Pechino taglia i tassi ma non basta

Intervento a sorpresa della Banca del Popolo cinese che riduce di 10 punti i tassi ufficiali dopo dati macro deludenti. Taglio troppo debole secondo gli economisti che non porterà frutti. Ancora in calo l’oil con il Brent che scambia appena sotto i 94 dollari al barile
Indice dei contenuti
Petrolio in calo e Borse in rialzo con il Dow Jones che mette a segno la quarta seduta positiva e i future europei che promettono di aprire sopra la parità con il derivato sull’Euro Stoxx 50 che guadagna lo 0,26%.
Non aiuta il tono delle Borse asiatiche con il Nikkei che è fermo sulla parità, a Hong Kong l’Hang Seng arretra dello 0,76% e il Csi 300 cinese flette dello 0,3%. Taiwan è ferma sulla parità mentre l’indice coreano Kospi sale dello 0,2%.
A preoccupare i mercati asiatici è l’andamento dell’economia cinese. In luglio, la produzione industriale è salita meno del previsto, +3,8%, dal +3,9% di giugno. Le vendite al dettaglio sono salite del 2,7% rispetto ad un anno prima, in frenata dal +3,1% del mese prima: il consensus era +4,9%.
Ieri Pechino ha risposto tagliando a sorpresa i tassi al 2,75%, -10 punti base, si tratta della seconda riduzione da inizio anno. E’ un taglio davvero limitato che difficilmente porterà dei benefici concreti.
Pechino ha detto che sosterrà la domanda in modo forte, ragionevole e moderato e accelererà la costruzione di infrastrutture nel terzo trimestre dell'anno. Secondo quattro fonti, le autorità cinesi hanno detto alla China Bond Insurance di fornire garanzie per l'emissione di obbligazioni 'onshore' da parte di alcuni gruppi immobiliari privati tra cui Longfor Group e Cifi Holdings, tra crescenti timori per l'aggravarsi della crisi del debito e dei default nel settore. Infine secondo analisti e adviser, la decisione di delistare da Wall Street cinque società statali cinesi - tra cui Sinopec e China Life Insurance - indica che Pechino potrebbe essere intenzionata a trovare un compromesso con gli Usa sulla decennale disputa sugli standard delle revisioni contabili.
Se l’Europa è vista partire in rialzo lo stesso non si può dire per Wall Street con i mini future su Dow Jones e S&P 50 in lieve calo -0,1.
Per Bank Of America il rally non ha più benzina
Nonostante il buon tono delle Borse nelle ultime settimane Bank of America rimane negativa. Secondo l’investment strategist, Sebastian Raedler, "È improbabile che il rally continui".
Il prerequisito per una ripresa sostenuta del mercato azionario è un minimo nel ciclo macroeconomico e una rinnovata accelerazione della dinamica di crescita, ma i venti contrari alla crescita, ha spiegato l'esperto, rimangono considerevoli: l'inasprimento delle condizioni di credito implica un futuro Pmi dell'area euro più debole; le scarse forniture di gas russo aumentano il rischio di un razionamento in inverno, che probabilmente farà precipitare l'area euro in recessione; un forte ribaltamento del ciclo delle scorte statunitensi pesa sulle prospettive di crescita degli Stati Uniti; 300 punti base di aumenti dei tassi da parte della Fed dovrebbero indebolire il ciclo del credito statunitense. Di conseguenza, "prevediamo un ulteriore ribasso per i Pmi nell'area euro da 47,5 a 43 e negli Stati Uniti da 51 a 47 entro fine anno, il che implica un'attenuazione del Pmi globale da 51 a 47,5", ha stimato Raedler.
Non rimane però da chiederci quanto questo scenario sia già ampiamente scontato dalle Borse.
Goldman taglia le stime sul greggio ma lo vede ancora in rialzo
Non si lascia entusiasmare neanche Goldman Sachs dal calo del prezzo del greggio, che oggi scambia appena sotto i 94 dollari al barile -1,2%, per la qualità Brent, in calo del 4,2% in due sedute.
I prezzi del Brent sono diminuiti del 25% da inizio giugno, un po’ per la scarsa liquidità degli scambi e un po’ per le crescenti preoccupazioni di una possibile recessione, di nuove misure stringenti da parte di Pechino per contenere la diffusione del Covid-19 e di una ripresa della produzione russa migliore delle attese. “Riteniamo che le ragioni alla base di un aumento dei prezzi del petrolio restino comunque solide, anche se si dovessero verificare tutti questi shock negativi”, avvertono gli analisti di Goldman Sachs.
Lo sconto inatteso del Brent è anche dovuto al peggioramento della crisi energetica causata da Mosca, che ha comportato un incremento dei costi di trasformazione del greggio e delle tariffe di trasporto. “Mentre assumiamo che l'eccezionale gap tra il carburante al dettaglio e i prezzi dei future sul Brent rimarrà più ampio del previsto, stimiamo anche che i prezzi del Brent dovranno salire ben al di sopra di quelli forward di mercato, toccando i 110-125 dollari al barile nel terzo trimestre di quest’anno rispetto ai 140-130 dollari stimati precedentemente, mentre le previsioni sul prossimo anno restano invariate a 125 dollari al barile”, prevedono a Goldman Sachs.
