Resta l’incertezza sui mercati nell’ultima seduta prima di Ferragosto

Resta l’incertezza sui mercati nell’ultima seduta prima di Ferragosto

Il sentiment positivo a Wall Street di ieri arrivato dopo i dati sui prezzi alla produzione si era mano a mano spento fino ad arrivare a chiusure negative per i principali indici.

Oggi resta l’incertezza sui mercati europei, attesi aprire intorno la parità in questa seduta pre Ferragosto.

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Torna l’incertezza

Ultima seduta prima di Ferragosto sui mercati dopo la chiusura negativa di ieri di Wall Street e le sedute incerte dei principali indici europei.

Restano le divisioni tra gli analisti sulle previsioni circa l’entità dei futuri rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve, ancora tutta da verificare nonostante i dati sull’inflazione negli Stati Uniti abbiano sorpreso in positivo, seppur di poco.

Ieri la spinta dei dati sui prezzi alla produzione negli USA per il mese di luglio aveva acceso gli indici di New York, ma con il passare del tempo annullavano un progresso di quasi un punto percentuale fino a chiudere in flessione molto vicini ai minimi intraday.

Il Nasdaq si è fermato in calo dello 0,6%, lo S&P500 dello 0,1%, mentre il Dow Jones ha ceduto un decimo di punto percentuale.

Oggi i future di Wall Street tornano positivi, mentre l’incertezza torna a dominare le borse asiatiche con l’eccezione di Tokyo, in rialzo di oltre il 2%.

In Europa, si prevede un’apertura intorno la parità per il Ftse Mib e gli altri indici europei, visto l’andamento incerto dei future.

Petrolio

Il report mensile dell’AIE diffuso ieri aveva sostenuto l’andamento dei prezzi del petrolio, portando il Brent ai bordi di quota 100 dollari, mentre il greggio WTI viaggia questa mattina sopra quota 93 dollari al barile.

Secondo l’agenzia, la domanda totale di greggio raggiungerà i 99,7 milioni nel 2022, arrivando fino a 101,8 milioni di barili nel 2023, in crescita di 500 mila in entrambi i casi.

“I mercati dei future petroliferi segnalano che la situazione potrebbe persistere almeno fino alla fine del prossimo anno”, si legge nel documento dell’AIE.

Nel frattempo, l’OPEC avvisa che le forniture di oro nero stanno lentamente raggiungendo la domanda, riportando il mercato vicino all’equilibrio, pertanto i paesi membri non hanno ritenuto necessario l’aumento della produzione nel breve periodo.

Produttori che, al contrario dell’AIE, hanno tagliato le loro previsioni sulla domanda mondiale per il 2022, portandola a 100,03 milioni e a 102,73 per il prossimo anno, anche a causa di minori attese di crescita del PIL mondiale per quest’anno (3,1% dal precedente 3,5%).

Il principale consumatore di petrolio, la Cina, dovrebbe crescere del 4,5% quest’anno, previsioni ridotte del 0,6% rispetto alla stima precedente dell’Opec di luglio.

Dati macro

Oggi non sono previsti importanti dati macro negli Stati Uniti, ma tra i numeri in arrivo ci sono quelli della zona euro, con la produzione industriale di giugno, attesa in crescita dello 0,2% sul mese dal precedente 0,8%.

In Gran Bretagna, il PIL del secondo trimestre ha mostrato una contrazione dello 0,1% a livello congiunturale rispetto al +0,8% precedente e leggermente milgiore alle attese (-0,2%).

Titoli da seguire a Piazza Affari

Banco BPM: secondo La Repubblica, JP Morgan è già arrivata a possedere circa il 9% dopo poche ore dall’annuncio dell’acquisizione di una quota del 5% nella banca in strumenti derivati.

Monte dei Paschi di Siena: da MF ipotesi divisione in due tranche per il previsto aumento di capitale da 2,5 miliardi, una da 1-1,5 miliardi da lanciare in ottobre e un’altra tra la fine dell’anno e il marzo 2023.

Aeroporto di Bologna: l’ENAC ha approvato i piani della società e preordinati alla prossima stipula di un nuovo contratto di programma per il periodo 2023-2026.

Saipem: si è aggiudicata tre contratti EPC in Angola per lo sviluppo del giacimento di Quiluma & Maboqueiro per un valore di circa 900 milioni di dollari complessivi.

Cellularline: sospensione fino ad un massimo di 15 giorni da parte della Consob dei termini istruttori per l’approvazione del prospetto dell’OPA volontaria lanciata da Esprinet.

NetWeek: approvata la fusione nella società di Media Group in NetWeek all’interno di un più ampio progetto di integrazione editoriale tra il suo circuito di media locali e le attività industriali della famiglia Sciscione.

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