Unicredit al lavoro per ridurre l’esposizione in Russia: le ipotesi in campo


Indiscrezioni dei media raccontano di colloqui in corso per la cessione della filiale russa Ao Unicredit ad un soggetto locale mentre altre ipotesi emerse riguardano l’azzeramento delle attività in Russia e la nazionalizzazione della banca.


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Le possibilità per Unicredit in Russia

La guerra in Ucraina e le conseguenti sanzioni decise stanno diventando un problema per l’esposizione di Unicredit in Russia e il management di Piazza Gae Aulenti vorrebbe correre ai ripari.

Le opzioni sul tavolo della banca sono descritte questa mattina da Il Sole 24 Ore, secondo il quale Unicredit starebbe valutando diversi scenari.

Nel primo definito “estremo”, Unicredit potrebbe “azzerare le attività in Russia, con un impatto stimato di circa 200 punti base a fronte di un Cet 1 della banca al 15% circa”.

Il secondo prevede l’ipotesi di nazionalizzazione della banca da parte del governo di Putin, ma “in questo caso dovrebbe essere l’esecutivo russo a muoversi”, anche se questo starebbe sollecitando i soggetti stranieri attivi nel paese a comportarsi come se nulla stesse accadendo.

La cessione di Ao

Terza e ultima ipotesi ci sarebbe la “cessione dell’itero asset di Ao Unicredit Bank ad un soggetto russo non sanzionato per una cifra simbolica”, scenario preferito dall’amministratore delegato Andrea Orcel.

Secondo fonti a MF-Dowjones, su questa ipotesi ci sarebbero già stati “alcuni colloqui informali nei giorni scorsi con più soggetti che potrebbero essere interessati all’acquisto dell’asset”.

Le interlocuzioni tuttavia non hanno ancora trovato uno sbocco definitivo anche a causa del contesto incerto e delle sanzioni che non solo complicano trattative di questa natura ma mettono fuori gioco soggetti potenzialmente interessati, mentre dalla banca non confermano.

L’analisi di WebSim

Il quotidiano di Confindustria riporta come i risultati del primo trimestre potrebbero incorporare accantonamenti prudenziali volti a diminuire l’esposizione complessiva verso la Russia.

“Ricordiamo che nello scenario avverso la società aveva ipotizzato perdite fino a 7,4 miliardi tra esposizione diretta attraverso la controllata russa, l’esposizione cross border e i derivati”, sottolineano da WebSim.

Unicredit diffonderà i risultati dei primi tre mesi del 2022 il prossimo 5 maggio e secondo gli analisti della sim il trimestre dovrebbe incorporare “circa 300 milioni di extra-accantonamenti legati all’esposizione russa come primo step di svalutazioni che abbiamo quantificato in 2,4 miliardi complessivi nell’arco di 2 anni”.

Ulteriori aggiornamenti sull’esposizione totale potrebbero essere forniti dal management durante la call che si terrà nella stessa giornata.

“Se Unicredit aveva comunicato che, nello scenario avverso, l’impatto massimo a livello di CET1 ratio era stimato pari a 200 bp”, si tratta di “un livello che sostanzialmente non permetterebbe alla banca di effettuare il piano di buyback da 2,58 miliardi”, aggiungono da WebSim, confermando la raccomandazione ‘neutral’ sul titolo, con target price a 12 euro rispetto agli 8,72 euro odierni (+0,60%).


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