Unicredit, Jefferies: “azione può ancora sovraperformare”


Gli analisti ritengono che il tasso di crescita della banca dell’eps può rappresentare un catalizzatore per gli investitori, mentre la settimana scorsa sono stati confermati Orcel e Padoan per un secondo mandato nei loro rispettivi ruoli.


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Unicredit in luce

Inizio di settimana positivo per il titolo Unicredit, al centro dell’attenzione degli analisti anche a seguito dell’assemblea dei soci di venerdì scorso, conclusasi con la conferma del Ceo Andrea Orcel e del Presidente Pier Carlo Padoan.

Le azioni dell’istituto milanese guadagnano l’1% nei primi minuti di scambi, recuperando così le perdite arrivate la scorsa settimana a seguito del meeting della Banca centrale europea, conclusosi con l’apertura al taglio dei tassi di interessi nel breve periodo, attirando così le vendite sul settore bancario.

Analisti fiduciosi

Secondo gli analisti di Jefferies, il titolo della banca milanese può ancora crescere. “Pensiamo che l’azione abbia ancora i giusti ingredienti per sovraperformare grazie a un tasso composto medio annuo di crescita dell’eps 2023-2026 del 7%, un catalizzatore nell’aggiornamento del piano che può tenere l’attenzione degli investitori alta e un potenziale di re-rating, dal momento che secondo noi il multiplo di 6 volte gli utili 2026 implica che il mercato non sta scontando la stabilità degli utili derivante da tassi strutturalmente più alti nell’Eurozona”, spiegano dal broker, confermano la raccomandazione l’acquisto (‘buy’), con target price di 41,6 euro.

La settimana scorsa si era chiusa con il giudizio di Goldman Sachs che aveva alzato il prezzo obiettivo da 36 a 41,5 euro, rispetto ai 34,445 euro di questa mattina, confermando il ‘buy’.

Gli esperti statunitense si attendono “solidi livelli di capitale” per Unicredit, con Cet1 atteso restare oltre il 15% nel periodo 2023-2025 e stimano un net interest income “relativamente resiliente anche con tassi più bassi”.

“Questa combinazione di una robusta posizione di capitale e di un net interest income sostenibilmente più alto dovrebbe consentire alla banca di distribuire circa 20 miliardi di euro di capitale nel 2021-2024 (oltre il suo target di 16 miliardi di total capital return), pari a oltre il 50% dell’attuale capitalizzazione di mercato”.

Inoltre, Unicredit resta tra le top pick di Mediobanca Research nel settore europeo. Questi analisti ricordano come le banche Ue siano in rialzo del 20% circa da inizio anno, con il mercato che “finalmente” ha preso atto del profilo di valore del comparto e della “generosa remunerazione degli azionisti”.

Al di là dello storno arrivato dopo la decisione della BCE, il settore non sembra temere i futuri tagli dei tassi, che rispetto alle attese di fine 2023 appaiono più moderati. “Seppur non indicato esplicitamente, la BCE alla vigilia “a nostro avviso si è espressa a favore di un taglio dei tassi a partire da giugno, sebbene senza impegnarsi a seguire un particolare percorso di riduzione”, spiegano gli analisti di Equita Sim.

La conferma di Orcel

Venerdì, intanto, si è svolta l’assemblea degli analisti, conclusasi con la conferma di Orcel quale ad e Padoan come Presidente, oltre che con la nomina del nuovo consiglio di amministrazione, l’approvazione della politica di remunerazione del gruppo per il 2024 e dei conti 2023 con quasi l’88% del capitale presente.

Per Piazza Gae Aulenti si tratta del primo cda da quanto è passata dal modello di governance duale a quello monistico, ovvero senza collegio sindacale.

“Sono entusiasta di iniziare il mio secondo mandato come amministratore delegato di Unicredit”, commentava a caldo Orcel e pensando già al futuro. È “il momento di guardare al futuro e riflettere su quali sforzi dobbiamo compiere per continuare a eccedere le aspettative e ottenere risultati straordinari per chiunque abbia un interesse nel futuro di Unicredit, per tutti i nostri stakeholder e per le nostre comunità”.

Per il manager, la corsa continua. “Non ho intenzione di fermarmi adesso: il raggiungimento degli obiettivi delineati in Unicredit Unlocked non è mai stato la destinazione, ma una tappa del viaggio verso il miglioramento continuo e la realizzazione della nostra visione” e questo perché i target non sono il fine ultimo, ma “la nostra ambizione più grande è diventare la banca per il futuro dell’Europa, anticipare il cambiamento e stabilire un nuovo punto di riferimento per quello che una banca europea dovrebbe essere e dovrebbe fare”.

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