Wall Street verso un’apertura in rosso tra timori di recessione


Oggi erano attesi diversi dati macroeconomici che hanno mostrato segnali contrastanti circa la resistenza dell’economia statunitense, attirando vendite sui future dei principali indici di New York, indicando così una possibile apertura di seduta in rosso per la borsa.


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Pioggia di dati macro

Ancora incertezza a Wall Street sulla scia di dati economici contrastanti diffusi oggi, particolarmente attesi per valutare la resistenza dell’economia americana e in chiave politica monetaria, allontanando l’ipotesi di una pausa nel ciclo dei rialzi dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.

In particolare, le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione nella settimana al 12 novembre sono risultate (222 mila) inferiori alle previsioni (225 mila) e al dato precedente (226 mila).

In forte calo l’indice manifatturiero della Fed di Philadelphia, sceso a novembre di 19,4 punti, mentre le attese di fermavano ad un -6,2%, rispetto al -8,7% del dato precedente.

Migliore delle attese ma inferiore al dato precedente il dato sui permessi edilizi di ottobre, pari a 1,53 milioni di unità, in calo rispetto al precedente 1,56 milioni (la previsione era 1,51 milioni).

Tra gli altri dati era previsto anche quello sull’apertura dei cantieri del mese passato, risultato di 1,43 milioni di unità, in calo rispetto al precedente 1,49 milioni, ma superiore rispetto alle previsioni (1,41 milioni).

Wall Street e i timori di recessione

Ieri la seduta di Wall Street si era chiusa in rosso, con lo S&P 500 in calo dello 0,83% a 3.958,79, il Nasdaq Composite a -1,54% a 11.183.66 e il Dow Jones Industrial Average poco mosso.

La pubblicazione della trimestrale di Target, società retail Usa, accedeva ancora i timori sull’arrivo di una recessione negli Stati Uniti, in quanto ha confermato l’impatto negativo dell’inflazione sulla propensione agli acquisti dei consumatori, oltre ad annunciare un crollo degli utili del 50%.

I dati sull’inflazione più morbidi del previsto degli ultimi giorni avevano rafforzato le aspettative di un minore aumento dei tassi di interesse, ma i forti dati sulle vendite al dettaglio di ieri hanno alimentato le preoccupazioni che la Fed possa continuare a inasprire ulteriormente la politica monetaria.

“Wall Street è stata scossa da un quadro contrastante sulle vendite al dettaglio”, spiegava Susannah Streeter, analista senior di investimenti e mercati presso Hargreaves Lansdown.

Il dato sulle vendite complessive “è stato migliore del previsto, dimostrando che la resistenza dei consumatori non è stata intaccata dai rialzi dei tassi d'interesse finalizzati al raffreddamento dell’inflazione.

Questo ha rafforzato le aspettative di una durata maggiore di tassi di interesse più alti per poter fare la differenza”, aggiungeva Streeter.

Il giorno seguente, il clima sembra ancora pessimista, visti i cali di oltre un punto percentuale per i future sui principali indici di New York che sembrano voler presagire un’apertura in rosso.

Notizie societarie principali e relativi movimenti nel pre-market USA

Nvidia (+0,5%): terzo trimestre con un utile per azione rettificato di 58 centesimi di dollari rispetto ai 71 del consensus, mentre i ricavi sono cresciuti a 5,93 miliardi, oltre le stime degli analisti (5,73 miliardi). Per il trimestre in corso si attende sei miliardi di ricavi, poco sotto il consensus.

Cisco Systems (+4%): si attende ricavi in aumento tra il 4,5% e il 6,5% nel trimestre in corso, oltre le attese degli analisti.

Macy's (+5%): prevede un utile rettificato tra 4,07 e 4,27 dollari per azione per l’anno fiscale 2022, in rialzo rispetto alla precedente attesa compresa tra 4 e 4,20 dollari. Gli utili per azione nel trimestre al 29 ottobre hanno battuto le attese degli analisti di Refinitiv con 52 centesimi rispetto ai 19 centesimi previsti.

Kohl’s Corp (-3%): ha ritirato le sue previsioni di vendita e di profitto per il 2022 a causa dell’indebolimento della domanda dovuto all’aumento dei prezzi.

Editas Medicine (-11%): ha sospeso lo studio sul suo farmaco per la cura dell’amaurosi congenita di Leber 10, una malattia genetica degli occhi.

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