Wall Street verso apertura piatta, focus ancora sulle trimestrali delle banche USA

Dopo i guadagni di ieri, oggi i principali indici azionari della Borsa di New York sembrano destinati ad avviare la seduta intorno la parità, mentre erano attese le trimestrali di altre due grandi istituti finanziari statunitensi.
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Wall Street oggi piatta
Wall Street resta cauta nonostante le parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su una possibile fine della guerra in Medio Oriente nelle prossime settimane.
Il Borsa di New York, infatti, sembra destinata ad un’apertura ‘da attesa’, visto che i principali indici azionari (S&P500, Dow Jones e Nasdaq) scambiano intorno la parità quando manca circa un’ora all’avvio degli scambi, mentre il Bitcoin resta intorno ai 74 mila dollari.
Lieve calo per i metalli preziosi, in particolare l’oro (4.800 dollari) e l’argento (78,70 dollari l’oncia), mentre il petrolio sale dell’1%: Brent a 95,80 dollari e greggio WTI a 92,20 dollari al barile.
Vicini alla pace?
Parlando con i media, ieri Trump ha accennato ad alcuni progressi nei colloqui per a pace con l’Iran, spiegando che le trattative potrebbero riprendere entro due giorni e che potrebbe non essere necessaria una proroga dell'attuale cessate il fuoco di due settimane. “Siamo vicini alla fine” della guerra, affermava il presidente parlando a Fox Business.
Parole che hanno diffuso ottimismo a Wall Street nella seduta di ieri, terminata con guadagni di circa il 2% per i principali indici azionari.
"In mezzo a tutta questa incertezza, ritengo opportuno concentrarsi nuovamente sulle prospettive al di là della guerra", secondo Holger Schmieding, capo economista di Berenberg, il quale ritiene che "un fattore chiave per i mercati sia la corsa alla liquidità legata alla guerra che si è conclusa e in parte si sta invertendo. Questo favorisce gli asset più rischiosi".
Tech di nuovo protagonisti
Il ritorno agli acquisti aveva riguardato soprattutto i titoli tecnologici, dopo aver sottoperformato il mercato per gran parte dell’anno: il Nasdaq 100 ha registrato nelle ultime 10 sedute la sua maggior serie di rialzi giornalieri dal 2021. Nelle ultime due sedute, Oracle ha registrato un'impennata del 18%, mentre Microsoft e Palantir Technologies hanno guadagnato il 6%.
"Il settore tecnologico statunitense, comprese le Magnificent Seven, è oggi molto più conveniente rispetto a sei mesi fa", evidenzia Lilian Chovin, responsabile dell'asset allocation presso Coutts & Co., ritenendo che "Le preoccupazioni relative al Medio Oriente non scompariranno improvvisamente, ma la capacità di queste aziende di generare utili in un contesto macroeconomico difficile rimane molto interessante".
Positivo anche l’andamento dell’S&P500, con guadagni in nove delle ultime dieci sedute e ora si trova a poca distanza dal picco di fine gennaio.
Le trimestrali delle banche
Questa settimana l'attenzione si è rivolta anche sul calendario delle trimestrali, con le banche che sono state subito protagoniste, in particolare Goldman Sachs (lunedì scorso), JP Morgan (ieri), Wells Fargo (ieri), Citigroup (ieri) e BlackRock (ieri), mentre oggi era il turno di altri due grandi istituti finanziari.
Bank of America ha registrato un utile netto nel primo trimestre pari a 8,6 miliardi di dollari (1,11 dollari per azione), in crescita rispetto ai 7,4 miliardi (89 centesimi per azione) dello stesso periodo del 2025.
Crescita che è arrivata grazie alla volatilità dei mercati globali che ha sollevato l'attività di trading e al rimbalzo delle fusioni e delle acquisizioni che hanno incrementato le commissioni di investment banking dell'istituto di credito.
"Restiamo attenti all'evoluzione dei rischi. Tuttavia, abbiamo assistito a una sana attività dei clienti, tra cui una solida spesa per i consumi e una qualità degli asset stabile, a dimostrazione della tenuta dell'economia americana", dichiarava nel comunicato l'amministratore delegato Brian Moynihan.
Per quanto riguarda Morgan Stanley, l’utile sale a 5,6 miliardi (3,43 dollari per azione), i ricavi si portano a 20,6 miliardi dai 17,7 miliardi del 2025, con i proventi dall’investiment banking saliti del 36% (2,12 miliardi).
"Gli utili saranno fondamentali per gli investitori che vogliono entrare nel mercato e cavalcare l'onda del successo o ritirarsi", prevede Emmanuel Cau, responsabile della strategia azionaria europea di Barclays Plc. "Con le azioni vicine ai massimi da inizio anno, sembra che i guadagni facili siano ormai alle spalle e che i fondamentali dovrebbero prevalere di nuovo".
Notizie societarie e pre market USA
Bank of America (+1%): utile netto nel primo trimestre a 8,6 miliardi di dollari, pari a 1,11 dollari per azione, e ricavi da vendite e trading in crescita del 13% a 6,4 miliardi.
Morgan Stanley (+1%): utile a 5,6 miliardi di dollari, pari a 3,43 dollari per azione, in crescita rispetto ai 4,3 miliardi, ovvero 2,60 dollari per azione, registrati un anno prima.
Broadcom (+3%): ha esteso l’accordo con Meta Platforms per i processori IA personalizzati che aiuterà l’azienda di Mark Zuckerberg a sviluppare la capacità di calcolo necessaria per le sue funzioni di intelligenza artificiale.
Snap (+5%): licenzierà circa 1.000 dipendenti, tra cui il 16% dei dipendenti a tempo pieno, e chiuderà più di 300 ruoli aperti, mosse dalle quali conta di risparmiare oltre 500 milioni di dollari entro la seconda metà del 2026.
Borr Drilling (-1%): aumento di capitale con prezzo di conversione iniziale a 8 dollari, corrispondente ad un premio del 40% rispetto alla chiusura di ieri (5,70 dollari).
Allogene Therapeutics (-10%): annunciata la quotazione di 87,5 milioni di azioni a 2 dollari per una raccolta lorda di 175 milioni.
Aspire Biopharma Holdings (+14%): ha firmato una lettera di intenti per l'acquisto dell'attività Driver Controls Systems di Firefish Topco in un accordo da 30 milioni di dollari.
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