Wall Street e l’ombra della recessione

Wall Street e l’ombra della recessione

Future sui principali indici di New York sotto la parità dopo gli avvisi arrivati da JP Morgan, Goldman Sachs e dall’Ocse sull’arrivo di una possibile recessione che potrebbe indebolire anche il mercato azionario.

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L’ombra della recessione

Si preannuncia incerta l’apertura della borsa di New York dopo i cali della seduta di ieri.

Il Nasdaq 100 ha chiuso in perdite dell’1,02% (10.926,97 punti), mentre gli altri indici principali hanno ceduto meno rispetto al tecnologico, con flessioni dello 0,75% (S&P500) e dello 0,94% (Dow Jones).

Oggi i future restano intorno la parità, con leggeri cali quando manca circa un’ora dal suono della campanella di Wall Street, influenzati dalle previsioni di recessione che sembrerebbe ormai alle porte.

Gli analisti di Goldman Sachs valutano le probabilità dell’arrivo della recessione economica al 35% nel caso in cui dovessero verificarsi ulteriori shock, come nuove pressioni al rialzo dei prezzi del greggio e errori di politica monetaria.

Da un’altra banca, JP Morgan, il Ceo Jamie Dimon avvisava della possibilità di recessione nei prossimi 6/9 mesi, possibile portatrice di “panico” nei mercati del credito e cancellando un altro 20% dal valore dell’azionario statunitense.

Anche l’Ocse segnala il rallentamento dell’economia globale, dovuta “ad una forte inflazione, un innalzamento dei tassi di interesse e un calo del mercato azionario”.

Tra le principali economie dell'Ocse, “gli indicatori continuano a segnalare un rallentamento della crescita in Canada, Regno Unito e Stati Uniti, come anche nella zona euro, in particolare in Francia, in Germania e in Italia”, si legge in una nota.

Macro e Fed

Questa settimana vedrà il momento clou nella giornata di giovedì, quando verranno diffusi i dati sull’inflazione.

Gli analisti si attendono un rallentamento (-0,2%) del livello dei prezzi negli USA rispetto al dato di agosto (+8,3%), con un focus particolare sul dato core (depurato da energia e cibo), visto invece al rialzo al 6,5% del precedente 6,3%.

Nel caso in cui le previsioni dovessero essere confermate dai dati ufficiali, la Fed troverebbe sostegno per un ulteriore rialzo di 75 punti base per la prossima riunione dei primi di novembre.

Domani potrebbero arrivare nuovi indizi dai verbali del FOMC, dalla cui analisi potranno essere valute le convinzioni dei membri del ‘braccio armato’ della Fed nel portare avanti le politiche restrittive fin qui perseguite dall’istituto centrale.

Energia

I timori di una recessione allentano le pressioni sui prezzi del petrolio nonostante il recente taglio della produzione decisa dall’Opec+.

Il greggio WTI scende sotto i 90 dollari, mentre il Brent è scambiato a 94 dollari al barile, entrambi in calo dell’1%.

I mercati temono soprattutto il rallentamento economico in Cina, maggior importatore di petrolio del pianeta, ancora ‘impantanata’ nella politica ‘zero Covid-19’ portata avanti dal governo che sta indebolendo la domanda, visto il calo dell’attività dei servizi a settembre, contrattasi per la prima volta in quattro mesi proprio a causa delle restrizioni dovute alla pandemia.

Notizie e principali movimenti nel pre-market USA

American Airlines (+5%): si attende un aumento di circa il 13% dei ricavi totali del terzo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2019, mentre i ricavi totali sono visti in crescita del 25% sempre se paragonati allo stesso trimestre di due anni fa.

Ginkgo Bioworks Holdings (+4%): sta progettando fino a quattro enzimi da utilizzare potenzialmente nei processi di produzione dei farmaci di Merck, guadagnando una commissione.

Albireo Pharma (+21%): ha annunciato il raggiungimento dell’endpoint primario per il suo farmaco sperimentale per il trattamento dei pazienti affetti dalla sindrome di Alagille.

Canoo (5%): firmato accordo con il fornitore di leasing per flotte Zeeba per vendere almeno 3.000 unità dei modelli Lifestyle Delivery Vehicle e Lifestyle Vehicle fino al 2024.

Raccomandazioni analisti

Microsoft

Jefferies & Co.: ‘buy’ e prezzo obiettivo rivisto al ribasso da 275 USD a 320 dollari.

Netflix

Goldman Sachs: confermato ‘sell’ con target price diminuito a 182 dollari dai precedenti 186 USD.

Walt Disney

Barclays: ancora ‘neutral’ con prezzo obiettivo ridotto a 105 USD da 120 dollari.

Coinbase

JMP Securities: ‘buy’ e target price ribassato a 155 USD dai precedenti 195 dollari.

Qualcomm

KeyBanc Capital Markets: ‘buy’ e revisione al ribasso del prezzo obiettivo che passa da 220 USD a 170 dollari.

Merck

Atlantic Equities: ‘buy’ e target price alzato a 116 USD dai precedenti 110 USD.

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