Wall Street inverte la rotta dopo l’annuncio di Trump

Dopo una mattina passata in negativo, i future della Borsa di New York viravano in positivo dopo che il presidente degli Stati Uniti ha annunciato il rinvio degli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane.
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Wall Street oggi
Wall Street cambia marcia dopo l’annuncio del presidente degli Stati Unit, Donald Trump, in cui ha annunciato il rinvio degli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane.
Dopo una mattina passata in calo di circa un punto percentuale, i future sui principali indici della Borsa di New York (S&P500, Dow Jones e Nasdaq 100) acceleravano al rialzo fino a guadagnare circa il 2%, rallentando successivamente.
Il dollaro cedeva i guadagni delle ore precedenti arrivando a scambiare in parità nei confronti dell’euro, con la coppia EUR/USD a 1,1556, mentre il Bitcoin si scuoteva dal torpore e guadagnava il 2%, a 70 mila dollari.
I cambi di marcia non riguardavano l’oro, ancora in calo, a 4.373 dollari l’oncia, seguito dall’argento spot a 67,50 dollari (-1%).
Il rinvio di Trump
Trump ha annunciato che avrebbe ordinato ai militari di rinviare gli attacchi contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane a seguito di conversazioni con Teheran da lui definite “produttive".
"Ovviamente si tratta di un rinvio, non di un cessate il fuoco completo, e vedremo cosa succederà da qui in poi. Ciò che è fatto non è ancora disfatto, quindi l'impatto deve ancora essere visto, ma ovviamente i mercati tirano un sospiro di sollievo", evidenzia Chris Beauchamp, capo analista di mercato presso IG Markets.
Le parole di Trump facevano invertire anche l’andamento delle quotazioni del petrolio: il Brent virava in negativo e perdeva il 5%, scendendo a 101 dollari al barile.
La mattinata aveva visto il greggio salire dopo che Trump aveva affermato di non voler il cessate il fuoco prima di lanciare un ultimatum all'Iran, affermando che, se lo Stretto di Hormuz fosse rimasto chiuso per 48 ore, avrebbe ordinato attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane. Oggi, Teheran aveva lanciato nuovi attacchi dopo aver promesso ritorsioni.
Che qualcosa bollisse in pentola emergeva dalle indiscrezioni pubblicate da Axios, secondo le quali gli inviati di Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff, stavano creando una squadra per negoziare con l'Iran su ordine del presidente, secondo quanto riportato da Axios, e negli ultimi giorni non vi sono stati contatti diretti tra USA e Iran, ma Egitto, Qatar e Regno Unito avevano fatto da tramite per lo scambio di messaggi.
Previsioni sul petrolio
Stamattina, Goldman Sachs aveva alzato le previsioni sul 2026 sulle quotazioni del petrolio dopo la prolungata interruzione dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, definita come il più grande shock di offerta mai registrato per il mercato globale del greggio.
Secondo quanto riportato in una nota dagli analisti, tra cui Daan Struyven, il prezzo medio del Brent nel 2026 dovrebbe attestarsi a 85 dollari al barile, in aumento rispetto alla precedente previsione di 77 dollari. Le previsioni per il West Texas Intermediate per l'intero anno sono state riviste al rialzo, passando da 72 a 79 dollari.
Le revisioni si basano in parte sull'ipotesi che i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz rimarranno al 5% dei livelli normali per sei settimane, seguite da una ripresa di un mese, come indicato nella nota del 22 marzo. Nel tempo, ciò si tradurrebbe in perdite cumulative di poco più di 800 milioni di barili, secondo le stime della banca.
Verso un aumento dei tassi Fed?
I timori che la guerra in Medio Oriente possa alimentare la stagflazione hanno bruciato oltre 2.500 miliardi di dollari dal valore delle obbligazioni globali a marzo, avviandole verso la perdita mensile più consistente degli ultimi tre anni. Sebbene le perdite siano inferiori agli circa 11.500 miliardi di dollari bruciati dalle azioni globali, il movimento è più sorprendente, dato che il debito in genere si rafforza durante le turbolenze geopolitiche.
Secondo gli analisti sui tassi d'interesse di BNP Paribas, la Federal Reserve dovrebbe valutare la possibilità di un aumento dei tassi nella riunione di aprile, qualora i prezzi dell'energia rimanessero elevati e il tasso di disoccupazione stabile.
Sebbene le ultime previsioni dei responsabili politici indichino ancora almeno un taglio dei tassi nel 2026, i mercati monetari stanno scontando aumenti fino a 21 punti base.
"La guerra dei tassi è chiaramente un fattore chiave di influenza sui mercati, anche se si sta dando maggiore importanza agli effetti di secondo ordine dell'aumento dei prezzi del petrolio", spiega Gary Paulin, chief investment strategist di Northern Trust Asset Management. "Questi effetti potrebbero limitare la capacità di reazione della Federal Reserve, aumentando i rischi di coda sinistra, dal contagio del credito privato al rallentamento della crescita dovuto a condizioni di liquidità più restrittive", conclude.
Notizie societarie e pre market USA
Pfizer (+0,40%): insieme alla francese Valneva (-35%), ha annunciato che il vaccino contro la malattia di Lyme ha mostrato un'efficacia superiore al 70% in uno studio in fase avanzata, anche se ha mancato il suo obiettivo principale.
Apogee Therapeutics (+22%): il suo farmaco sperimentale per l'eczema, zumilokibart, ha mostrato un beneficio duraturo nelle persone affette da dermatite atopica da moderata a grave, una condizione cronica della pelle che causa un'eruzione cutanea pruriginosa.
Insmed (+9%): il suo antibiotico per via inalatoria Arikayce ha aiutato i pazienti affetti da malattia polmonare MAC, una rara infezione polmonare che causa tosse di lunga durata, affaticamento e problemi respiratori.
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