Warner Bros, Netflix si sfila: “offerta non più conveniente”

Il gigante dello streaming ora avrà a disposizione ulteriore capitale che arriverà a seguito di una clausola inserita nell’accordo tra le due società che sarebbe scattata nel caso in cui la fusione non fosse andata a buon fine.
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Netflix si ritira da Warner Bros Discovery
Colpo di scena nella battaglia per l’acquisizione di Warner Bros Discovery, ormai in corso da mesi e combattuta a colpi di rilanci. Dopo l’ultima offerta di Paramount, infatti, Netflix si è tirata indietro giudicando l’affare ormai non più allettante.
Nell’ultimo rilancio, Paramount aveva offerto 31 dollari per azione, corrispondente a circa 110 miliardi di dollari, cifra giudicata da Warner come migliore di quella di Netflix, pari a poco meno di 28 dollari per azione ma relativa soltanto alle attività di streaming e cinematografiche.
“Siamo sempre stati disciplinati e, a un prezzo commisurato all'ultima offerta di Paramount Skydance, l'accordo non è più finanziariamente interessante per noi", annunciavano da Netflix in un comunicato, confermando così il suo ritiro dalla corsa.
Accoglienza positiva a Wall Street
La notizia è stata accolta positivamente dagli investitori di Netflix e Paramount: le azioni delle due società guadagnavano circa l’8% in apertura di pre market USA, mentre quelle di Warner cedevano l’1%.
Gli azionisti di Netflix non avevano mai apprezzato l’accordo con Warner. Il titolo aveva perso circa il 40% del suo valore nei cinque mesi successivi alla diffusione dell’interesse della società per Warner Bros. Gli investitori, già preoccupati per le prospettive di crescita futura di Netflix, ritenevano che l’azienda stesse alterando il modello di business che l’aveva resa così di successo e assumendo oltre 50 miliardi di dollari di nuovo debito per farlo.
Warner ormai libera
Senza una controproposta di Netflix, il consiglio di amministrazione di Warner è ora libero di porre fine al suo accordo con il colosso dello streaming e procedere con Paramount.
"Una volta che il nostro consiglio di amministrazione voterà per approvare l'accordo di fusione con Paramount, si creerà un enorme valore per i nostri azionisti", ha dichiarato David Zaslav, amministratore delegato di Warner.
La fusione tra Paramount e Warner Bros riunirebbe infatti due grandi studios di Hollywood, due piattaforme di streaming (HBO Max e Paramount+) e due testate del calibro di Cnn e Cbs.
La proposta include anche un impegno da parte del fondatore di Oracle, Larry Ellison, a contribuire con ulteriori finanziamenti se necessario per supportare i requisiti di solvibilità delle banche di prestito di Paramount.
Dietro l’affare c’è l’ombra di Donald Trump, il quale aveva chiesto a più riprese la vendita della Cnn, tra i media che più lo hanno criticato in campagna elettorale e durante questo suo primo anno di ritorno alla Casa Bianca.
Il proprietario d Paramount, il miliardario Larry Ellison, è stato uno dei principali donatori repubblicani per la rielezione del presidente degli Stati Uniti.
La nuova strategia di Netflix
Paramount aveva accettato di pagare 7 miliardi di dollari se la fusione non fosse andata a buon fine, vale a dire in caso di non approvazione dell'intesa da parte delle autorità antitrust federali, della California e anche europee.
“Quest'anno investiremo circa 20 miliardi di dollari in film e serie di qualità e amplieremo la nostra offerta di intrattenimento. In linea con la nostra politica di allocazione del capitale, riprenderemo anche il nostro programma di riacquisto di azioni”, affermavano i co-Ceo del gigante dello streaming, Ted Sarandos e Greg Peters, sottolineando che “continueremo a fare ciò che abbiamo fatto per oltre 20 anni come società quotata: soddisfare i nostri clienti, far crescere la nostra attività in modo redditizio e generare valore per gli azionisti a lungo termine”.
Secondo gli analisti di Raymond James, i nuovi investimenti saranno probabilmente l’uso principale della liquidità liberata, ma non si escludono altre opzioni dopo questa esperienza nel campo delle fusioni e acquisizioni.
Netflix "potrebbe anche investire maggiormente nei diritti sportivi e in accordi di licenza, come quello recentemente siglato per i film di Sony", ipotizzano gli analisti di MoffettNathanson Research.
Warner Bros “è un'organizzazione di livello mondiale e desideriamo ringraziare David Zaslav, Gunnar Wiedenfels, Bruce Campbell, Brad Singer e il consiglio di amministrazione di Wbd per aver condotto un processo equo e rigoroso. Riteniamo che saremmo stati dei validi custodi dei marchi iconici di Warner Bros e che il nostro accordo avrebbe rafforzato l'industria dell'intrattenimento, preservando e creando più posti di lavoro nel settore della produzione negli Stati Uniti. Ma questa transazione è sempre stata un'opzione ‘nice to have’ al giusto prezzo, non un "must have" a qualsiasi prezzo”, hanno continuato i manager, concludendo che “L'attività di Netflix è sana, solida e in crescita organica, sostenuta dal nostro catalogo e dal nostro servizio di streaming leader del settore”.
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