Unicredit, nuovi segnali lanciati da Orcel: “valutiamo M&A, ma scelta non obbligata”


Il manager torna ad aprire a possibili M&A per il futuro della banca milanese dopo quanto già fatto in passato, ma avvisa che le condizioni economiche delle possibili operazioni devono essere vantaggiose.


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Orcel parla di M&A per Unicredit

Nuovi segnali di apertura a possibili operazioni di acquisto o fusione lanciati dall’ad di Unicredit, Andrea Orcel, dopo quanto già dichiarato lo scorso maggio.

Parlando nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano ‘La Sicilia’, il manager ha discusso le strategie future del gruppo, definendo l’M&A “una possibilità”, anche se “non una scelta obbligata”. Orcel ha poi spiegato che “se ci saranno azionisti disposti a vendere a condizioni economiche favorevoli, valuteremo le opportunità. Viceversa, se non trovassimo target in linea con i nostri obiettivi strategici, continueremo a riacquistare le nostre azioni”.

Unicredit sta “perseguendo un percorso di redditività, crescita e distribuzione focalizzato sui bisogni degli stakeholder, tra cui azionisti, clienti, comunità e dipendenti”, e “la strategia che ci siamo dati ci ha permesso di ottenere risultati record negli ultimi tre anni, e per questo abbiamo deciso di continuare nella stessa direzione anche nel prossimo triennio”, ha aggiunto Orcel.

Opportunità di M&A secondo Goldman Sachs

Goldman Sachs vede opportunità di M&A per Unicredit nell'Europa centrale e orientale (CEE), indicando una significativa possibilità di operazioni bolt-on, pur con chiari limiti finanziari. "Riteniamo che le acquisizioni immediate che aumentano i flussi di ricavi al di fuori del settore bancario tradizionale siano strategicamente coerenti con la strategia di Unicredit di perseguire attività a basso consumo di capitale e basate su commissioni, nonché l'espansione nella regione CEE all'interno dello spazio bancario tradizionale, consentendo economie di scala e consolidamento interno", si legge in una ricerca.

Goldman Sachs alza il target price su Unicredit

A Piazza Affari, intanto, il titolo Unicredit guadagna oltre l’1% in apertura odierna di seduta, arrivando a toccare un massimo di 37,48 euro, e, secondo Goldman Sachs, potrebbe arrivare a 45,50 euro, target price alzato ieri dai precedenti 44,50 euro: ‘buy’ confermato viste le prospettive di un upside del 27%.

Gli analisti osservano che le azioni di Unicredit sono aumentate del 43% da inizio anno, sovraperformando il settore bancario della zona euro (SX7E +16%). La dinamica degli utili è stata forte, con l'EPS rivisto al rialzo del 22% per Unicredit (SX7E +9%).

Piazza Gae Aulenti continua comunque a operare con uno sconto di circa il 5% rispetto ai concorrenti e con una valutazione assoluta poco costosa (6,1 volte P/E nel 2025).

Previsioni per il 2024

Le previsioni per il 2024 di Unicredit fatte da Goldman Sachs sono sopra il consensus su NII e commissioni, sotto su opex e altre voci non operative (iniziative di efficienza e minori margini di costi di integrazione) e sotto sui costi del credito. GS si aspetta che i costi del credito siano inferiori alle attese anche il prossimo anno, considerati gli 1,8 miliardi di euro di overlays in essere che Unicredit ha a partire dal primo trimestre, pari a circa 40 pb CoR.

Gli analisti prevedono che la banca possa restituire circa il 15% della sua capitalizzazione di mercato ogni anno attraverso dividendi e riacquisti nei prossimi cinque anni, restituendo così agli azionisti circa il 75% della sua capitalizzazione di mercato.

Unicredit vanta anche una posizione di capitale in eccesso, una delle più elevate tra le banche europee, il che permette di sostenere la distribuzione del capitale anche in caso di flessioni degli utili, o di finanziare altre iniziative se lo slancio degli utili dovesse continuare.

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