Adidas -6%, non corre quanto Nike

Il gruppo tedesco accusa una flessione del 6% alla Borsa di Francoforte dopo la pubblicazione dei risultati. Tagliate al ribasso le previsioni per lโanno in corso a causa dei lockdown in Cina.
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Le aspettative per le trimestrali di Adidas erano basse, dunque deluderle sarebbe stato difficile. Il produttore europeo di abbigliamento e articoli sportivi ha archiviato il primo trimestre 2022 con ricavi in calo del 3% rispetto a un anno prima, a 5,3 miliardi di euro, attestandosi leggermente sopra le attese degli analisti di 5,2 miliardi di euro.
Gli utili netti, in ribasso del 14% anno su anno, sono sopra al consensus. Da notare perรฒ che i cosiddetti profit from continuing operations a 310 euro sono in calo del 38% anno su anno, ma comunque sopra consensus.
Guidance rivista al ribasso
Il gruppo tedesco taglia le previsioni per il 2022 principalmente a causa del lockdown in Cina, dove le vendite sono crollate del 35% rispetto allโanno precedente.
Adidas si aspetta una crescita dei ricavi nella parte bassa della gamma prevista tra lโ11 e il 13%; i margini lordi sono ora attesi al 50,7% (contro il 51,5-52% indicato precedentemente); i margini operativi rimarranno attorno allo stesso livello del 2021 (9,4%) invece di espandersi all'11%.
Secondo lโanalista di JPMorgan, la guidance sui margini รจ peggiore di quanto temuto, mentre da Credit Suisse dubitano sulle capacitร della societร di raggiungere gli obiettivi di crescita dei ricavi (che assumono una significativa ripresa nei prossimi trimestri), soprattutto alla luce della permanenza della debolezza in Cina. Gli analisti di Baader Helvea si aspettano addirittura potenziali revisioni al ribasso delle stime di utili di quest'anno ("earning momentum negativo").
L'Ad Kasper Rorsted afferma che non cambiano gli obiettivi del 2025 previsti dal piano industriale.
Il confronto con Nike
Decisamente migliori i risultati di Nike, che avevamo commentato ad aprile: la societร รจ addirittura riuscita ad aumentare i margini lordi, ovvero continua a correre in un periodo di inflazione sui costi grazie al notevole "pricing power" e allโottimo andamento dei canali di vendita digitali (cresciuti del 22% anno su anno) che presentano margini piรน elevati rispetto ai canali tradizionali.
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