“Ribadendo tale nostra visione rialzista, dobbiamo però spiegare la differenza tra il prezzo del Brent di giugno/luglio pari a 110 dollari al barile e quello mondiale del carburante al dettaglio equivalente al Brent pari a 160 dollari al barile. Per farlo consideriamo tre aspetti: il primo è che fino alla recente discesa, i prezzi al dettaglio (pur non negoziabili) erano vicini alle nostre previsioni nonostante le incertezze macroeconomiche; il secondo è che la differenza tra i prezzi al dettaglio e quelli del Brent era molto più ampia di quanto ci aspettassimo, lasciando i future sul Brent sotto i 130 dollari previsti per giugno-luglio; il terzo è che la minor domanda non è stata sufficiente a colmare il deficit”, spiegano, continuando ad aspettarsi che il mercato petrolifero continui a registrare un deficit insostenibile e l’unico modo per raggiungere un bilanciamento è un ulteriore riduzione della domanda.
Di fatto Goldman ha sbagliato a prevedere un Brent a 140 dollari al barile e quello di oggi appare comunque un taglio netto della sua precedente previsione! Bisogna, poi, considerare che la Libia sta aumentando la produzione e l’Iran ha fatto sapere di aver consegnato ieri sera una risposta scritta alla bozza di un accordo sull’attività nucleare elaborata dal gruppo di paesi impegnati nella mediazione tra Washington e Tehran.
Sul fronte obbligazionario
Dopo il ponte di Ferragosto, i riferimenti per l'avvio odierno saranno 207 punti base per lo spread Italia-Germania sul tratto a 10 anni e 3,07% per il rendimento del tasso del decennale di riferimento, su piattaforma Refinitiv.
Sul primario protagoniste la Germania che offre 4 miliardi nel Bobl ottobre 2027, cedola 1,3%, e la Spagna attiva sul segmento breve. Nella seduta di ieri, festiva in Italia, i rendimenti dei Treasury Usa sono scesi dopo che i dati macro cinesi hanno riacceso i timori per lo stato di salute dell'economia globale. L'attenzione del mercato si concentrerà questa settimana sulla Fed che domani sera diffonderà le minute del meeting di fine luglio, e che dal 25 al 27 agosto terrà il tradizionale simposio di Jackson Hole dal quale giungeranno con ogni probabilità indicazioni utili a meglio delineare il futuro percorso dei tassi di interesse negli Usa.
Euro a 1,015. Ieri il cross ha perso quasi l’1%.
Tensione a Taiwan
L'esercito cinese ha detto di aver condotto altre esercitazioni nei pressi di Taiwan nella giornata di ieri dopo che un gruppo di parlamentari statunitensi si è recato in visita sull'isola e ha incontrato la presidente Tsai Ing-wen. Oggi il Pentagono ha fatto sapere che la scorsa settimana si sono tenute esercitazioni missilistiche congiunte di Usa, Corea del Sud e Giappone al largo delle Hawaii. Nei giorni scorsi il Wall Street Journal aveva scritto di un possibile viaggio del presidente cinese Xi nel sud dell'Asia in novembre nell'ambito del quale poter incontrare anche l'omologo americano Biden.
Titoli sotto i riflettori a Piazza Affari
Stellantis ha comunicato che il marchio Dodge intende trarre il massimo profitto dall'addio delle sue 'muscle cars' a benzina Challenger e Charger, la cui uscita di produzione è prevista per la fine del prossimo anno.
L'Italia intende velocizzare il processo dei permessi per il rigassificatore galleggiante a Piombino, esentandolo dalla Via, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza dal gas russo. E' questa la richiesta del governo italiano in una lettera inviata alla Commissione europea dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani e pubblicata sul sito del Commissario straordinario per il progetto del rigassificatore di Piombino. Notizia positiva per Snam.
Debutto sotto tono venerdì alla Borsa di Amsterdam per Exor che ha iniziato la quotazione con volumi molto bassi, mentre a Milano il titolo ha registrato scambi decisamente più elevati. Le azioni della holding della famiglia Agnelli saranno delistate dalla Borsa di Milano a partire dal prossimo 27 settembre e, fino a quella data, saranno quotate a Milano e Amsterdam, secondo quanto prevede il processo di revoca dalla quotazione.
La Juventus ha raggiunto l'accordo per l'acquisto a titolo definitivo del nazionale serbo Filip Kostic dall'Eintracht Francoforte a fronte di un corrispettivo base di 12 milioni di euro, pagabili in tre esercizi.
Vittoria per le tre squadre quotate nella prima giornata di campionato: domenica la Lazio ha battuto il Bologna e la Roma ha vinto contro la Salernitana, ieri la Juventus ha sconfitto il Sassuolo.
La Corte di Appello di Roma ha confermato il pronunciamento di primo grado in favore di Mediaset, condannando il portale Vimeo al pagamento di un risarcimento di 8,5 milioni di euro per violazione del diritto di autore.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
