Bper, obiettivo utile netto di 800 milioni nel 2025


L’istituto distribuirà un miliardo di euro nel corso del periodo compreso nel piano grazie al forte aumento dell’utile, promettendo allo stesso tempo il mantenimento della solida posizione patrimoniale.


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Gli obiettivi di Bper

Finita l’attesa, questa mattina Bper Banca ha comunicato il nuovo piano industriale di Gruppo 2022-2025, approvato dal consiglio di amministrazione della banca.

Tra gli obiettivi principali al 2025 spicca quello dell’utile netto pari a 800 milioni a fine piano, rappresentando un netto balzo rispetto ai 384 milioni ottenuti nel 2021.

Questo risultato di utile “sarà raggiunto grazie al potenziamento delle nostre fabbriche prodotto nei business strategici del gruppo rafforzando il nostro modello di banca multi-specialista, con l'obiettivo di accrescere ulteriormente la componente commissionale all'interno dei ricavi”, spiegava nel comunicato l'AD Piero Luigi Montani.

Tra gli altri obiettivi, il margine di interesse è atteso a 1.950 milioni di euro al 2025, confrontato con i 1.505 milioni dello scorso anno, mentre le commissioni nette sono previste a 2.180 milioni di euro a fronte di 1.642 milioni del 2021.

Il CET1 ratio fully phased dovrebbe superare il 13% e la dismissione selettiva degli asset non strategici con impatto positivo sul CET1 è vista oltre i 500 milioni di euro.

Inoltre, aggiungeva Montani, “saranno cedute le attività non-core, tra cui la piattaforma di gestione degli NPL che ci consentirà di fare ulteriori significativi progressi nell'attività di derisking, raggiungendo un NPE ratio lordo stabilmente sotto il 4% per tutto il periodo di piano".

La remunerazione degli azionisti

Il balzo della generazione degli utili permetterà l’incremento significativo della remunerazione agli azionisti, con un pay out ratio previsto al 50% nel 2025, grazie ad un monte dividendi complessivo di circa un miliardo di euro da distribuire nell’arco del piano.

Nonostante questa distribuzione, Montani assicura che verrà mantenuta “al contempo una solida posizione patrimoniale” per la banca emiliana.

L’integrazione con Carige

L’operazione di acquisizione del gruppo Carige verrà completata entro fine anno, ottenendo per Bper un aumento della base di clientela di 800 mila e pari al 20%, permettendo all’istituto emiliano di superare i 5 milioni di clienti.

L’integrazione, spiegano da Bper, consentirà di migliorare la redditività “prospettica con benefici anche sul fronte della qualità del credito e posizione di capitale, a conferma della sua forte valenza strategica e industriale”.

Sono “stimate sinergie per 155 milioni lordi, “che si dispiegheranno al 100% al 2024 e al 50% già nel 2023”, oltre a “85 milioni di sinergie di costo, 40 milioni da funding, e 30 milioni di ricavo.

Inoltre, secondo Montani, “la crescita della redditività complessiva sarà supportata dalle importanti sinergie derivanti dall'integrazione di Banca Carige che abbiamo quantificato in oltre 150 milioni lordi a regime, a conferma dei solidi presupposti industriali alla base dell'operazione".

La view degli analisti e l’andamento in borsa

Il piano di Bper è stato esaminato dagli analisti di Jefferies, i quali si dicono “piacevolmente sorpresi dal livello di utili a cui punta la banca nel 2025, dell’8% superiore” alle loro stime grazie ai maggiori ricavi.

Inoltre, la politica di distribuzione annunciata dall’istituto viene considerata “significativa” dal broker, che mantiene la raccomandazione ‘buy’ sul titolo, con prezzo obiettivo a 3,3 euro.

Se Citi ha rafforzato il giudizio ‘buy’, alzando il target price da 2,45 a 2,90 euro, i target societari della banca sono in linea con le attese di WebSim, “a livello di costi operativi e costo del rischio, mentre sono più elevati a livello di ricavi grazie ad assunzioni di crescita dell’Euribor (+150 bps in arco piano) e di maggiori sinergie derivanti da Carige oltre che maggiore contributo dei ricavi commissionali”.

“Rileviamo che le assunzioni di GDP 2023 al 2,5% potrebbero risultare ottimistiche”, aggiungono da WebSim, spiegando di aver messo sotto revisione giudizio e target price sul titolo, mentre la precedente raccomandazione era ‘neutrale’ con target price a 1,90 euro.

A Milano, intanto, la comunicazione del piano non è stata accolta con favore dagli investitori. Il titolo Bper, infatti, cede subito in apertura e dopo circa 20 minuti di scambi veniva sospesa con un -5% teorico, per poi riaprire a 1,859 euro, in un contesto comunque difficile per i mercati europei dopo la delusione per la riunione di ieri della BCE.


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