Wall Street chiusa, già esaurito l’ottimismo sul Medio Oriente

Wall Street chiusa, già esaurito l’ottimismo sul Medio Oriente

I colloqui finalizzati ad un accordo definitivo tra Washington e Teheran, previsti per oggi in Svizzera, sono stati rinviati a causa della ripresa degli attacchi israeliani in Libano, complicando così le possibilità di una pace definitiva che nei giorni scorsi sembrava poter essere raggiunta.

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Wall Street oggi chiusa

Wall Street oggi chiusa per il Juneteenth, la festa federale degli Stati Uniti che commemora la liberazione degli schiavi afroamericani, in un contesto in cui il sollevo per l’accordo provvisorio di pace tra Stati lascia il posto alle difficoltà che rimangono per garantire un’intesa duratura.

Sentiment negativo che si manifesta nell’andamento dei future azionari, in particolare quelli sul Nadsaq (-0,50%), con gli altri contratti principali (S&P500 e Dow Jones) anche in calo.

Il dollaro non si muove molto nei confronti dell’euro, con la coppia EUR/USD a 1,1467, mentre il Bitcoin cede il 2%, a 62.500 dollari.

Sempre in calo i prezzi dell’oro: spot a 4.148 dollari (-1,40%) e future a 4.166 dollari l’oncia (-1,30%).

Rinvio dei colloqui di pace

Sono stati rinviati i colloqui finalizzati ad un accordo definitivo tra Washington e Teheran, previsti per oggi in Svizzera. Dietro la decisione ci sarebbero gli scontri in Libano tra Israele e i militanti di Hezbollah avvenuti durante la notte: l’Iran aveva posto la tregua in Libano tra le condizioni per l’accordo preliminare con gli USA.

A seguito della notizia, il Brent era tornato a salire, portandosi sopra quota 80 dollari al barile dopo un calo dell’8% nella settimana fino a ieri.

Oggi, intanto, il traffico nello Stretto di Hormuz sembra essersi ridotto, solo un giorno dopo che la promessa di Stati Uniti e Iran di revocare un doppio blocco aveva scatenato un aumento dei flussi petroliferi nello stretto.

"Naturalmente, con Trump può sempre esserci qualche intoppo lungo il percorso, ma crediamo di essere entrati in una nuova fase di de-escalation. Ci sono 60 giorni di trattative previste", si dice convinto Alexandre Drabowicz di Indosuez Wealth Management, consigliando agli investitori di non trarre conclusioni affrettate su un accordo permanente.

Verso i risultati di Micron

I mercati globali concludono una settimana cruciale, contraddistinta dall’accordo provvisorio storico tra Stati Uniti e Iran, dalla prima riunione di politica monetaria del presidente della Fed Kevin Warsh e dai primi giorni di SpaceX come società quotata in borsa. Le azioni hanno mostrato resilienza, sostenute in parte dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale.

Gli investitori sono alla ricerca di segni che il rally del mercato azionario statunitense, alimentato dall’IA, abbia ancora margine di crescita. I prossimi risultati finanziari di Micron Technology, in agenda per il prossimo mercoledì 24 giugno,serviranno a misurare il polso della domanda di chip per verificare se continui a crescere a ritmi sostenuti.

I risultati di Micron "si stanno configurando come un classico circolo vizioso positivo", ha affermato Steve Kolano, chief investment officer di Integrated Partners. "Sembra davvero l’unico gioco in città al momento. Se si guarda il rapporto tra ordini e fatturato delle aziende di semiconduttori e il portafoglio ordini, la domanda è alle stelle rispetto alla capacità produttiva dei chip", sottolinea l’esperto.

Senza grandi catalizzatori nel futuro

Nonostante un forte sell-off a metà settimana, i principali indici azionari statunitensi si mantengono vicini ai massimi storici, sostenuti da solidi utili societari trainati dal boom degli investimenti in AI e dal sollievo per la fine della guerra in Iran.

"I mercati sembrano entrare in un raro periodo di due settimane senza grandi catalizzatori all’orizzonte", ha affermato Roberto Scholtes, responsabile strategia di Singular Bank. "Speriamo che sia un’occasione per prendere fiato dopo un anno frenetico e, possibilmente, anche un periodo di rotazione settoriale".

"C’è stato molto slancio di recente", sottolinea Andy Pratt, direttore della strategia di investimento di Burney Company, e "Questo trend dell’IA è qualcosa che continua, e onestamente, dai segnali di sorpresa sui ricavi che monitoriamo, c’è ancora molto potenziale".

Apple ha accettato di collaborare con Intel per progettare e produrre chip negli Stati Uniti, notizia annunciata dallo stesso Trump, mossa che potrebbe dare una spinta significativa agli sforzi di risanamento del produttore di chip, contribuendo a sostenere l’S&P 500.

Drew Matus, chief market strategist di MetLife Investment Management, ha dichiarato che i mercati azionari forti sono stati uno dei principali sostegni per i consumatori, e tutto ciò che metterebbe in discussione il trade sull’AI o la continua salita delle azioni viene osservato con attenzione. "Non si tratta solo di effetti di mercato, ma anche di effetti macroeconomici a questo punto" e "Siamo sicuramente preoccupati per la scomparsa dell’effetto ricchezza e per ciò che potrebbe significare", conclude.

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