Certificate One Star: cosa sono e come funzionano


In passato questa clausola ha salvato molti investitori da spiacevoli situazioni. Nello scenario attuale, dopo forti correzioni dei mercati e l’inflazione che morde alcuni settori ma ne aiuta altri, l’effetto One Star associato a scadenze lunghe può fare la differenza. Tutto però ha un costo, vediamo quando questa opzione può essere conveniente.


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“Tana libera tutti”. Non dite che non avete mai giocato a rimpiattino o nascondino. E quante volte sarà successo di essere stati beccati dalla guardia e fatti prigionieri, per poi sperare che l'ultimo giocatore rimasto da trovare riuscisse a toccare la "tana", e urlare "tana libera a tutti". Così si era liberi di nascondersi di nuovo e la guardia doveva stare ancora a contare.

“Tana libera tutti”, così funziona l’effetto One star, grazie al quale basterà che anche uno dei sottostanti a scadenza si trovi sopra il livello iniziale, per salvare gli altri sottostanti finiti sotto barriera e recuperare l’intero capitale investito. Insomma è come se l’ultimo dei prigionieri arrivasse alla tana con il suo “libera tutti”.

Salvataggio o M&A

Allora si trattava di un semplice gioco, nei certificate l’effetto One Star ha evitato molte grane a diversi investitori. Un esempio fra tutti il fallimento della società tedesca Wirecard. Per alcuni investitori ha comportato perdite pesanti, ma per chi si era esposto con un certificato emesso da Exane con l’effetto One Star, è stata la salvezza dell’intero capitale.

Un’altra strategia che si associa bene all’effetto One Star o Target One, nomi commerciali usati dagli emittenti per definire la stessa opzione, è quando si punta su un M&A o su una stagione di fusioni in un settore. Questo perché se, uno dei sottostanti diventa oggetto di Opa, allora potrebbe essere quell’ultimo prigioniero in grado di salvare tutti.

In passato un certificate con effetto One Star e sottostanti Renault, Peugeot e Fca pensato in funzione di M&A aveva dato buoni risultati (Fca salvò tutti gli altri, soprattutto una depressa Renault, lasciata a due passi dall’altare dalla connazionale per sposarsi con Fca).

Oggi l’M&A sembra essere l’ultima cosa a cui pensare in un mondo ricco di incertezze, eppure proprio perché siamo in uno scenario così difficile, che certe operazioni potrebbero diventare interessanti, permettendo a dei big del settore di strappare prede a prezzi stracciati e sfruttare aiuti statali.

E’ il caso del settore bancario che a fronte di una fusione, può accedere ad aiuti per i prepensionamenti oltre a vantaggi fiscali sui crediti fiscali. Il tutto in un clima dove anche la Bce continua a fare moral suasion per favorire le nozze.

In Italia c’è una prenda molto interessante che è Banco Popolare Milano posizionata in una delle aree ricche del Paese e con dimensioni che sconsigliano di rimanere a lungo sola. Mediobanca potrebbe cambiare presto volto, con la cessione della quota in Generali per crescere nel wealth management, mentre Unicredit e Intesa potrebbero guardare all’estero. Scoglio ancora difficile ma di obbligata risoluzione, perché richiesto dalla Bce, l’uscita del Tesoro da Mps e un matrimonio con un big dalle spalle forti.

Si ma quanto costa? One Star, correlazione e volatilità

La terza via è quella di cercare certificate con effetto One Star e all’interno del basket dei sottostanti, un titolo molto forte, affiancato da altri volatili per dare rendimento e affidarsi alla società più solida per un salvataggio in extremis. Oppure una struttura simile con titoli che hanno perso molto terreno sperando nel rimbalzo di almeno uno di loro.

Anche queste ultime due strategie hanno un forte senso operativo, ma come sempre tutto ha un costo e dunque i benefici dell’effetto One Star devono essere messi in relazione a quanto costa inserire questa opzione all’interno della struttura per capire se un certificate può essere conveniente o meno.

E’ chiaro che su sottostanti fortemente decorrelati le possibilità che un titolo possa andare in direzione opposta agli altri sono più alte rispetto a un basket di sottostanti correlati. Ed è così che l’effetto One Star costerà molto impattando negativamente su rendimento o protezione (livello di barriera).

Lo stesso vale per un basket di titoli che hanno perso terreno e con volatilità elevata.

L’opzione One Star, invece, all’interno di un basket molto correlato, con titoli che si muovono spesso insieme perché appartenenti a uno stesso settore, offre un prezzo contenuto ma con una buona protezione.

Per questo l’idea di associarlo a un’ipotesi di M&A nello stesso comparto ha molto senso, costa poco e può proteggere molto.

Arrivando al concreto l’effetto One Star potrebbe ridurre il rendimento di circa l’1-2% in una struttura con sottostanti molto correlati e anche il 7% in sottostanti molto decorrelati. A nostro parere nel primo caso il gioco vale la candela.

In uno scenario come quello attuale, caratterizzato da forte incertezza nel breve, un’inflazione che morde alcuni settori ma ne aiuta altri (vedi rialzo dei tassi -banche e assicurazioni - e materie prime) e soprattutto, dopo una buona correzione dei mercati, un certificato con l’effetto One Star con scadenze lunghe può fare la differenza.

Il resto della struttura, in genere, è il solito cash collect con cedole a memoria, barriera a scadenza e possibile rimborso anticipato (Phoenix).

Tornando a rimpiattino, tante volte per difendere i propri investimenti è meglio nasconderli dalle tempeste, preferibilmente non sotto il materasso dove il topolino dell’inflazione arriva comunque ma al riparo di una buona protezione.


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Idea di investimento
Possibile rendimento del 10% annuo con il certificate one star su Banco BPM, Mediobanca, UniCredit
Sottostanti:
Banco BPMUniCredit S.p.AMediobanca Banca di Credito Finanziario S.p.A
Rendimento p.a.
10%
Cedole
2,5% - €25,00
Memoria
si
Barriera Capitale
60%
Barriera Cedole
60%
ISIN
CH1186546979
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