Wall Street mista tra le trimestrali tech e l’attesa per le elezioni USA

I conti di Apple e Palantir hanno diffuso incertezza sull’azionario della Borsa di New York, a cui si aggiunge un nuovo balzo del petrolio, mentre stanotte arriveranno i risultati delle midterm statunitensi.
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Wall Street oggi
Wall Street senza una direzione univoca prima del suono della campanella, con le trimestrali delle grandi società tecnologiche sempre in primo piano, a cui si aggiunge il rialzo del greggio e le elezioni negli Stati Uniti.
I future sul Dow Jones continuano a cedere (-0,60%), andando in controtendenza rispetto ai guadagni (+0,30%) dei contratti sul Nasdaq 100, mentre quelli sullo S&P500 scambiano in parità.
Il biglietto verde resta piatto nei confronti dell’euro, con il cross EUR/USD a 1,1178, e l’indice del dollaro scambia a 101,88, di poco sopra (+1,88%) al suo valore di partenza fissato nel 1973 (100).
In calo l’oro: prezzo spot a 3.915 dollari e future con scadenza a dicembre a 3.924 dollari l’oncia.
Mentre la stagione degli utili prosegue a pieno ritmo, il Dipartimento del Lavoro statunitense pubblicherà il rapporto Job Openings and Labor Turnover Survey (JOLTS), che fornirà dettagli sul numero di posizioni lavorative aperte, assunzioni e dimissioni negli Stati Uniti.
Vigilia di elezioni midterm negli USA
Questa sera, gli investitori terranno d'occhio i risultati elettorali delle elezioni negli Stati Uniti, con le quali si eleggerà la Camera e un terzo dei componenti del Senato, cercando segnali su possibili cambiamenti politici in ambiti chiave che influenzano i mercati, tra cui il settore farmaceutico, il mercato immobiliare e i data center dedicati all'intelligenza artificiale.
I primi seggi a chiudere saranno quelli sulla costa orientale, in Kentucky e Indiana alla mezzanotte italiana, due Stati che difficilmente daranno indicazioni decisive.
Per avere i risultati definitivi bisognerà aspettare almeno fino alle 6 italiane, con la chiusura dei seggi sulla costa occidentale con Stati come la California. L'ultimo appuntamento sarà alle 7, con la chiusura dei seggi in Alaska, uno Stato che potrebbe rivelarsi decisivo per il Senato se la partita non sarà già stata con i dati ricevuti in precedenza dagli altri stati.
Ulteriore elemento di rischio
Le elezioni aggiungono un ulteriore livello di rischio per gli operatori, già alle prese con tensioni geopolitiche in un momento in cui il comparto dell’intelligenza artificiale, un tempo dominante, sta vivendo un forte ripiegamento.
«Gli investitori arrivano alle elezioni di metà mandato con grande cautela», spiega Alexandre Drabowicz, chief investment officer di Indosuez Wealth Management, ricordando che, «Storicamente l’S&P riprende a salire dopo il voto, e i fondamentali restano molto, molto solidi. Dobbiamo superare l’evento».
«Per settimane i mercati si sono preparati a un forte guadagno di voto da parte dei Democratici, considerato l’esito più difficile per le azioni e in particolare per il comparto dell’intelligenza artificiale. Se i rischi esistenti semplicemente non peggiorano, superare le elezioni di metà mandato elimina l’incertezza e un ulteriore motivo per restare difensivi, aprendo la strada a un rimbalzo più ampio», spiega su Bloomberg Skylar Montgomery Koning, macro strategist.
«Le preoccupazioni sulla spesa pubblica e sui deficit hanno continuato a crescere, contribuendo alla volatilità del mercato», secondo gli analisti di Société Generale.
«Tuttavia, qualsiasi espansione fiscale significativa richiederebbe comunque estese negoziazioni e, con i Democratici probabili vincitori alla Camera, il contesto legislativo potrebbe diventare maggiormente bloccato».
