Tassi in calo dopo la Bce. Delude Amazon che non crede a Babbo Natale

28/10/2022 07:45
Tassi in calo dopo la Bce. Delude Amazon che non crede a Babbo Natale

Non basta oggi Christine Lagarde a tenere alta la testa dei mercati europei, il deludente Outlook di Amazon, dati non eccezionali di Apple e, un altro calo delle Borse asiatiche, tinge di rosso i nostri indici. Si salva Eni dopo la buona trimestrale.

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Non basta oggi Christine Lagarde a tenere alta la testa dei mercati europei, il deludente outlook di Amazon, dati non eccezionali di Apple e, un altro calo delle Borse asiatiche, tinge di rosso i nostri indici. Si salva Eni dopo la buona trimestrale.

Le Borse europee aprono in calo con il Ftse Mib che arretra dell’1,1%, giù anche il Dax di Francoforte che arretra dello 0,9%, Cac40 francese a -0,6%, Londra -0,8%, Madrid -0,8% In Asia, il Nikkei chiude in calo dello 0,88%, male l’Hang Seng che perde il 4,2%, -2,4% per il Csi 300.

Bce

Ieri, nonostante l'attesa stretta da 75 punti base, che ha portato il tasso sui depositi al massimo dal 2009, la banca centrale ha sottolineato che progressi "sostanziali" sono già stati fatti nella lotta contro l'inflazione, mentre ha rimandato a dicembre una discussione dettagliata sul QT.

Il fatto che il board di ieri non abbia affrontato lo spinoso tema del tightening è stato interpretato in chiave accomodante da diversi analisti.

Altri segnalano come le modifiche annunciate in materia di Tltro mirino, inoltre, a contenere sintomi di instabilità finanziaria. Queste operazioni sono state, infatti, ricalibrate per garantire che ci sia coerenza con il più ampio processo di normalizzazione della politica e per rafforzare la corretta trasmissione degli aumenti dei tassi alle condizioni di prestito delle banche.

La Banca ha però eliso nel comunicato l'aggettivo "numerosi" (rialzi), un altro elemento che è stato letto dai trader in senso distensivo, con la fine del percorso di irrigidimento, iniziato a luglio scorso, che potrebbe essere più vicina.

Obbligazionario

Il BTP decennale riparte da 3,98%. Bund tedesco 1,96%, sotto il 4% anche il rendimento del decennale Usa. In pochi giorni il decennale italiano è passato a sfiorare un rendimento del 5% per portarsi sotto al 4%.

Macro Usa

Stando a quanto reso noto ieri dal dipartimento del Commercio Usa, la crescita statunitense è rimbalzata nel terzo trimestre ma la spesa dei consumatori ha rallentato contestualmente e le pressioni sui prezzi, come dimostra il calo del deflatore sul Pil, si sono ridimensionate rispetto al trimestre precedente.

Il mercato sconta comunque un nuovo incremento dei tassi da 75 punti base dal Fomc del 1-2 novembre, ma i futures sui Fed Funds indicano un +50 per dicembre, mentre aumentano le scommesse su un'inversione di tendenza nella seconda parte del 2023.

Banca del Giappone

Resta ancora fuori dal coro la Banca del Giappone che ha confermato oggi la sua politica ultra-accomodante per spingere la ripresa, pur riconoscendo che le pressioni inflazionistiche stanno crescendo.

In una lotta senza quartiere all'impennata globale dei prezzi, gli istituti delle 10 economie più sviluppate hanno alzato i tassi, cumulativamente, di 2.165 pb sino a oggi dall'inizio dell'attuale ciclo restrittivo, con Tokyo unica colomba.

Sempre oggi, il governo nipponico ha annunciato un extra-budget da circa 200 miliardi di dollari per un nuovo pacchetto di spesa che prevede anche misure per tagliare le bollette elettriche.

Secondo i dati diffusi stanotte, i prezzi al consumo a Tokyo hanno registrato in ottobre un rialzo del 3,4% annuo, toccando il massimo dal 1989 e superando il target BoJ del 2% per il quinto mese consecutivo.

Amazon non crede a Babbo Natale

Apple non delude ma non entusiasma, i dati vedono ricavi leggermente sopra le attese ma la vendita di iPhone (poco meno del 10%) e servizi (5%) manca il consensus. I ricavi sono saliti anno su anno dell’8,1% a 90,1 miliardi: il consensus si aspettava 88,9 mld.

Amazon crolla nel dopo mercato del 13% dopo aver indicato un quarto trimestre, il più importante perché legato alle vendite Natalizie, sotto le stime del consensus. Nel periodo ottobre-dicembre i ricavi sono attesi in crescita tra il 2% e l’8%, ovvero, a 140-148 miliardi di dollari, il consensus era 155 miliardi.

Titoli a Piazza Affari

Ottimo andamento di Eni con una trimestrale in forte crescita. Il titolo guadagna l’1,99%

Nel dettaglio, il terzo trimestre di Eni si è chiuso con un utile netto adjusted di 3,73 miliardi, dato superiore alle attese del consensus (3,21 miliardi) e a quello del trimestre precedente, mentre risulta in rialzo del 161% se paragonato allo stesso periodo del 2021.

Il risultato, spiega la nota della società, è dovuto ad una “migliore performance underlying e dell'incremento dei risultati delle società valutate con il metodo del patrimonio netto, joint venture e collegate" (+533 milioni rispetto al terzo trimestre 2021)”.

Nei nove mesi dell’anno l’utile è arrivato a 10,81 miliardi di euro, segnando un aumento di 8,2 miliardi in confronto ai nove mesi del 2021, con un balzo del 311%.

L’Ebit adjusted è stato di 5,77 miliardi nel trimestre, in crescita del 132% se paragonato ai 2,49 miliardi dello stesso periodo 2021, mentre nei nove mesi arriva a 16,80 miliardi (5,85 miliardi nel 2021 e +187%).

L'indebitamento finanziario netto (ante Ifrs 16) al 30 settembre scorso, inoltre, è sceso a 6,4 miliardi, in riduzione di 2,54 miliardi rispetto al 31 dicembre 2021.

In difficoltà le attività italiane, segnando una perdita netta di circa 1 miliardo rispetto all’utile netto consolidato dei nove mesi, pari a 13,26 miliardi, tenendo conto “principalmente dello stanziamento del contributo straordinario per il settore energia”, precisa la società.

Mediobanca -1,5% è pronta a discutere l'acquisto di grandi società di wealth management, inclusa Banca Generali, se saranno messe in vendita e se portano sinergie significative. Lo ha detto l'AD Alberto Nagel presentando i conti del primo trimestre.

Il cda di Telecom -1,5% dovrebbe dare il proprio via libera alla richiesta di CDP e Macquarie di posticipare il termine per raggiungere un accordo sulla vendita della rete dell'ex-monopolista, dicono due fonti vicine alla situazione. Il nuovo termine per un'offerta non vincolante è indicato al 30 novembre, con l'obiettivo di arrivare ad un accordo definitivo entro il primo trimestre, spiegano le fonti. Il negoziato probabilmente proseguirà su base esclusiva, dice una delle fonti.

L'autorità antitrust europea è pronta a chiedere di vendere alcuni asset in fibra nelle cosiddette aree nere, dove la domanda di connettività è maggiore, per dare il proprio via libera al cosiddetto progetto di rete unica.

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