Wall Street ancora in rally, passano le prime navi nello Stretto di Hormuz

Prezzi del petrolio ancora in calo e Borsa di New York pronta ad aprire con forti guadagni sospinta dall’ottimismo per l’accordo trovato tra Stati Uniti e Iran con la mediazione del Pakistan.
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Wall Street oggi in verde
Splende il verde a Wall Street dopo il cessate il fuoco concordato da Stati Uniti e Iran arrivato a soli 90 minuti dalla fine della tregua dei giorni scorsi facendo tirare un sospiro di sollievo agli investitori.
Se nella mattina di oggi i mercati europei festeggiavano, alla Borsa di New York i future sul Nasdaq continuavano la loro corsa (+3,50%) quando mancava circa un’ora all’avvio delle contrattazioni ufficiali, seguiti in scia dai contratti sullo S&P500 (+2,80%) e da quelli sul Dow Jones (+2,70%).
Il dollaro si ritrae nei confronti dell’euro e il cross EUR/USD torna sopra quota 1,17, mentre il Bitcoin balza (+4%) a 71 mila dollari.
Acquisti anche sui metalli preziosi, in particolare l’oro (+2,70%) e l’argento (+5%), saliti rispettivamente a 4.782 e 77,10 dollari l’oncia (prezzi spot).
Si riapre lo Stretto di Hormuz
Con la tregua di due settimane, l’Iran ha annunciato che consentirà il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, allentando la morsa sulle forniture energetiche, e oggi due navi hanno attraversato l’area. La nave cargo NJ Earth, di proprietà di un armatore greco, è passata dalle 10.44 di questa mattina (ora italiana), e la Daytona Beach, con bandiera della Liberia, era passata prima, alle 8.59, poco dopo aver lasciato il porto di Bandar Abbas.
Nonostante questo importante passo, la Marina iraniana ha avvertito le navi ancorate vicino a Hormuz è ancora obbligatorio ottenere l'autorizzazione di Teheran per attraversare lo stretto. “È necessario ricevere il permesso dalla Marina dei Pasdaran per attraversare lo stretto. Qualsiasi nave che tenti il passaggio senza autorizzazione sarà distrutta", si sente in una comunicazione radio diffusa alle imbarcazioni e condivisa con il Wall Street Journal da uno dei membri degli equipaggi.
Il sentiment sul petrolio, comunque, resta ancora positivo e il Brent scende (-14%) sotto quota 94 dollari, ai minimi di un mese, e il greggio WTI scambia a 94,50 dollari al barile.
Venerdì, secondo fonti citate da Axios, a Islamabad si dovrebbe tenere un vertice internazionale per provare a consolidare l’intesa raggiunta.
Intanto, oggi Trump ha annunciato in un post sui social media che saranno imposti dazi immediati del 50%, senza esenzioni, a qualunque Paese fornisca armamenti all'Iran.
Restano i rischi
Sebbene molti investitori abbiano avvertito che permangono notevoli divergenze tra le richieste negoziali di Iran e Stati Uniti, l'opinione diffusa era che, dato il forte calo delle azioni nelle ultime settimane, qualsiasi percorso di de-escalation sarebbe stato sufficiente a innescare una ripresa.
I guadagni di oggi mostrano “che abbiamo evitato lo scenario peggiore", ha affermato Matthew Haupt, gestore di fondi presso Wilson Asset Management a Sydney. L’accordo "è un buon risultato, considerando le alternative, perché dimostra la volontà di agire".
"Il rally dovrà essere sostenuto da progressi concreti nei negoziati perché possa durare. La questione di fondo, ovvero se l'Iran riaprirà definitivamente lo Stretto di Hormuz e se si potrà raggiungere un accordo duraturo, è ancora lungi dall'essere risolta", avvisa Josh Gilbert, analista di mercato per eToro, che aggiunge: "Se le due settimane trascorreranno senza un accordo, ci si deve aspettare un'inversione di tendenza brusca e inesorabile di questo rally".
"Il cessate il fuoco innesca un processo di inversione di tendenza", con il petrolio in calo e "gli asset rischiosi che rimbalzano. Le prossime due settimane saranno cruciali, poiché i mercati passeranno dalla valutazione delle perturbazioni dei prezzi alla valutazione della credibilità dei negoziati e dei flussi attraverso Hormuz", secondo Stephen Innes, managing partner di Spi Asset Management.
“Ovviamente i mercati hanno reagito con entusiasmo a un rally ‘risk-on’ dopo l’annuncio di un temporaneo cessate il fuoco”, sottolinea Elliot Hentov, Head of Macro Policy Research di State Street Investment Management, ritenendo che, però, “non siamo ancora fuori pericolo (né siamo fuori dallo Stretto): Un temporaneo aumento dello shipping non equivale a una normalizzazione prevedibile dei flussi energetici nei prossimi mesi. Di conseguenza, i premi per il rischio non dovrebbero comprimersi troppo, a meno che non emergano segnali di concessioni reciproche sul fronte geopolitico, che rafforzerebbero la fiducia in un cessate il fuoco duraturo. Gli Stati Uniti hanno già fatto molte concessioni per ora, quindi nei prossimi giorni sarà necessario un significativo ammorbidimento della posizione iraniana per evitare una ripresa dei combattimenti. Pertanto, gli elementi per uno shock macro globale significativo restano presenti, sono solo marginalmente inferiori rispetto a 24 ore fa”.
Notizie societarie e pre market USA
Levi Strauss (+9%): ricavi netti del primo trimestre saliti del 14% a 1,74 miliardi di dollari, superando le stime di 1,65 miliardi, mentre l'utile rettificato di 42 centesimi per azione ha battuto le previsioni.
Novavax (+6%): l'investitore Shah Capital intende votare contro la rielezione dei membri del consiglio di amministrazione e il pacchetto di retribuzione dei dirigenti alla prossima assemblea annuale della società.
Aehr Test Systems (+8%): perdita per azione rettificata nel terzo trimestre di 5 centesimi, inferiore alla stima media degli analisti di una perdita di 7 centesimi per azione (dati LSEG).
Better Home & Finance (-15%): la piattaforma di mutui ipotecari e di finanziamento della casa, basata sull'intelligenza artificiale, vende circa 1,9 milioni di azioni per una raccolta lorda prevista di 60 milioni di dollari, ad un prezzo equivalente a circa 32 dollari, con uno sconto del 28,6% rispetto alla chiusura di ieri.
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