Volkswagen strozzata dai chip diventa un’ottima occasione: titolo da comprare


La produzione sarà ridotta nella fabbrica principale di Wolfsburg a un solo turno. La Borsa reagisce con nuovi ribassi: in una settimana l’azione ordinaria perde il 10% e la privilegiata l’8%. Le difficoltà non impediscono a Volkswagen di aumentare la redditività a livelli record. Il confronto dei multipli che rende il titolo così interessante.


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Il Ceo di Infineon: l’equilibrio per i chip di auto tornerà nel 2022.

La carenza di semiconduttori ha portato Toyota, leader mondiale dell’industria automotive, ad annunciare che a settembre ridurrà la produzione del 40%. Poche ore dopo e venerdì 20 agosto anche Volkswagen, numero due del settore a livello globale, ha avvertito che taglierà la produzione nella sua fabbrica principale di Wolfsburg per la mancanza di chip. Un portavoce del gruppo tedesco ha confermato che l’attività si svolgerà su un solo turno e in alcune linee sarà un turno con orario ridotto.

La reazione sul mercato azionario è netta: venerdì mattina l’azione Volkswagen ordinaria (VOW.DE) scende dell’1,7% a 279,2 euro, l’azione privilegiata (VOW3.DE) perde il 2,5% a 191 euro. Il bilancio settimanale è pesante per entrambi i titoli: l’ordinaria accusa una performance in cinque sedute di -10%, la privilegiata perde l’8%.

Le possibilità di un ritorno al normale funzionamento della fornitura di chip dipendono dalla diffusione del Covid, soprattutto in Asia. L’ultima novità che ha reso esasperata una situazione che era già molto tesa è stata la decisione della tedesca Infineon, uno dei principali produttori di semiconduttori per automotive, di bloccare la produzione in una delle sue fabbriche in Malesia a causa dei contagi da coronavirus. L'amministratore delegato di Infineon, Reinhard Ploss, ha detto il 3 agosto che l'industria automobilistica ha affrontato “limitazioni acute dell'offerta in tutta la catena del valore” e ci vorrà fino al 2022 perché l'offerta e la domanda siano riportate in equilibrio.

Volkswagen ha alzato il target di margine operativo fra il 6% e il 7,5%.

Eppure per gli investitori questa può essere l’occasione per comprare a prezzi convenienti azioni che quasi sicuramente aumenteranno di valore. Infatti, la carenza di chip sta mettendo in difficoltà l’apparato produttivo di Volkswagen, ma non la sua capacità di generare reddito. Quando ai primi di agosto il principale gruppo automobilistico mondiale ha annunciato i conti del primo semestre 2021, il Ceo Herbert Diess ha parlato di risultati record. L’utile operativo (prima delle voci straordinarie) ha raggiunto 11,4 miliardi di euro, contro i 10 miliardi dello stesso periodo del 2019, l’ultimo anno pre-Covid.

Diess ha sottolineato l’importante contributo dei modelli premium (fra i marchi di Volkswagen figurano Porsche e Audi) che generano un ritorno, in termini di utile operativo sui ricavi, a doppia cifra. La buona performance di vendite dei modelli di lusso ha permesso al management di annunciare una revisione al rialzo degli obiettivi di redditività per l’intero esercizio 2021: ora il target è un utile operativo di gruppo compreso fra il 6% e il 7,5% dei ricavi, rispetto al precedente target di 5,5-7%. Questo nonostante Volkswagen avesse già annunciato che le vendite complessive di veicoli nel 2021 saranno inferiori alle previsioni a causa della carenza di semiconduttori.

Il P/E 2021 è di 6,6 volte con un rendimento da dividendo previsto al 3,7%.

Il confronto del multiplo P/E di Volkswagen con gli altri grandi produttori tradizionali di auto mette il colosso tedesco sotto una luce molto interessante per un potenziale investitore. Secondo il consensus raccolto da MarketScreener, Volkswagen, che capitalizza 123 miliardi di euro, chiuderà il 2021 con ricavi pari a 252 miliardi di euro e un utile netto di 14,8 miliardi. I ricavi saliranno nel 2022 a 267 miliardi (+5,9%) e i profitti a 16,3 miliardi (+10,1%). Di conseguenza il P/E sugli utili previsti quest’anno è di 6,6 volte, che diventa di 6 volte sugli utili del 2022. A questi multipli di tutto rispetto si aggiunge un dividendo sui risultati 2021 che ai prezzi attuali dovrebbe dare un rendimento del 3,7% e del 4,5% l’anno successivo.

Sono indicatori che rendono Volkswagen molto più interessante delle americane GM e Ford, che hanno P/E 2021 rispettivamente di 7,9 e 9,8 volte con rendimenti previsti inferiori allo 0,4%.

Nel confronto con le altre Case europee, il gruppo di Wolfsburg ha un P/E 2021 leggermente più alto: Stellantis è a 5,1 volte, Daimler a 5,8 volte e Bmw a 5,2 volte. I concorrenti offrono anche una previsione di rendimenti superiori di circa un punto percentuale.

Ma c’è un elemento molto importante che rende il titolo Volkswagen così appetibile: sono i successi che il gruppo sta ottenendo nella vendita di veicoli elettrici. Già quest’anno la Casa tedesca potrebbe superare Tesla come vendite di EV. Secondo gli analisti di Deutsche Bank, se il mercato applicasse alla business unit dei veicoli elettrici di Volkswagen gli stessi multipli riconosciuti a Tesla e a Nio, questa da sola varrebbe circa 195 miliardi di euro, più di quanto vale oggi l'intera Volkswagen.

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Codice: VOW3.XETRA
Isin: DE0007664039
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