Wall Street oggi chiusa, la Groenlandia pesa sulla propensione al rischio

Wall Street oggi chiusa, la Groenlandia pesa sulla propensione al rischio

Trump ha minacciato dazi aggiuntivi sui paesi europei giugno se non si raggiungerà un accordo sulla Groenlandia, scatenando le vendite sui mercati finanziari.

Scopri le soluzioni di investimento

Con tutti i certificate di Orafinanza.it


Chiusura a Wall Street oggi

L’inasprirsi delle tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa continua a spaventare i mercati, mentre oggi Wall Street resterà chiusa per il Martin Luther King Jr. Day.

L’avversione al rischio è dimostrata dal calo dell’1% dei future statunitensi, con quelli sul Nasdaq a cedere maggiormente (-1,50%) rispetto a S&P500 (-1%) e Dow Jones (-0,80%), mentre i mercati europei continuano a scambiare con forti perdite (Ftse Mib a -1,40%).

Il dollaro cede nei confronti dell’euro, con la coppia EUR/USD venduta a 1,1630, e il Bitcoin perde il 2% e scende a 93.100 dollari.

Dal fronte delle materie prime, corrono ancora oro e argento, rispettivamente a 4.018 e 93,43 dollari l’oncia, ma cede il petrolio: Brent a 63,70 dollari e greggio WTI a 58,90 dollari.

Rischio Groenlandia

Trump sembra non voler abbandonare il suo piano di prendere il controllo della Groenlandia e ha minacciato di imporre dazi ai paesi che si oppongono al suo tentativo di affermare la propria autorità sul Paese, rischiando così di riaccendere la volatilità alimentata dai dazi che ha scosso i mercati durante i primi mesi del suo secondo mandato. Le vendite si sono intensificate dopo che i funzionari europei hanno segnalato che era improbabile che facessero marcia indietro e stavano preparando contromisure.

Trump ha minacciato dazi aggiuntivi del 10% a partire dal 1° febbraio sui beni importati da Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Finlandia e Gran Bretagna, che saliranno al 25% il 1° giugno se non si raggiungerà un accordo sulla Groenlandia.

I principali stati dell'Unione europea hanno condannato le minacce tariffarie come un ricatto e la Francia ha proposto di rispondere con una serie di contromisure economiche mai sperimentate prima. L'UE e la Gran Bretagna avevano concordato accordi commerciali con gli Stati Uniti lo scorso anno.

Mercati “sensibili ai dazi”

"C'è ovviamente una risposta (nei mercati finanziari) alle nuove minacce tariffarie", ha affermato George Lagarias, capo economista di Forvis Mazars, ma "È altamente probabile che la Casa Bianca utilizzi sistematicamente la minaccia dei dazi, anche quando sono già stati concordati accordi".

"I mercati sono sensibili agli sviluppi dinamici riguardanti i nuovi dazi come base per negoziare questioni di sicurezza", spiega Guillermo Hernandez Sampere, responsabile del trading di MPPM. "La crescente incertezza, come si è vista lo scorso anno, peserà su tutti i mercati", prevede l’esperto.

"L'elemento chiave da osservare nei prossimi giorni è se il messaggio si tradurrà in misure formali o rimarrà puramente retorico, il che farebbe una netta differenza nella reazione del mercato", avvisa Francisco Simón, responsabile della strategia europea di Santander Asset Management.

"Non si tratta di stabilire se gli Stati Uniti riusciranno a mantenere approssimativamente i loro livelli tariffari", secondo Krishna Guha, responsabile della strategia per le banche centrali di Evercore ISI, ma "piuttosto di stabilire se Trump debba ricorrere a un ordine regolare per imporre dazi, riducendo l'incertezza e la sua capacità di usare i dazi come arma per scopi geopolitici".

"La risposta complessiva sui mercati globali è quella di orientarsi verso il rischio geopolitico generale – che i trader avevano ignorato prima del fine settimana – piuttosto che verso il rischio specifico degli asset europei”, scrive Ven Ram, stratega macroeconomico di Bloomberg, evidenziando che “questo è evidente dall'andamento finora: una fuga preponderante dagli asset rischiosi che ha colpito sia le azioni che il settore delle criptovalute, e una fuga verso gli asset reali".

Sebbene le minacce di Trump abbiano riacceso la tendenza a "vendere l'America", alcuni trader prevedono che le oscillazioni saranno di breve durata. "La mia ipotesi di lavoro è che presto si troverà una via d'uscita da queste minacce", ha affermato Michael Brown, senior research strategist di Pepperstone. "Con la tendenza rialzista fondamentale al rischio ancora resiliente, e a patto che qualsiasi ritorsione europea rimanga in gran parte retorica, considererei i cali azionari come opportunità di acquisto per ora", conclude.

“L'impatto economico diretto dei dazi non rappresenta l'elemento centrale”, rilevano gli analisti di Equita, secondo i quali “il rischio è piuttosto di natura geopolitica, in un momento in cui i mercati arrivano da una performance forte e risultano quindi più sensibili a prese di profittò. Il nuovo scontro USA-Ue, in ogni caso, secondo gli esperti “conferma come il tema geopolitico sia destinato a rimanere uno dei principali fattori di rischio per i mercati nel 2026, più per la sua capacità di alimentare volatilità e incertezza che per i suoi effetti economici immediati”.

Raccomandazioni analisti

The Goldman Sachs

Argus: buy e prezzo obiettivo incrementato da 863 a 1.066 dollari.

Morgan Stanley

BNP Paribas Exane: buy e target price alzato da 170 a 195 dollari.

BofA Securities: buy e prezzo obiettivo salito da 210 a 220 dollari.

PNC Financial Services

Piper Sandler: buy e target price aumentato da 222 a 235 dollari.

La Finestra sui Mercati

Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

Leggi la nostra guida sugli ETF

Obbligazione in sterline al 12,5%

tasso fisso cumulativo e richiamabile

Chi siamo

Orafinanza.it è il sito d'informazione e approfondimento nel mondo della finanza. Una redazione di giornalisti e analisti finanziari propone quotidianamente idee e approfondimenti per accompagnarti nei tuoi investimenti.

Approfondimenti, guide e tutorial ti renderanno un esperto nel settore della finanza permettendoti di gestire al meglio i tuoi investimenti.

Maggiori Informazioni


Feed Rss

Dubbi o domande?

Scrivici un messaggio e ti risponderemo il prima possibile.




Orafinanza.it
è un progetto di Fucina del Tag srl


V.le Monza, 259
20126 Milano
P.IVA 12077140965


Note legali
Privacy
Cookie Policy
Dichiarazione Accessibilità

OraFinanza.it è una testata giornalistica a tema economico e finanziario. Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 50 del 07/04/2022

La redazione di OraFinanza.it