Petrolio ancora in rialzo, Wall Street debole

Lo Stretto di Hormuz resta un punto nevralgico nella crisi in Medio Oriente, mentre domani ci sarà la decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse.
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Wall Street oggi
Wall Street leggermente sotto la parità quando manca circa un’ora all’avvio delle contrattazioni ufficiali, con il sentiment del mercato ancora debole per il rialzo dei prezzi del petrolio che potrebbe spingere la Federal Reserve a scelte monetarie più hawkish di quanto atteso precedentemente.
I future sul Nasdaq 100 scendono dello 0,20%, seguiti in rosso da quelli sullo S&P500 (-0,10%), mentre i contratti sul Dow Jones restano intorno la parità.
Stabile il dollaro nei confronti dell’euro, con il cross EUR/USD a 1,15, mentre il Bitcoin viene venduto sopra i 74 mila dollari.
Stabili anche i prezzi dei metalli preziosi: oro spot a 5 mila dollari e argento spot sopra gli 80 dollari l’oncia.
Dal fronte macro, oggi erano attesi i dati settimanali sul lavoro diffusi dall’ADP, risultati in diminuzione a 9 mila rispetto ai 15.500 precedenti.
Petrolio di nuovo in rialzo
Il conflitto in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz continuano a mettere pressione sui prezzi del petrolio e il Brent torna sopra quota 103 dollari al barile dopo i cali di ieri, portando a oltre il 40% la crescita dei prezzi dall’inizio della guerra.
Negli ultimi sviluppi, le operazioni militari sono state sospese nel giacimento di Shah negli Emirati Arabi Uniti, mentre un giacimento petrolifero iracheno e un porto emiratino sono stati presi di mira da droni e missili.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rinnovato l'appello ad altri paesi affinché contribuiscano a garantire la sicurezza della cruciale via navigabile e ha minacciato di estendere gli attacchi alle infrastrutture petrolifere iraniane. Ha inoltre chiesto alla Cina di rinviare di circa un mese il vertice con Xi Jinping, affermando che era importante per lui rimanere a Washington per supervisionare la guerra.
Viglia Fed
Oggi inizia la due giorni di riunione della Federal Reserve e sono in molti a prevedere che domani l’istituto lascerà invariati i costi di indebitamento. Gli investitori stanno valutando una prospettiva da falco, dato che i rendimenti dei Treasury a breve termine sono in rialzo e i future sui tassi suggeriscono un taglio di 25 punti base verso la fine dell'anno, secondo i dati compilati da LSEG, in calo rispetto ai circa due precedenti alla guerra.
"Anche se non ci aspettiamo che le banche centrali facciano mosse politiche impulsive, è probabile che i responsabili politici sottolineino la vigilanza sui rischi di inflazione in un contesto di prezzi del petrolio elevati e di incertezza sulla durata della guerra", prevedono gli analisti di UBS, ritenendo che “commenti più aggressivi del previsto potrebbero iniettare ulteriore volatilità in un mercato che è vulnerabile ai cambiamenti di sentiment".
"Ci aspettiamo che la Fed mantenga invariato il tasso di riferimento nella riunione della prossima settimana”, scrive Paolo Zanghieri, Senior Economist di Generali Investments.
“Il FOMC si trova a dover aggiornare le proprie previsioni economiche e di politica monetaria in un contesto di forte incertezza, determinata sia dal perdurare della guerra nel Golfo sia dai timori riguardo alla tenuta del mercato del lavoro di fronte all'impatto dell'intelligenza artificiale. Considerata l'imprevedibilità della durata del conflitto e le sue ripercussioni sui prezzi del petrolio e sull'inflazione, non prevediamo modifiche sostanziali alle proiezioni macroeconomiche", conclude Zanghieri.
Focus sull’azionario
Nonostante le turbolenze dei mercati dovute alla guerra, i titoli statunitensi resistono meglio di quelli europei e asiatici, grazie alle aspettative che le ripercussioni sull'economia siano meno gravi.
Tuttavia, alcuni analisti e il Ceo di Goldman Sachs, David Solomon, sottolineano che gli investitori devono ancora considerare appieno gli effetti della guerra sull'economia globale.
"Il nostro posizionamento di portafoglio continua a bilanciare il supporto a breve termine derivante dall'aumento dei prezzi dell'energia con il rischio a lungo termine che un'inflazione sostenuta e una crescita più lenta possano pesare su una più ampia gamma di asset a rischio", ha affermato Jeffrey Palma, responsabile delle soluzioni multi-asset di Cohen & Steers, il quale prevede “di sfruttare le opportunità di errata valutazione".
"Sembra che una parte significativa della rivalutazione del rischio sia ormai alle spalle", secondo Mathias Heim, responsabile degli investimenti di Bellecapital, che aggiunge: "La domanda più interessante è, sempre più spesso, cosa potrebbe migliorare da qui in avanti: segnali di de-escalation, stabilizzazione dei flussi petroliferi o semplicemente l'assenza di ulteriori sorprese negative".
Notizie societarie e pre market USA
Uber Technologies (+2%): insieme a Nvidia lancerà una flotta di robotaxi a partire dal 2027 per arrivare e coprire 28 città in tutto il mondo entro il 2028.
Delta Air Lines (+3%): alzate le previsioni sui ricavi del 1° trimestre: ora si attende che crescano a una percentuale elevata a una sola cifra, rispetto alla precedente previsione del 5%-7%.
Beyond Meat (-5%): ricavi preliminari del quarto trimestre per circa 61 milioni di dollari, in linea con le precedenti aspettative di 60-65 milioni, ma inferiori alle stime degli analisti di 62,6 milioni (dati LSEG).
Greenwich LifeSciences (+6%): il suo farmaco sperimentale GLSI-100 ha ridotto il rischio di ritorno del cancro al seno in uno studio in corso in fase avanzata.
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