FOMC (Federal Open Market Committee) in attesa di ulteriori dati per confermare che i prezzi si stanno raffreddando”, prevede Sam Stovall, capo stratega degli investimenti del CFRA. La prossima riunione si terrà il 19 e 20 marzo e, “non essendo previsto alcun taglio dei tassi, l'attenzione sarà concentrata esclusivamente sui dot plot e sui potenziali cambiamenti”, ha aggiunto Stovall.

Notizie societarie e pre-market USA

Robinhood (+12%): aumento del 41% su base annua dei volumi di trading azionario di febbraio e volume degli scambi di criptovalute a febbraio salito dell'86%.

Under Armour (-5%): il fondatore Kevin Plank tornerà come CEO a partire dal primo aprile.

Fisker (-36%): ha ingaggiato il consulente finanziario FTI Consulting e lo studio legale Davis Polk per assisterla in un'eventuale istanza di fallimento, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal.

Dollar General (+6%): prevede per il 2024 una crescita delle vendite tra il 6% e il 6,7%, superiore alle stime degli analisti che prevedevano una crescita del 4,4% a 40,33 miliardi di dollari (dati LSEG).

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