TIM, governo verso luce verde all’offerta di KKR per NetCo


L’esecutivo potrebbe approvare già oggi il decreto per dare il via all’operazione della vendita della rete, anche se resta sul tavolo l’incognita della posizione dei soci francesi di Vivendi, sempre in attesa di essere convocati da Palazzo Chigi.


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Il decreto su TIM

Sarebbe imminente il nuovo passo del governo guidato da Giorgia Meloni verso il ritorno della presenza dello Stato nella rete di telefonia fissa dalla privatizzazione datata 1997, quando allora c’era Romano Prodi alla guida dell’esecutivo.

Secondo indiscrezioni pubblicate da La Stampa, infatti, oggi sarà firmato il decreto che darà il via libera formale all’offerta di acquisizione del 20% di NetCo, la società della rete di Telecom Italia, da parte di una cordata tra il Ministero del Tesoro e delle Finanze (MEF) e il fondo di private equity americano KKR.

Con questa operazione, lo Stato parteciperà ad un’operazione in cui investe 2,5 miliardi di euro, in cui il governo avrà “un ruolo decisivo nella definizione delle scelte strategiche”, secondo quanto sottolineato dall’esecutivo in quel momento.

Il costo totale dell’operazione dovrebbe essere di 21 miliardi, pronti a salire a 23 nel caso in cui dovesse entrare nella partita Open Fiber, oggi detenuta al 60% da CDP e al 40% da un altro fondo di private equity, l’australiano Macquarie.

KKR, che ha giugno aveva ottenuto l’esclusiva per le trattative, sarebbe disposta a finanziare l’operazione per la maggior parte con capitale proprio e per il resto a debito.

Intanto, però, resta ancora incerta la posizione dei francesi di Vivendi, in passato dichiaratosi contrari ad un’operazione dal valore inferiore ai 31 miliardi di euro e ancora in attesa di essere convocati da Palazzo Chigi.

La view degli analisti

Il decreto del governo “dovrebbe sciogliere i principali nodi relativi alle modalità di ingresso del MEF nel veicolo capitanato da KKR, in particolare il rispetto della normativa degli Aiuti di Stato e Antitrust ma anche il reperimento delle risorse finanziarie (impegno finanziario di circa 2,2-2,6 miliardi per rilevare una quota del 20%, prendendo a riferimento l’offerta non vincolante di KKR per il 100% di NetCo tra 21 e 23 miliardi e un debito netto di circa 10 miliardi trasferito nell’asset)”, spiegano da WebSim Intermonte.

La sensazione degli analisti della sim “è che i principali nodi sul tavolo (Vivendi, esame UE su rispetto della normativa aiuti di stato e antitrust) possano essere gestiti trovando un buon accordo per salvaguardare la sostenibilità della ServiceCo (debito, personale, MSA con NetCo), come chiesto da Vivendi, senza compromettere gli interessi degli altri operatori sul mercato”.

“Ricordiamo inoltre che mercoledì 30 agosto è invece la scadenza per KKR per chiudere il finanziamento con il pool di banche a supporto dell’operazione”, aggiungono da WebSim, mantenendo il giudizio ‘molto interessante” sul titolo TIM, con target price di 0,41 euro rispetto ai 0,2786 di questa mattina (+1,20%).

La posizione di Vivendi

Il Corriere Economia analizza alcuni punti che dovranno essere chiariti nell’operazione NetCo come la necessità di trovare le coperture finanziarie, la valutazione, il perimetro della nuova società, l’assemblea, l’antitrust e gli utili di Stato.

Su questi punti, sottolineano da Equita Sim, “ci sembra particolarmente rilevante la posizione di Vivendi, che potrebbe essere chiarita in un incontro che dovrebbe tenersi con il governo a settembre, e la posizione dell’antitrust (visto che il MEF controlla l’83% di CDP, a sua volta azionista di controllo di OF) che potrebbe essere risolta attraverso rimedi di governance volti a tutelare la concorrenza”.

Ancora raccomandazione ‘buy’ sul titolo TIM da parte degli analisti della sim milanese, con target price di 0,40 euro.

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