Gli analisti di Morgan Stanley hanno affermato in una nota all'inizio della settimana che le elezioni dovrebbero aiutare a rimuovere un principale fattore di incertezza per il mercato. Ritengono che la correzione del mercato statunitense iniziata a giugno fosse nelle sue "fasi finali".
Le trimestrali tech
Al centro dell’attenzione restano le trimestrali, in particolare quelle delle grandi società tecnologiche. Apple scendeva del 4,5% nel pre market USA dopo che la società ha avvertito che il costo dei chip di memoria continuerà ad aumentare, mettendo sotto pressione il margine lordo del trimestre natalizio.
A questo si è aggiunto che il fornitore di software di analisi basato sull'IA, Palantir Technologies, ha previsto ricavi superiori alle stime per gli ultimi tre mesi dell'anno, dopo aver superato le aspettative del terzo trimestre.
Le sue azioni, tuttavia, sono scese del 6,3%: gli investitori diventano sempre più cauti verso la forte crescita della spesa in IA delle big tech e la scarsità di prove di rendimenti adeguati. Diverse aziende tecnologiche hanno anche attinto al mercato obbligazionario di recente per finanziare ingenti investimenti nell'IA, amplificando le preoccupazioni che la spesa finanziata dal debito diventerà più difficile da giustificare con l'aumento dei costi di indebitamento.
«A un certo punto ci sarà una flessione, e allora le cose si romperanno», prevede Emmanuel Roman, amministratore delegato di Pacific Investment Management Co., al Global Financial Leaders’ Investment Summit 2026 di Hong Kong.
Jody Jonsson di Capital Group ha sottolineato la distanza tra le aspettative delle aziende di intelligenza artificiale e il ritmo effettivo di adozione.
Gli strategist del BlackRock Investment Institute, guidati da Jean Boivin, hanno scritto che la loro convinzione nei fondamentali della tecnologia resta intatta, anche se sono selettivi nell’esposizione. «Quattro anni di investimenti in forte crescita nell’intelligenza artificiale hanno fatto salire alle stelle le attese sugli utili», hanno osservato gli strategist, ritenendo che «Ora gli investitori vogliono prove che la spesa possa generare ritorni, soprattutto perché l’aumento delle spese in conto capitale comprime il flusso di cassa libero, portandolo in territorio negativo per alcune aziende».
Petrolio di nuovo in rialzo
Un altro fattore di rischio potrebbe essere la nuova crescita dei prezzi del petrolio dopo i cali di ieri: il Brent era tornato a 107 dollari al barile, per poi ripiegare (105,30 dollari), e il greggio WTI si era portato a 98,80 dollari.
La spinta per l’oro nero arrivata dall’ipotesi di una ripresa degli attacchi statunitensi contro l'Iran dopo le elezioni di stanotte, eventualità a cui Trump ha fatto cenno nelle ultime settimane. Tuttavia, ieri, quando i giornalisti gli hanno chiesto se stesse valutando di colpire l'Iran dopo le elezioni, il presidente aveva risposto "no".
Gli analisti di JP Morgan hanno dichiarato in una nota all'inizio della settimana di considerare qualsiasi flessione dei mercati, dovuta a tensioni geopolitiche, come un'opportunità di acquisto.
Notizie societarie e pre market USA
Apple (-4%): le vendite di iPhone nel quarto trimestre, che includevano i modelli iPhone 18 Pro ma non la versione Duo, ammontano a 57,58 miliardi di dollari, superando le stime di 56,54 miliardi (dati LSEG).
Palantir Technologies (-6%): prevede ricavi nel quarto trimestre tra i 2,649 miliardi e i 2,653 miliardi di dollari, al di sopra della stima di 2,46 miliardi (dati LSEG).
Pfizer (+1%): ha nominato Cecile Guegan come direttore finanziario, in sostituzione di Dave Denton, che ha lasciato l’azienda ad agosto per assumere un ruolo analogo presso Nike.
Marathon Petroleum (+2%): utile rettificato di 26,93 dollari per azione nel trimestre, superando la stima media degli analisti di 24,47 dollari per azione (dati LSEG).
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