Oro, Goldman Sachs alza il target price nonostante i recenti rialzi

La banca prevede una domanda sostenuta da banche centrali e fondi ETF, ma anche da investitori privati che restano coperti contro i rischi macro e l’incertezza sulle politiche fiscali e monetarie.
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Le nuove previsioni di Goldman Sachs sull’oro
Goldman Sachs ha rivisto al rialzo di oltre il 10% la propria previsione sul prezzo dell’oro a fine anno, segnalando un crescente interesse del settore privato per il metallo prezioso come strumento di diversificazione, in aggiunta alla forte domanda già in corso da parte delle banche centrali e dei fondi quotati.
In una nota del 21 gennaio, gli analisti Daan Struyven e Lina Thomas hanno elevato il target per dicembre 2026 a 5.400 dollari l’oncia, rispetto ai precedenti 4.900. La revisione si basa sull’ipotesi che gli investitori privati – entrati sul mercato dell’oro per proteggersi dai rischi legati alla politica macroeconomica – manterranno le loro posizioni almeno fino a fine anno.
Le ragioni del rialzo
Secondo Goldman, a differenza di coperture temporanee legate a eventi politici specifici – come le elezioni statunitensi del 2024 – l’attuale domanda è guidata da preoccupazioni più strutturali, in particolare sulla sostenibilità fiscale di lungo periodo. Queste posizioni risultano quindi “più persistenti”.
Il prezzo dell’oro è aumentato di oltre il 70% negli ultimi dodici mesi, toccando nuovi record nelle prime settimane del 2026. A spingere gli acquisti sono anche le tensioni geopolitiche e i rinnovi d’attacco di Donald Trump contro la Federal Reserve, che stanno minando la fiducia nell’indipendenza della banca centrale statunitense.
Gli analisti stimano che le banche centrali continueranno ad acquistare in media 60 tonnellate di oro al mese nel 2026, con le autorità monetarie dei Paesi emergenti intenzionate a proseguire nella strategia di diversificazione strutturale delle riserve.
Anche le posizioni ETF occidentali sono in aumento: dal 2025 si registra un incremento di circa 500 tonnellate, superiore alle attese basate unicamente sui tagli dei tassi d’interesse della Fed, che Goldman prevede possano proseguire per altri 50 punti base nel corso dell’anno.
A contribuire ulteriormente alla domanda vi è anche il cosiddetto ‘debasement trade’, alimentato dagli acquisti fisici di famiglie ad alto patrimonio e da operazioni di call option su oro. Secondo la banca, i rischi sulle nuove previsioni sono “fortemente orientati al rialzo”, poiché la diversificazione degli investitori privati potrebbe accelerare in caso di persistente incertezza globale.
Tuttavia, una rapida riduzione dei timori legati alla traiettoria di lungo periodo delle politiche fiscali e monetarie potrebbe rappresentare un rischio al ribasso, inducendo lo smantellamento delle coperture macro.
Quotazioni dell’oro oggi
Dopo gli ennesimi record toccati ieri, oggi l'oro si è ripreso dal calo iniziale grazie l'attenuarsi delle tensioni sulla Groenlandia.
Il prezzo spot scambia a 4.828 dollari questa mattina, intorno la parità, mentre il future con scadenza a febbraio viene venduto a 4.829 dollari, dopo i massimi di ieri rispettivamente a 4.888 e 4890 dollari. Il metallo prezioso è in rialzo di quasi il 5% nella settimana, con le tensioni geopolitiche che alimentano il proseguimento di un rally impetuoso che ha visto i lingotti infrangere record consecutivi nell'ultimo anno.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha ritirato la minaccia di dazi contro le nazioni europee dopo aver concordato un "quadro per un accordo futuro" sulla Groenlandia durante i colloqui con il Segretario generale della NATO Mark Rutte.
La politica del rischio calcolato di Trump sulla Groenlandia ha innescato una crisi diplomatica con gli alleati della NATO in Europa e ha spaventato i mercati finanziari, aumentando l'attrattiva dell'oro.
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