Wall Street in netto calo dopo maggior taglio dei posti di lavoro dal 2009

Un report sul lavoro ha riacceso i timori per un rallentamento economico negli Stati Uniti e la Borsa statunitense accelera al ribasso prima dell’apertura ufficiale dopo una mattina passata in parità. Intanto, la Banca centrale europea lascia fermi i tassi di interesse.
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Wall Street oggi
Crollano i future azionari dopo il dato sull’occupazione nel settore privato che ha riacceso i timori per un rallentamento economico, con i titoli tecnologici in difficoltà a causa dei piani di spesa di Alphabet e dal calo di Qualcomm dovuto a previsioni deludenti.
I contratti sul Nasdaq cedono lo 0,70% quando manca un’ora all’avvio ufficiale delle contrattazioni, seguiti in scia da quelli sul Dow Jones (-0,30%) e da quelli sullo S&P500 (-0,50%).
Il dollaro non riesce a recuperare nei confronti dell’euro e il cross EUR/USD resta intorno quota 1,18.
Calano ancora l’oro (-2% a 4.800 dollari) e l’argento (76 dollari), con il metallo grigio in particolare difficoltà (-12%).
Crolla il Bitcoin (-8% a 65.500 dollari), ai minimi dal novembre 2024 (vittoria di Trump) dopo che il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha escluso un salvataggio per la valuta digitale, altra delusione per i mercati delle criptovalute fiduciosi in una spinta dall'amministrazione Trump.
Vendite anche sul petrolio (-2%): Brent a 68,10 dollari e greggio WTI a 63,80 dollari al barile.
Dai macro negativi
Il rapporto della società di outplacement Challenger, Gray & Christmas ha mostrato che le aziende statunitensi hanno annunciato il maggior numero di tagli di posti di lavoro in un gennaio dal 2009.
I titoli del Tesoro sono saliti lungo tutta la curva, con il rendimento a due anni in calo di tre punti base al 3,53%, mentre gli operatori hanno aumentato le scommesse sui tagli dei tassi della Federal Reserve.
Sempre dal fronte macro, oggi erano attesi i dati sulle richieste iniziali di disoccupazione per la settimana terminata il 31 gennaio, risultate 231 mila, superando le 212 mila attese e le 209 mila precedenti.
Le trimestrali tech
Ieri sera Alphabet ha annunciato un raddoppio degli investimenti per l’intelligenza artificiale, cercando così di mantenere la leadership nella corsa all’IA.
L’annuncio ha sostenuto i titoli dei produttori di chip e di apparecchiature per i semiconduttori, tra cui Broadcom (+5%) e Lam Research (+2%) e Applied Materials (+2%).
"Il rigoroso scrutinio sulle spese in conto capitale nell'AI continua a spaventare gli investitori. In questa stagione delle trimestrali stiamo assistendo al passaggio dall'IA come leva di crescita a breve termine a un processo strutturale pluriennale", secondo Thomas Monteiro, senior analyst di Investing.com.
Oggi, intanto, dopo la chiusura del mercato è attesa la trimestrale di Amazon e la spesa per l’IA sarà sempre al centro dell’attenzione. Si prevede che quest'anno i grandi gruppi tech investano nel complesso oltre 500 miliardi di dollari in questa tecnologia.
La carica delle trimestrali delle ‘Magnifiche 7’ si concluderà il prossimo 25 febbraio quando arriveranno i numeri di Nvidia.
Ipervenduto
Ieri l'S&P 500 e il Dow hanno chiuso in ribasso per la seconda seduta consecutiva, mentre i mercati continuavano a chiedersi se le società di software e cloud siano in grado di resistere a quella che alcuni investitori considerano una minaccia esistenziale rappresentata dall'AI.
Per il momento sembra fermarsi il crollo dei titoli tecnologici e gli operatori stanno valutando se la fuga dal settore tecnologico sia stata eccessiva, spinta dalle preoccupazioni per la disruption causata dall'intelligenza artificiale, dalle valutazioni elevate e dagli ingenti esborsi di capitale. Nel frattempo, i settori che trarranno vantaggio da una maggiore crescita sono stati i principali beneficiari di questo cambiamento.
"Tre quarti dei titoli del settore software sono in territorio di ipervenduto e il momentum trading che ha caratterizzato il settore tecnologico e del software lo scorso anno è sotto forte pressione", spiega Andrea Gabellone, responsabile azionario globale di KBC Securities, il quale si attende “che la situazione torni a farsi sentire e che si verifichi a breve un rimbalzo, probabilmente selettivo".
Tassi fermi per la Bce
Oggi era attesa anche la decisione di politica monetaria della Banca centrale europea e il board dell’istituto non si è discostato dalle attese degli esperti mantenendo intatti i tassi di interesse. Pertanto, i tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale rimarranno invariati al 2%, al 2,15% e al 2,40%, rispettivamente.
Il consiglio ritiene “che l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi sull’obiettivo del 2% a medio termine” e così come indicato in passato, è “determinato ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine. “Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, il Consiglio direttivo seguirà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione”, aggiungevano dal board.
L’attenzione ora si sposterà sulla Presidente Christine Lagarde, attesa per la consueta conferenza stampa post decisione, in programma alle ore 14:45.
Notizie societarie e pre market USA
Alphabet (-2%): la sua spesa in conto capitale potrebbe raddoppiare quest'anno, in un'ennesima accelerazione degli investimenti della società madre di Google che sta aumentando gli investimenti per alleviare i vincoli sulla capacità di calcolo e per avanzare nella corsa all'intelligenza artificiale.
Qualcomm (-11%): prevede ricavi nel secondo trimestre tra i 10,2 e gli 11 miliardi di dollari, inferiori ad una stima degli analisti di 11,12 miliardi.
Nvidia (+2%), Micron (+1%), Broadcom e AMD (+2%): l’azionario legato alla produzione di semiconduttori e apparecchiature salgono che Alphabet ha annunciato un raddoppio nel 2026 della spesa in conto capitale.
KKR (-0,70%): la società di investimenti acquisterà Arctos in un'operazione valutata a 1,4 miliardi di dollari.
Estee Lauder (+2%): prevede un utile per azione rettificato per l'intero anno compreso tra 2,05 e 2,25 dollari, superando la precedente previsione di 1,90-2,10 dollari per azione.
Ralph Lauren (-3%): ricavi trimestrale aumentati del 12% a 2,41 miliardi di dollari, oltre la stima media degli analisti di una crescita del 7,9% a 2,31 miliardi (dati LSEG).
Raccomandazioni analisti
Advance Micro Devices
BofA Securities: buy e prezzo obiettivo aumentato da 260 a 280 dollari.
FedEx
UBS: buy e target price incrementato da 314 a 412 dollari.
US Bancorp
UBS: neutral e prezzo obiettivo alzato da 57 a 60 dollari.
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