Il ‘whatever it takes’ di Powell spaventa ancora Wall Street

La determinazione della Fed nel ridurre l’inflazione a qualunque costo continua a spaventare e l’andamento odierno dei future indica una nuova seduta di vendite alla borsa di New York dopo il venerdì nero della scorsa settimana.
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Ancora rosso a Wall Street
Nuova seduta di vendite attesa a Wall Street dopo il venerdì ‘nero’ della scorsa settimana seguito alle parole di Jerome Powell al Simposio di Jackson Hole.
A circa un’ora dall’apertura della borsa di New York, il future sul Nasdaq cede oltre l’1%, al pari di quello sullo S&P500, mentre per il Dow Jones il calo risulta leggermente inferiore (-0,80%).
L’ultima settimana della scorsa ottava aveva visto il Dow Jones precipitare del 3,03% (32.283 punti), lo S&P 500 (4.057,66) scendere del 3,37% e il Nasdaq Composite cedere del 3,94% (12.141,71 punti).
Si è trattato della peggior sessione dal mese di maggio per il Dow Jones e da giugno sia per lo S&P500 che per il Nasdaq Composite, cancellando così i guadagni dei tre indici azionari arrivati ad agosto
Powell e i tassi
Il mercato continua a scontare un rialzo dei tassi di 75 punti base per la prossima riunione della Federal Reserve (21 settembre), ma ad aggiungere incertezza è stata anche la determinazione nel proseguire sulla strada della stretta monetaria nonostante la presenza di segnali di recessione.
Il numero uno della Fed aveva di voler tirare dritto “fino a che il lavoro sarà finito”, ovvero quando ci sarà certezza di tenere “sotto controllo” l’inflazione, anche se questo processo “causerà un certo dolore a famiglie e imprese”.
Per i mercati, queste parole aprono la strada al terzo rialzo consecutivo dei tassi di 75 punti base, portando il costo del denaro negli USA al 3,754% per quest’anno.
Alle parole di Powell seguivano quelle di molti esponenti del board della Banca centrale europea, tutte dirette verso lo stesso obiettivo: ridurre l’inflazione a qualunque costo.
Dollaro sempre rialzista
Nonostante la correzione dai massimi intraday, il dollaro mantiene l'impostazione rialzista, reduce da un nuovo record da vent'anni a livello di indice ispirato dalle ultime dichiarazioni di Powell sui tassi USA. “Le parole di Powell hanno portato a una rinnovata forza del biglietto verde, con il movimento che è risultato più marcato nei confronti delle 'commodity currency' dei paesi sviluppati, quali dollaro neozelandese ed australiano”, si legge nella nota quotidiana a cura di Mps Capital Services.Resta intorno la parità la coppia EUR/USD, scambiata a 1,0009.
Si attende l’Opec+
I prezzi del petrolio salgono ancora nonostante le prospettive di un rallentamento dell’economia negli USA e la forza del dollaro, sostenuti dall’Opec+ e dal conflitto in Libia, dove i disordini hanno sparso incertezza sulla produzione di petrolio del paese.
Il future del greggio WTI quota oltre i 93 dollari e il Brent segue in scia a 99 dollari al barile, estendendo (+4%) il guadagno dalla scorsa settimana.
Dall’Arabia Saudita erano arrivati segnali di un possibile taglio alla produzione, da far coincidere con un aumento dell’offerta da parte dell’Iran nel caso in cui dovesse arrivare l’accordo sul nucleare con l’Occidente che cancellerebbe le sanzioni sulle esportazioni di Teheran.
“I prezzi del petrolio stanno aumentando grazie alle speranze di un taglio della produzione da parte dell'Opec e dei suoi alleati per ripristinare l'equilibrio del mercato in risposta al rilancio dell'accordo sul nucleare iraniano”, conferma Sugandha Sachdeva di Religare Broking.
A questo punto, dunque, si attende il 5 settembre quando è in agenda la prossima riunione dei produttori di petrolio e dei suoi alleati (Russia in testa).
Pre-market USA
Walmart (-0,3%): ha lanciato un'offerta da 6,4 miliardi di rand (377,6 milioni di dollari) per il 47% delle azioni di Massmart non ancora possedute. L’annuncio ha fatto volare le azioni del rivenditore sudafricano di oltre il 40%.
Meta Platform (-1%): la sua unità WhatsApp ha annunciato una prima integrazione di e-commerce con l'indiana JioMart.
Netflix (-1%): la società compie oggi 25 anni dalla sua fondazione.
Catalent (-2%): il produttore di farmaci a contratto prevede un fatturato per l'anno fiscale 2023 compreso tra 4,98 e 5,23 miliardi di dollari, al di sotto delle stime di Refinitiv IBES di 5,27 miliardi di dollari. I ricavi netti del quarto trimestre sono aumentati del 10% a 1,31 miliardi di dollari, ma restano inferiori alle stime degli analisti di 1,33 miliardi di dollari.
Raccomandazioni analisti
Apple
JP Morgan: conferma ‘buy’ e prezzo obiettivo ancora fissato a 200 dollari.
Peloton
Baird ‘buy’ e target price passa da 25 USD a 20 dollari.
Marvell Technology
KeyBanc Capital Markets: ‘buy’ e prezzo obiettivo ridotto da 90 dollari a 75 USD.
SMBC Nikko: ‘buy’ e target price rivisto al ribasso da 70 USD a 75 dollari.
Jefferies & Co.: ‘buy’ e prezzo obiettivo rivisto al ribasso a 80 USD da 105 dollari.
Goldman Sachs: ‘buy’ e tp aumentato da 55 dollari a 62 USD.
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