Certificati a capitale protetto: cosa sono, come funzionano

31/03/2026 12:45
Certificati a capitale protetto: cosa sono, come funzionano

Scopri cosa sono i certificati a capitale protetto, come funzionano, la differenza tra capitale protetto e garantito e le principali tipologie: Equity Protection, Butterfly, Double Win e Digital.

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Cosa sono i certificati a capitale protetto

È possibile investire sui mercati finanziari riducendo il rischio di perdere il capitale? I certificati a capitale protetto nascono proprio con questo obiettivo: offrire un’esposizione ai mercati cercando allo stesso tempo di limitare le perdite potenziali.

I certificates sono strumenti di investimento sempre più apprezzati per la loro flessibilità. Permettono di ottenere un'esposizione su un'attività finanziaria sottostante:

  • azione
  • indice azionario
  • valuta
  • materia prima
  • tasso di interesse

e possono replicare la performance del sottostante oppure realizzare strategie più complesse, come la protezione del capitale investito, la distribuzione di cedole periodiche (come nei certificate cash collect) o l'effetto leva (come nei turbo certificates).

Dal punto di vista strutturale, ogni certificate è emesso da un emittente (una banca o un istituto finanziario) e garantito nella liquidità da un Market Maker. In Italia sono negoziabili sul mercato SeDeX di Borsa Italiana e sul segmento Cert-X di EuroTLX, e sono identificati univocamente da un codice ISIN di 12 caratteri alfanumerici. I certificates sono spesso apprezzati perché possono essere utili a compensare eventuali minusvalenze.

Certificates cosa sono: protezione del capitale

Quella dei certificates è una famiglia eterogenea. Una delle caratteristiche che li distingue più nettamente riguarda il livello di protezione del capitale investito:

  • Certificati a capitale protetto: il capitale è protetto in modo parziale o totale a scadenza, indipendentemente dall'andamento del sottostante.
  • Certificati a capitale condizionatamente protetto: a scadenza il certificate restituisce il capitale a condizione che non si verifichi un evento barriera, ovvero che il sottostante non scenda al di sotto di un livello prefissato durante la vita del prodotto o solo a scadenza.
  • Certificati a capitale non protetto: replicano l'andamento del sottostante senza garantire alcuna protezione del capitale investito.

I certificati a capitale protetto, chiamati anche certificates a capitale protetto nella forma inglese del termine, sono generalmente adatti agli investitori avversi al rischio o a chi ha un'aspettativa ribassista sui mercati ma non vuole rinunciare a un potenziale guadagno.

Per una panoramica completa su tutti i certificates, puoi leggere la nostra guida generale su come funzionano i certificates.

Certificati a capitale protetto: come funzionano

Questi investimenti a capitale protetto offrono all'investitore sia la partecipazione al rialzo del sottostante (o un flusso cedolare), sia una protezione del capitale a scadenza - ma solo se lo strumento viene detenuto fino al rimborso.

Come ogni certificate, anche questi strumenti permettono di investire in un'attività sottostante beneficiando della sua performance positiva. La differenza rispetto ai certificate a capitale condizionatamente protetto è che gli effetti di una performance negativa del sottostante si riducono al minimo, o addirittura si azzerano del tutto.

Attenzione: la protezione del capitale vale solo a scadenza. Chi acquista il certificate sul mercato secondario a un prezzo superiore al valore nominale, o chi vende prima della scadenza, potrebbe subire una perdita anche significativa. La protezione ha inoltre un costo implicito: i certificate a capitale protetto tendono ad avere un potenziale di rendimento inferiore rispetto a quelli privi di protezione.

La soglia di protezione è definita in fase di emissione del prodotto e stabilisce qual è l'importo minimo del capitale investito che si può recuperare a scadenza. In caso di ribasso del sottostante, anche molto consistente, l'importo di liquidazione non sarà comunque inferiore a tale livello.

All'interno dei certificate a capitale protetto si distinguono due categorie principali:

CERTIFICATE A CAPITALE PARZIALMENTE PROTETTO

La protezione del capitale a scadenza è parziale: tipicamente all'80%, 85%, 90% o 95% del valore nominale. Ad esempio, con una protezione al 95%, nello scenario peggiore il certificate rimborserà 95 euro su 100 investiti, indipendentemente da quanto il sottostante sia sceso.

CERTIFICATE A CAPITALE INTERAMENTE PROTETTO (100%)

Il rimborso minimo a scadenza è pari al 100% del valore nominale. Anche se il sottostante a scadenza si trovasse sotto del 40% rispetto al livello iniziale, il certificate rimborserebbe comunque l'intero capitale. Non esiste quindi uno scenario in cui si perde il capitale nominale, ma resta il rischio emittente (vedi sezione dedicata).

Differenza tra capitale garantito e capitale protetto

Quando si parla di investimenti a capitale protetto, è importante chiarire subito un punto che genera spesso confusione: protezione del capitale non equivale a garanzia del capitale.

