Piazza Affari festeggia le fine della stretta monetaria


Ieri il Ftse Mib ha guadagnato l’1,3%, i future dicono che il movimento non è terminato. In calo l’euro e lo spread. Il dragone cinese torna a muoversi, meglio delle attese la produzione industriale e i consumi. Arm debutta a Wall Street con il botto, +25%. Petrolio in forte rialzo. Iniziato lo sciopero. La versione di Goldman Sachs.


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Dopo dieci rialzi consecutivi, i tassi di interesse hanno raggiunto livelli che, mantenuti per un periodo sufficientemente lungo, daranno un contributo sostanziale al tempestivo ritorno dell’inflazione al target”, ha affermato ieri la BCE. Il messaggio che accompagnava la decisione di un incremento del costo del denaro da un quarto di punto, non poteva essere più chiaro: la prima fase della stretta monetaria si è chiusa. All’orizzonte non si vedono segnali di una ripartenza dei rialzi, in quanto Francoforte ha rivisto al ribasso le stime le stime sulla crescita economica e sull’inflazione fino al 2025.

I mercati dell’Europa ne hanno preso atto: le borse sono salite ed i rendimenti delle obbligazioni sono scesi. L’euro si è schiantato, arrivando sui minimi da marzo.

Piazza Affari ha guadagnato l’1,3%, il BTP si è portato a 4,33%, lo spread è sceso.

Il rialzo dovrebbe proseguire oggi, il future del Dax di Francoforte sale dello 0,5%.

ASIA - CINA

Nikkei di Tokyo +1,3%. Hang Seng di Hong Kong +1,7%. Shanghai Composite +0,3%. Kospi di Seul +1,3%.

La produzione industriale in Cina è salita ad agosto oltre le attese, a +4,5% annuo, mentre le vendite al dettaglio hanno segnato un rialzo del 4,6%, battendo le stime degli analisti. I dati, diffusi dall'Ufficio nazionale di statistica, hanno incluso anche la disoccupazione urbana, scesa al 5,2% dal 5,3% di luglio, ai livelli più bassi degli ultimi 16 mesi.

In rallentamento al +3,2% gli investimenti fissi dei primi 8 mesi del 2023, a fronte del +3,4% registrato a gennaio-luglio e al +3,3% atteso: male, infine, la componente immobiliare (-8,8%) a conferma di una crisi di settore ben lontana dalla soluzione.

La banca centrale della Cina, ha mantenuto invariato il tasso d'interesse sui prestiti a medio termine e ha tagliato le riserve obbligatorie delle banche, una misura in grado di portare ad un incremento della liquidità presente sui mercati.

Sta destando qualche preoccupazione in Occidente la sorte del ministro della Difesa, Li Shangfu, da qualche tempo assente dalla scena pubblica. Il FT ed altri media riferiscono che potrebbe essere finito sotto inchiesta. Quest’estate lo stesso ministero della Difesa cinese, aveva fatto sapere di aver avviato un'indagine per corruzione contro gli alti funzionari della sua unità missilistica, a luglio era arrivato il licenziamento di due alti funzionarie, Li Yuchao e Liu Guangbin. L’Ansa ricorda che sempre qualche mese fa c’è stata l’estromissione a sorpresa del ministro degli Esteri, Qin Gang.

WALL STREET

Ieri l’indice S&P500 ha chiuso in rialzo dello 0,8%, tutte e undici gli indici settoriali sono saliti. Tra questi, si è messo in luce quello petrolifero. In evidenza anche le banche.

Goldman Sachs e JP Morgan hanno guadagnato oltre il 2% sulle aspettative di una ripartenza delle IPO. Il debutto di Arm Holding sul listino spiana la via a Birkenstock ed alle altre società che hanno avviato l’iter per la quotazione. Il titolo del produttore di design per i chip ha aperto sette dollari sopra il valore dell’IPO, chiudendo poi in rialzo del 25% a 63,5 dollari. Il titolo nel dopo borsa ha segnato un altro rialzo di circa il 5%.

Seduta fiacca per le società dell’automotive, con l'avvio dello sciopero di massa. Il presidente Joe Biden ha parlato giovedì con il presidente della United Auto Workers Shawn Fain e con i leader delle principali aziende automobilistiche per discutere lo stato dei negoziati in corso: lo ha reso noto la Casa Bianca a poche ore dalla scadenza delle trattative per il rinnovo del contratto.

I future di Wall Street sono in rialzo, oggi è il giorno delle tre streghe, la seduta di scadenza delle opzioni.

ULTIME DA GOLDMAN SACHS

La banca d’affari ha riepilogato ieri in report quali sono le sue aspettative su alcune grandezze macroeconomiche. Per quanto riguarda l’economia globale, “prevediamo una crescita del PIL reale del 2,6% a/a nel 2023, che riflette un freno sempre minore alla restrizione della politica monetaria e una tenuta della domanda dei consumatori, questo anche se la crescita più debole della Cina potrebbe pesare sull'attività globale”, si legge nella nota.

Per quanto riguarda l'inflazione di fondo globale, essa dovrebbe tornare al di sotto del 3% nel 2024, a causa dei miglioramenti della catena di approvvigionamento e del rallentamento della crescita dei salari. Negli Stati Uniti, la crescita del PIL reale stimata da Goldman Sachs è del 2,1% quest'anno su base, una stima che riflette una riduzione del freno della stretta monetaria e la continua crescita del reddito reale disponibile.

Vediamo una probabilità inferiore al 15% di entrata in recessione nel corso del prossimo anno, in quanto riteniamo che per domare l'inflazione non sia necessaria una recessione”, prosegue il team di economisti guidato da Allison Nathan. Il tasso di disoccupazione dovrebbe essere a fine anno al 3,6%, “e rimarrà tale per i prossimi anni”. La stretta monetaria si è chiusa ma secondo Goldman Sachs il primo taglio dei tassi arriverà solo nel 2° trimestre del 2004, proseguendo a un ritmo di 25 pb a trimestre fino al 3-3,25%. Passando all'area euro, “prevediamo un periodo di stagnazione nel 2H23 che riflette un maggiore e più persistente zavorra del credito a causa dell'attuale ciclo di rialzi della BCE”.

Per la Cina, “ci aspettiamo un modesto miglioramento della crescita sequenziale nel secondo semestre rispetto al secondo trimestre. a causa della diminuzione del freno dovuto al destoccaggio delle scorte e all'aumento delle misure di allentamento. Prevediamo per l'intero anno una crescita del PIL del 5,4% a/a nel 2023”. 

TITOLI

Banche. Forza Italia ha presentato al Parlamento alcuni emendamenti per alleggerire la tassa sugli extraprofitti delle banche decisa dal governo. Gli emendamenti, se approvati, consentiranno agli istituti di credito di dedurre parzialmente l'importo da pagare da Ires e Irap e di esentare le banche più piccole dal pagamento dell'imposta. Prevista anche la richiesta di escludere i titoli di Stato dal calcolo dell'extraprofitto. Nessuna proposta di cambiamento è stata presentata invece da Fratelli d'Italia, il partito della premier, Giorgia Meloni, che ha ieri detto di essere aperta ad alcuni aggiustamenti, mantenendo invariato il target di raccolta "a poco sotto" i tre miliardi di euro.

Stellantis. Se nelle ore non sarà raggiunto un accordo, il sindacato United Auto Workers proclamerà lo sciopero nel suo impianto di Toledo, quello dove si produce la Jeep Wrangler.

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