Wall Street verso apertura in verde, S&500 punta a nuovi record

L’indice si avvia a concludere la terza settimana consecutiva con guadagni superiori al 3%, in un contesto caratterizzato da un sentiment positivo dovuto alle speranze di pace in Medio Oriente.
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Wall Street oggi in verde
Splende ancora il verde a Wall Street dopo i record dell’azionario di questi giorni, sospinti dalle speranze di pace in Medio Oriente.
La seduta odierna sempre poter aprire in verde, visti i guadagni dei principali indici della Borsa di New York: il Dow Jones sale dello 0,40%, il contratto sullo S&P500 aggiunge lo 0,25% e quello sul Nasdaq 100 aumenta dello 0,20%.
Il dollaro retrocede leggermente nei confronti dell’euro, con il cross EUR/USD a 1,1797, mentre il Bitcoin guadagna l’1% e si porta a 75.400 dollari.
Stabili i metalli preziosi (oro spot a 4.785 dollari), si allentano le pressioni sui prezzi del petrolio: Brent a 96,20 dollari (-3%) e greggio WTI a 91,20 dollari al barile (-3,60%).
Vista l’assenza di importanti dati macro economici, oggi l’attenzione si rivolgerà alle dichiarazioni dei membri della Federal Reserve, in particolare di Mary Daly (presidente Fed di San Francisco), Tom Barkin (Fed di Richmond) e Christopher Waller (membro del board della Fed).
Prospettive di pace
Il sentiment è sostenuto dalle parole di Donald Trump su un possibile accordo di pace nell’accordo con l’Iran. Il presidente aveva salutato con favore nella tarda serata di ieri il cessate il fuoco in Libano, definendolo potenzialmente una giornata storica per il paese e presentandolo come un segnale positivo nel più ampio sforzo per fermare la guerra con l'Iran.
Trump aveva annunciato ieri la tregua di dieci giorni dopo una spinta diplomatica americana, indicando l'intesa come un passo capace di rimuovere uno dei principali ostacoli agli sforzi per mettere fine alla guerra con l'Iran. “Niente più uccisioni. Bisogna finalmente avere la PACE!”, aveva scritto in precedenza il presidente americano in un altro messaggio pubblicato su Truth Social.
Nonostante questi segnali incoraggianti, la cautela sui colloqui del fine settimana tra i funzionari statunitensi e iraniani permane e qualsiasi rottura potrebbe riaccendere la volatilità. Inoltre, il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz rimane interrotto, mantenendo i prezzi del petrolio quasi del 36% al di sopra dei livelli prebellici. Alcuni leader arabi del Golfo e europei hanno affermato che un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran potrebbe richiedere circa sei mesi.
Lo scatto dell’S&P500
La prospettiva di una tregua incoraggia gli investitori ad acquistare asset di rischio, tra cui i titoli tecnologici e software.
L'S&P 500 ha toccato nuovi massimi storici e si avvia a concludere la terza settimana consecutiva con guadagni superiori al 3%, una sorprendente inversione di tendenza dopo i crescenti segnali di una possibile de-escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran, che ha destabilizzato i mercati energetici. Anche l'ottimismo sull'intelligenza artificiale e i solidi risultati aziendali hanno ulteriormente alimentato la tendenza positiva.
L'indice ha impiegato solo 11 giorni per passare da una situazione di ipervenduto all'arrivo di ieri in territorio di ipercomprato: si tratta dell’impennata più rapida dopo quella del 1982. Le spiegazioni per questo brusco cambio di tendenza indicano una combinazione di chiusura delle posizioni di copertura, acquisti sistematici e ricopertura delle posizioni short da parte degli hedge fund in prodotti macro.
"La velocità di questa ascesa è stata a dir poco sorprendente, con l'indice che ha registrato un impressionante guadagno del +10,7% nelle ultime 11 sedute di borsa. Questo ritmo supera persino di poco il rimbalzo del 'Giorno della Liberazione' dello scorso anno, che aveva visto un aumento del +10,1% nello stesso periodo", hanno affermato gli esperti di Deutsche Bank.
"Escludendo le sovrapposizioni, guadagni così rapidi sono un evento relativamente raro: l'S&P 500 ha registrato un rally di oltre il 10% in 11 sedute solo 15 volte in questo secolo, ovvero in media una volta ogni due anni circa", hanno aggiunto.
Sarah Breeden, membro del comitato di politica monetaria della Banca d'Inghilterra, ha avvertito però che la guerra potrebbe innescare contemporaneamente diverse tensioni sui mercati.
“Con l'avvicinarsi di maggio, la situazione si fa seria”, secondo Andrea Gabellone, responsabile delle azioni globali presso KBC Securities, prevedendo che "Se non si registrerà un reale movimento di mercato entro giugno al più tardi, la situazione prenderà una piega diversa".
Focus sugli utili
“Ora che la situazione in Medio Oriente sembra essersi stabilizzata, l'attenzione del mercato tornerà a concentrarsi sui fondamentali, in particolare sugli utili, dato che la stagione è appena iniziata”, prevede Daniel Murray, vice responsabile degli investimenti presso EFG Asset Management. "Le aspettative sugli utili sono positive, in linea con i solidi trend macroeconomici sottostanti", ha aggiunto.
Nel premarket USA, Netflix perde quasi il 10% dopo previsioni di utili per il trimestre in corso inferiori alle aspettative. Il calo arriva in concomitanza con le dimissioni del co-fondatore e storico presidente Reed Hastings, che segna la fine di un mandato durato 29 anni.
Notizie societarie e pre market USA
Netflix (-9%): prevede una crescita dei ricavi del 13% nel secondo trimestre, al di sotto delle stime di LSEG del 14%, nonostante i recenti aumenti di prezzo.
Ford (+0,50%): sta richiamando circa 1,4 milioni di pick-up F-150 negli Stati Uniti a causa di un problema di software che potrebbe causare una scalata di marcia inattesa, ha detto venerdì la U.S. National Highway Traffic Safety Administration.
Delivery Hero (+2%): Uber (UBER.N) ha accettato di aumentare la sua partecipazione nella società tedesca a circa il 7% tramite un accordo del valore di 270 milioni di euro.
Alcoa (-3%): ricavi nel 1° trimestre a 3,19 miliardi di dollari, inferiori al consenso di 3,30 miliardi di dollari, e utile per azione di 1,40 dollari, meno delle attese di 1,49 dollari (dati LSEG). Therapeutics (-8%): ha venduto 11,6 milioni di azioni a 13 dollari, con uno sconto del 10,6% rispetto alla chiusura di ieri.
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