Certificati maxi cedola: cosa sono e come funzionano

14/01/2026 14:00
Certificati maxi cedola: cosa sono e come funzionano

Certificati maxi cedola: cos’è il welcome coupon, come funziona e quando aiuta nel recupero minusvalenze.

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I certificati maxi cedola (detti anche welcome coupon, certificati maxi coupon o, più semplicemente, maxicedola) sono certificates progettati per distribuire un premio iniziale elevato nelle prime fasi di vita del prodotto, in modo condizionato o incondizionato.

Cosa sono i certificati maxi cedola

Un certificate è uno strumento il cui valore dipende da uno o più sottostanti (azioni, indici o panieri). Nei certificati con cedola (chiamata anche bonus, coupon o premio), i proventi possono essere periodici; nei certificati maxi cedola la caratteristica distintiva è un premio iniziale più alto degli altri, spesso programmato a breve distanza dall’emissione.

Se ti serve una base generale prima di entrare nei dettagli, qui trovi una guida completa: certificates: cosa sono.

Che cos’è la maxi cedola e come funziona

La maxi cedola è un premio espresso in percentuale sul valore nominale (solitamente 1.000 o 100 euro). Esempio: nominale 1.000 euro e maxi cedola 12% significa un maxi coupon di 120 euro al lordo della tassazione.

Lo stacco del maxi coupon può essere:

  • Incondizionato, quando il premio viene pagato indipendentemente dall'andamento del sottostante (o il paniere dei sottostanti).
  • Condizionato, quando serve che il sottostante (o il paniere) rispetti una condizione alla data di osservazione, ad esempio restare alla data di osservazione a un livello superiore alla barriera stabilita per l’ottenimento del coupon. Se quindi l’attività sottostante ha perso terreno, ma la quotazione si trova al di sopra della barriera stabilita per il bonus, l’investitore otterrà comunque la Maxi Cedola.

In molti casi, dopo la maxi cedola il prodotto può prevedere anche premi successivi (mensili, trimestrali, semestrali o annuali) in strutture non molto differenti dai certificates cash collect, ma non è una regola universale: dipende dallo specifico payoff del certificate.

Maxi cedola: cosa succede dopo lo stacco

Nei giorni successivi allo stacco di un coupon, il certificate tenderà a deprezzarsi. È un meccanismo normale, simile a ciò che accade con lo stacco dei dividendi per le azioni. Il certificate mirerà a riportarsi al pari del valore nominale con il rialzo dei sottostanti dal livello iniziale e quando aumenteranno le possibilità di rimborso al pari del valore nominale.

Le date dei certificates (cum date, ex date, record date, pagamento)

Per aver diritto a ricevere il premio, occorre acquistare il certificate quando tratta incorporando il valore del premio (cum cedola): chi lo acquista entro quella data e lo detiene fino a chiusura avrà diritto al premio. Il giorno successivo alla data cum cedola, il certificate tratta ex-cedola, quindi non incorpora più il premio. Per una spiegazione chiara di data di valutazione, record date e data di pagamento puoi usare questa pagina: data di valutazione, record date e data di pagamento dei certificate.

Effetto memoria per recuperare i coupon non pagati

Alcuni certificati maxi cedola prevedono l’effetto memoria sulla maxi (o sui premi successivi). Se alla prima data utile la condizione non è rispettata e il coupon non viene distribuito, l’importo può “andare in memoria” e l’investitore potrà recuperarlo alla prima data successiva in cui la condizione torna soddisfatta, secondo quanto previsto dal regolamento.

Esempio pratico: maxi coupon previsto a marzo, ma il sottostante è sotto barriera premio e non paga. Se a giugno torna sopra barriera e il certificate prevede memoria, può pagare sia il premio di giugno sia tutti quelli accumulati.

Rimborso anticipato (autocall): cosa cambia per l’investitore

Un caratteristica tipica dei certificate maxi cedola è il rimborso anticipato, chiamato autocall. A determinate date, se il sottostante (o il paniere) è sopra un livello prestabilito (solitamente coincidente con lo strike o leggermente inferiore), il certificate viene rimborsato prima della scadenza naturale al valore nominale, con in aggiunta i premi dovuti fino a quel momento.

Al contrario, il livello di autocall non viene raggiunto, il certificate continua la sua esistenza fino alla data di valutazione successiva.

Come già detto, la maxi cedola è generalmente nei primi mesi di vita del certificate, e mai dopo la prima data di rimborso anticipato. Tuttavia, ogni certificate è un prodotto a sé, e occorre leggere sempre con attenzione la documentazione relativa allo strumento finanziario scelto.

In portafoglio, il meccanismo del rimborso anticipato crea un rischio di reinvestimento: un certificate particolarmente generoso potrebbe essere richiamato proprio quando l’investitore avrebbe preferito continuare a incassare le cedole.

Il rimborso a scadenza

Alla scadenza si guarda di nuovo il livello dei sottostanti rispetto alla barriera sul capitale. Se il sottostante (o i sottostanti) sono al di sopra della barriera, il certificate rimborsa il valore nominale e, se previsto, paga gli ultimi premi e quelli eventualmente in memoria. Se almeno uno dei sottostanti è al di sotto della barriera, la protezione viene meno e il rimborso diventa legato alla performance del peggiore tra i sottostanti, secondo la logica worst of. In questo caso è come se l’investitore avesse comprato direttamente il titolo con l’andamento più negativo, senza beneficiare dei dividendi che quel titolo avrebbe eventualmente distribuito.

Vantaggio fiscale: il recupero minusvalenze

Il recupero minusvalenze è uno dei motivi per cui molti investitori guardano ai certificates: quando un provento rientra tra i redditi diversi (art. 67 TUIR), può essere usato per compensare minusvalenze pregresse.

Qui però c’è un punto decisivo: i premi incondizionati, proprio perché certi nella loro realizzazione (non dipendono dall’andamento del sottostante), vengono in genere trattati come redditi di capitale. Questo significa che non sono compensabili con le minusvalenze, perché la compensazione avviene solo all’interno dei redditi diversi.

Al contrario, quando il premio è condizionato (quindi “incerto” perché legato al rispetto di una barriera o di una condizione alla data di osservazione), è trattato come reddito diverso e quindi contribuisce alla compensazione delle minus.

I rischi del certificate

Come per tutti i certificates, ci sono alcuni aspetti da verificare con attenzione, perché sono quelli che fanno la differenza tra un prodotto “coerente con l’obiettivo” e uno scelto solo per la cedola.

  • Barriera capitale: Il rischio più reale legato all’investimento in certificate si verifica nel caso in cui il certificate, a scadenza, avrà perso un importo superiore alla barriera sul capitale. In questo caso per l’investitore sarebbe come aver puntato sul titolo peggiore senza percepire lo stacco dei dividendi.
  • Rischio emittente: Tutti i certificate sono esposti al rischio credito dell’emittente. Per questo molti investitori guardano rating, solidità e diversificazione degli emittenti.
  • Azzeramento dei titoli sottostanti: In caso di azzeramento dei titoli sottostanti, varrebbe zero anche il certificate.

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