Wall Street tenta di nuovo il rimbalzo ma è un agosto da dimenticare

Ieri i principali indici di New York avevano chiuso in rosso per la terza volta consecutiva e il bilancio del mese resta negativo, condizionato dalle scelte restrittive di politica monetaria della Federal Reserve.
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Wall Street sopra la parità
Secondo tentativo di rimbalzo per Wall Street nella seduta odierna, dopo il fallimento di quello di ieri, viste le chiusure in rosso del Dow Jones (-1,05%), del Nasdaq (-1,67%) e dell’S&P500 (-1,27%), terza seduta negativa consecutiva.
Oggi i future sugli indici principali di New York scambiano in verde ma appena sopra la parità: evidentemente ancora non hanno ‘digerito’ il discorso ‘hawkish’ proferito dal numero uno della Fed Jerome Powell al Simposio di Jackson Hole.
“I mercati azionari continuano a fare i conti con le aspettative di banche centrali che terranno il piede sull’acceleratore del rialzo dei tassi (per sfiammare l’inflazione)”, hanno commentato Brian Martin e Daniel Hynes di ANZ Research in una nota riportata dalla CNBC.
Agosto, dunque, sembra avviarsi alla conclusione con trend nettamente negativi per i principali indici USA, visto il -3,2% perso dal Dow Jones (-12,5% da inizio anno), la flessione del 3,5% dello S&P 500 (-16,4% nel 2022) e il -4,1% del Nasdaq (-24,05% da gennaio).
Dati macro
Senza particolari conseguenze per l’andamento dei future sono stati i dati macro di oggi, in particolare quelli sulla stima dell’ADP sul mondo del lavoro negli USA, che evidenziano ad agosto un valore di 132 mila posti a fronte di un incremento di 300 mila unità atteso dagli analisti e dopo l’aumento di 128 mila unità nel mese precedente.
Già questa mattina l’indice Mba, che misura le nuove richieste di ipoteche negli Stati Uniti, aveva mostrato le prime conseguenze della stretta sui tassi.
Nella settimana terminata il 26 agosto, le domande di mutuo sono calate del 3,7% dopo il -1,2% della settimana precedente.
Rischi per l’azionario
Una nota degli analisti di Morgan Stanley avvisava circa il rischio più grande per la borsa americana, non più rappresentato dalle politiche restrittive della Federal Reserve, e quindi della conseguente recessione, finora scontato dall’azionario.
Secondo gli esperti dell’istituto, la maggior preoccupazione resta il trend degli utili delle azioni della ‘Corporate America’.
“Quasi tutta la debolezza che ha caratterizzato l’azionario nel corso del primo semestre del 2022 è stata provocata dalla Fed e dalle condizioni finanziarie più rigide”, ricordavano da MS, mentre nel secondo semestre “sarà invece a nostro avviso determinato fondamentalmente dalle aspettative sugli utili per l’anno prossimo. Ne consegue che gli investitori che puntano sull’azionario dovrebbero prestare attenzione non alla Fed, ma a questo rischio”.
Mentre si avvicina la stagione degli utili, “tradizionalmente la più debole dell’anno per quanto riguarda le previsioni sugli utili”, “l’inflazione eroderà ulteriormente i margini e la domanda. Gli stessi dati che anticipano il trend dei profitti delle aziende segnalano una certa debolezza andando in avanti”.
Movimenti principali pre-market USA
Bed Bath & Beyond (-23%): la società ha annunciato di voler emettere e vendere azioni ordinarie a causa della mancanza di liquidità, anche alla luce di un debito a lungo termine di 1,38 miliardi di dollari e soltanto 107,5 milioni di dollari in contanti.
Snap (-7%): un rapporto aveva rivelato un piano di riduzione del 20% del personale della società, dopo le dimissioni di due alti dirigenti del settore pubblicitario, business particolarmente importante per il social network.
Express (-2%): ridotte le previsioni di vendita per il 2022 e ora si attende una perdita nel corso dell’anno, corrispondente ad un range compreso tra i 16 e i 22 centesimi per azione, rispetto alle previsioni di utile tra i 24 e i 34 centesimi.
Chewy (-12%): la società retail di prodotti per animali prevede un outlook sul fatturato considerato debole.
HP (-6%): la trimestrale è stata caratterizzata da numeri deboli che hanno messo in evidenza un giro d’affari inferiore alle attese.
Ambarella (-8%): ha riportato un fatturato nel secondo trimestre pari a 80,9 milioni di dollari rispetto a 80,2 milioni previsti (Refinitiv), mentre le sue previsioni per il terzo trimestre risultano tra 81 e 85 milioni contro una stima precedente di 85,6 milioni.
Raccomandazioni analisti
Snap
Citigroup: ridotta raccomandazione a ‘neutral’ e target price scende a 10 USD dai precedenti 16 dollari.
Rosenblatt Securities: confermato giudizio ‘neutral’ e prezzo obiettivo è diminuito da 14 USD a 10 dollari.
HP
Barclays: raccomandazione ‘sell’ e target price scende a 27 USD dai precedenti 32 dollari.
Wells Fargo Securities: conferma ‘sell’ e riduce il prezzo obiettivo da 30 USD a 25 dollari.
Ambarella
Wells Fargo Securities: ‘buy’ e tp a 105 USD dai precedenti 110 dollari.
Chewy
JPMorgan Chase: ‘buy’ e target price a 55 dollari dai precedenti 56 USD.
Wedbush: giudizio ‘neutral’ e prezzo obiettivo ridotto a 35 dollari (da 44 USD).
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