Zitti tutti, parla Powell

Oggi il presidente della Federal Reserve parlerà al Simposio di Jackson Hole, ma resta l’incertezza sulle future mosse dell’istituto centrale e un tono meno aggressivo di Powell potrebbe favorire l’azionario.
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Wall Street negativa
Wall Street attesa sotto la parità nella giornata tanto attesa dai mercati, visto l’intervento di Jerome Powell nel corso del Simposio di Jackson Hole previsto per oggi alle ore 16 (italiane).
I future dell’indice Nasdaq cedono lo 0,4%, mentre proseguono sullo stesso trend anche quelli sul Dow Jones (0,20%) e sullo S&P500 (-0,30%).
Antipasto di oggi erano i dati macro su reddito personale e spese per consumi negli USA nel mese di luglio.
Il mese scorso il reddito personale è aumentato dello 0,2%, dato inferiore al +0,6% atteso, dopo il +0,7% di giugno (rivisto da +0,6%).
Le spese per i consumi personali sono risultate inferiori al consensus (+0,5%), con un +0,1%, dopo il +1% del mese precedente, rivisto da +1,1%.
I report misurano l’andamento di redditi e spese degli americani, più il tasso di risparmio, rappresentando un importante indicatore economico, visto l’impatto dei redditi sul livello dei consumi, i quali rappresentano il 70% del prodotto interno degli Stati Uniti.
Il falco George
Proprio i dati su consumo personale e redditi rientrano tra gli indicatori economici che la Fed analizzerà per decidere come procedere nella sua politica monetaria.
Alla luce dei numeri odierni, la spesa dei consumatori statunitensi è aumentata di poco a luglio, ma l'inflazione è diminuita notevolmente, aumentando gli spazi per la Federal Reserve di una riduzione dei suoi aggressivi aumenti dei tassi di interesse.
Secondo il presidente dell’istituto centrale del Kansas, Esther George, però, la stretta potrebbe durare a lungo.
“La Fed non ha ancora alzato i tassi di interesse a livelli tali da pesare sull'economia e potrebbe aver bisogno di alzarli sopra il 4% per un po' di tempo”, spiegava George in un'intervista a Bloomberg TV, sottolineando come sia “molto importante che la comunicazione sia chiara su dove stiamo andando”.
Si tratta solo delle ultime dichiarazioni ‘hawkish’ arrivate nel corso di questa settimana da parte di componenti della Fed, tutte impegnate a ribadire la necessità di una stretta sui tassi per combattere l’inflazione, con la recessione ancora soltanto sullo sfondo.
“Negli ultimi giorni diversi membri del FOMC si sono espressi a favore dell'idea che, una volta raggiunto il giusto livello di tassi, un livello efficace contro l'inflazione, la banca centrale dovrebbe mantenerli a quel livello fino a quando l'inflazione non mostrerà segni indiscutibili di ritorno all'obiettivo del 2%", sottolineano da Link Securities.
Cosa dirà Powell?
“Ci aspettiamo che Powell ribadisca il suo impegno per il controllo dell'inflazione e che il ritmo dei rialzi dei tassi 'dipendente dai dati' (fondamentali per il prossimo rialzo dei tassi: i dati sull'occupazione di agosto il 2 settembre e l'IPC dello stesso mese il 13 settembre)”, prevedono da Renta 4.
“Ci si aspetta molto, quindi, dal discorso di Powell, soprattutto che chiarisca fino a che punto la Fed intende aumentare i tassi di interesse di riferimento per combattere l'alta inflazione e a quale ritmo intende farlo”, affermano da Link Securities, i cui esperti non credono che “Powell abbia intenzione di esporsi e fornire così molti dettagli”.
Al contrario di molti analisti, dalla banca restano convinti che Powell “non chiarirà se il rialzo dei tassi sarà di 75 o 50 punti base nella prossima riunione di settembre. Al contrario, “crediamo che Powell opterà per un atteggiamento più generico, riaffermando il pieno impegno della banca centrale statunitense nella lotta all'inflazione e ribadendo che le sue decisioni di politica monetaria saranno adattate ai dati macro man mano che verranno diffusi”.
“A questo punto, non rimane che lanciare una moneta tra l’opzione di 50 e 75 punti base”, dichiarava ieri al Wall Street Journal il presidente della Fed di Atlanta Raphael Bostic.
Nel caso in cui Powell dovesse dare indicazioni su un rialzo di 50 punti, “le azioni potrebbero compiere ulteriori progressi”, prevedono gli esperti di IG.
Pre-market USA
Electronic Arts (+13%): dopo alcune voci su un possibile interesse di Amazon per la società produttrice di videogames, la CNBC smentisce la notizia citando alcune fonti e il titolo ha ridotto i guadagni (+6%).
Dell Technologies (-5%): trimestre chiuso con un aumento del 9% dei ricavi anni su anno (26,4 miliardi di dollari), ma nei tre mesi successivi prevede un risultato minore, tra i 23,8 e i 25 miliardi di dollari, con un calo anno su anno dell’8%.
Pfizer (-1%): citata in giudizio insieme a Biontech (-2%) da Moderna per violazione di brevetto nello sviluppo del primo vaccino per il Covid 19 approvato negli Stati Uniti.
Gap (+8%): trimestre con un utile per azione di 7 centesimi di dollaro per la catena di negozi di abbigliamento casual, risultato nettamente migliore della perdita di sette centesimi attesa dagli analisti.
Raccomandazioni analisti
Tesla
Philippe Houchois di Jefferies: ‘buy’ con prezzo obiettivo invariato a 350 dollari.
Berenberg Bank: ‘neutral’ con target price ridotto da 850 USD a 290 dollari
Dell
Wells Fargo Securities: ‘buy’ e prezzo obiettivo diminuito da 65 dollari a 58 USD.
Raymond James: ‘buy’ con prezzo obiettivo rivisto al ribasso ed è ora fissato a 51 USD da 54 dollari.
Goldman Sachs: ‘buy’ con target price stato rivisto al ribasso da 43 USD a 52 dollari.
Peloton
Evercore ISI: ‘neutral’ e prezzo obiettivo è stato ridotto da 14 USD a 11 dollari.
Stifel Nicolaus: ‘neutral’ target price diminuito da 13 USD a 12 dollari.
Barclays: ‘buy’ e prezzo obiettivo ridotto da 22 dollari a 18 USD.
Needham & Co.: ‘buy’ e tp ridotto da 25 dollari a 14 USD.
Pfizer
Barclays: ‘neutral’ e prezzo obiettivo resta a 50 dollari.
UBS: ‘buy’ e target price resta fissato a 59 USD.
Goldman Sachs: 'neutral' e tp ancora a 50 dollari.
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