Stallo nei colloqui di pace, Wall Street debole prima dell’apertura ufficiale

La mancanza di progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran potrebbe riportare i mercati azionari alla realtà dopo il forte rimbalzo di ieri, mentre l’attenzione dei mercati continua a essere rivolta anche alle trimestrali, tra cui quella di Tesla.
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Wall Street oggi in calo
Rally in pausa a Wall Street, indebolita dallo stallo nei colloqui di pace in Medio Oriente, con i prezzi del petrolio che tornano a salire.
Situazione che spinge al ribasso i future sui principali indici della Borsa di New York, in calo tra lo 0,20% (Nasdaq e S&P500) e lo 0,60% (Dow Jones), mentre il dollaro sale nei confronti dell’euro, con il cross EUR/USD a 1,1681.
Ancora sopra quota 100 il Brent (102,80 dollari) e greggio WTI a 94 dollari al barile, mentre scende l’oro spot, a 4.700 dollari l’oncia.
Dal fronte macro, oggi erano attesi i dati sulle richieste iniziali di disoccupazione per la settimana terminata lo scorso 18 aprile, risultate in crescita a 214 mila, superando di poco le 211 mila previste e le 208 precedenti.
Stallo nelle trattative in Medio Oriente
L'Iran ha sequestrato due navi nello Stretto di Hormuz e ha chiesto agli Stati Uniti di revocare il blocco navale, che rimane in vigore anche dopo che il presidente Donald Trump ha esteso il cessate il fuoco a tempo indeterminato.
Qualche segnale positivo è arrivato dall’indiscrezione pubblicata dall’agenzia Mehr, citando Fadahossein Maleki (Consiglio nazionale del parlamento di Teheran), secondo il quale “Il parlamento iraniano e il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale stanno esaminando un piano per assumere il controllo sovrano di Hormuz”, anche se “l’autorità decisionale finale rimane ancora da definire”.
"La mancanza di progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran potrebbe riportare i mercati azionari alla realtà dopo un forte rimbalzo ", prevede Emmanuel Cau, responsabile della strategia azionaria europea di Barclays, che aggiunge: "È difficile prevedere ulteriori rialzi senza progressi più decisivi sul fronte della pace. Gli utili finora pubblicati sono positivi, il che almeno fornisce un minimo di sicurezza fondamentale".
"Anche se il conflitto in Medio Oriente si attenuasse e il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz riprendesse normalmente, probabilmente ci vorrebbe del tempo prima che l'economia globale si normalizzi dopo una delle più grandi interruzioni dell'approvvigionamento petrolifero degli ultimi decenni", ipotizza Tiffany Wilding, economista di PIMCO.
La stagione delle trimestrali
La stagione degli utili è stata finora in gran parte positiva, ma poiché i risultati riflettono solo un mese di interruzione dovuta al conflitto in Medio Oriente, gli investitori si interrogano sulla loro affidabilità come indicatore di ciò che ci aspetta in futuro.
L’attenzione odierna è puntata su Tesla in perdita del 2% nelle contrattazioni pre-mercato, dopo che la società ha aumentato il suo piano di spesa a oltre 25 miliardi di dollari per l'anno in corso. L'azienda è al centro di una delle scommesse più costose della sua storia, con l'amministratore delegato Elon Musk che sta investendo fondi in intelligenza artificiale, robotica e chip.
"Con tutta l'attenzione concentrata sulla guerra, un tema dimenticato che ha pesato sul mercato all'inizio dell'anno è stato l'eccessivo investimento nell'intelligenza artificiale e i rendimenti futuri in calo", spiega Kyle Rodda, analista senior dei mercati finanziari per Capital.com.
Tra le altre società attese oggi, IBM cedeva il 7% dopo che la crescita dei ricavi ha rallentato nel primo trimestre a causa della debolezza del suo settore software. Texas Instruments saliva del 12% dopo aver previsto ricavi e utili del secondo trimestre superiori alle aspettative di Wall Street.
Notizie societarie e per market USA
Tesla (-2%): aumenta i piani di spesa per il 2026 a oltre 25 miliardi di dollari, rispetto ai 20 miliardi previsti a gennaio.
Texas Instruments (+12%): stima per il secondo trimestre ricavi tra 5 miliardi e 5,40 miliardi di dollari, al di sopra dei 4,86 miliardi attesi in media dagli analisti (dati LSEG).
American Express (+1%): utile a 4,28 dollari per azione nei tre mesi conclusi il 31 marzo, superando i 3,64 dollari per azione dell'anno precedente e le attese degli analisti di 4,02 dollari (dati LSEG).
Lockheed Martin (-2%): ha chiuso il primo trimestre con ricavi stabili a 18,02 miliardi di dollari (17,96 miliardi un anno fa) e un utile netto calato a 1,5 miliardi dagli 1,7 miliardi di un anno fa.
Lululemon Athletica (-4%): ha annunciato che l'ex top executive di Nike Heidi O'Neill sarà il prossimo CEO, ponendo fine a una ricerca durata mesi e segnata dalle pressioni di un investitore attivista e del fondatore dell'azienda.
IBM (-7%): ricavi aumentati del 9% nel primo trimestre, raggiungendo i 15,92 miliardi di dollari, in rallentamento rispetto alla crescita del 12,2% del trimestre precedente, ma comunque superiore alla stima media degli analisti di 15,62 miliardi (dati LSEG).
Honeywell (-5%): ricavi totali del primo trimestre cresciuti del 2% rispetto a un anno fa, raggiungendo i 9,14 miliardi di dollari, e utile rettificato salito dell'11% a 2,45 dollari per azione.
Lam Research (+1%): prevede per il 4° trimestre a 6,60 miliardi di dollari, al di sopra delle stime degli analisti di 6,09 miliardi (dati LSEG).
Dow (+1%): perdita rettificata di 14 centesimi per azione per il trimestre conclusosi il 31 marzo, migliore rispetto alla stima media degli analisti di una perdita di 29 centesimi per azione (dati LSEG).
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