Un certificato a capitale protetto garantisce contrattualmente il rimborso di una certa quota del capitale a scadenza, ma questa promessa è fatta dall'emittente, cioè dalla banca o dall'intermediario finanziario che ha emesso il prodotto. Se l'emittente dovesse andare in default, l'investitore diventerebbe un creditore non privilegiato e potrebbe non recuperare il capitale, nonostante la protezione prevista dal contratto.

Il capitale garantito in senso proprio si riferisce invece a strumenti coperti da garanzie esterne e indipendenti dall'emittente. Nel mondo dei certificates, strumenti di questo tipo non esistono: la protezione è sempre interna alla struttura del prodotto e legata alla solidità di chi lo emette. Quando nel linguaggio comune si sente parlare di "certificates a capitale garantito", si tratta di un uso improprio del termine, in quanto con i certificates il capitale non è garantito.

Per questo motivo, prima di investire, è sempre consigliabile verificare il merito creditizio dell'emittente attraverso i giudizi delle principali agenzie di rating:

  • Standard & Poor's
  • Moody's
  • Fitch

Rischi certificates a capitale protetto

Nonostante il nome rassicurante, i certificati a capitale protetto presentano alcuni rischi che l'investitore deve conoscere:

  • Rischio emittente (o rischio controparte): come accennato, trattandosi di titoli emessi da una banca o intermediario, in caso di insolvenza dell'emittente il capitale potrebbe non essere recuperato.
  • Rischio di mercato: se si vende il certificate prima della scadenza, il prezzo potrebbe essere inferiore al valore nominale, anche con protezione al 100%. La protezione vale solo a scadenza.
  • Rischio liquidità: in alcune condizioni di mercato, il Market Maker potrebbe ridurre la liquidità sul prodotto, rendendo difficile uscire dall'investimento a un prezzo equo.

Per comprendere meglio non solo i rischi, ma anche i vantaggi di questi strumenti di investimento, può essere utile consultare la sezione pro e contro dei certificates.

Tipologie di certificati a capitale protetto

Le tipologie di certificati a capitale protetto seguono la classificazione ufficiale di ACEPI (Associazione Italiana Certificati e Prodotti di Investimento), l'organismo di riferimento del settore in Italia.

EQUITY PROTECTION CERTIFICATE

L'Equity Protection è la tipologia più diffusa e "classica" tra i certificati a capitale protetto. Permette di partecipare ai movimenti dell'attività sottostante proteggendo, a scadenza, in tutto o in parte il prezzo di emissione, qualora il sottostante andasse nella direzione opposta alle aspettative. Può anche prevedere un livello Cap (che pone un limite massimo al rendimento conseguibile) o di rimborso anticipato (se in una delle date prefissate il sottostante è pari o superiore a un certo livello, il certificato si rimborsa anticipatamente).

A scadenza si presentano due scenari:

  • Sottostante sopra il livello iniziale (strike): L'investitore partecipa alla performance positiva nella misura prevista dal fattore di partecipazione (es. 100%, 120%, ecc.). Se è presente un Cap, il guadagno è limitato a tale soglia.
  • Sottostante sotto il livello iniziale: il sottostante è sceso sotto il livello di protezione. L'investitore riceve comunque l'importo di liquidazione equivalente al livello di protezione (es. 90% o 100% del nominale), indipendentemente dall'entità del ribasso.

I certificati equity protection sono particolarmente apprezzati da chi vuole esporsi a un asset con un tetto di perdita definito, con un orizzonte temporale tipicamente di 3-5 anni.

BUTTERFLY CERTIFICATE

Il Butterfly Certificate presenta una struttura con due livelli barriera: uno al rialzo (barriera up) e uno al ribasso (barriera down). La protezione del capitale è sempre totale al 100% a scadenza. Il certificato partecipa alla variazione del sottostante - sia al rialzo che al ribasso - a patto che il prezzo del sottostante non superi le rispettive barriere.

In pratica, l'investitore partecipa al rialzo se la barriera superiore non viene superata e al ribasso se la barriera inferiore non viene superata. Se il sottostante supera la barriera in una delle due direzioni, la partecipazione in quella direzione decade, ma il capitale nominale è comunque rimborsato integralmente.

È uno strumento adatto a chi si aspetta un mercato laterale o moderatamente volatile, e vuole comunque proteggere integralmente il capitale.

CERTIFICATI DIGITALI

I Certificati Digitali (conosciuti anche come Cash Collect Protection, Digital Barrier Plus) combinano la protezione del capitale con la possibilità di ricevere premi ricorrenti (importo digital) se alle varie date di osservazione periodiche (mensile, trimestrale, ecc.), il sottostante quota a un livello pari o superiore a una soglia prefissata. Se il sottostante è sotto tale soglia, il premio di quel periodo non viene pagato.

A scadenza si presentano due scenari:

  • Sottostante sopra il livello iniziale (strike): l'investitore riceve la restituzione del prezzo di emissione maggiorata dell'ultimo importo digital.
  • Sottostante sotto il livello iniziale: l'investitore riceve soltanto la restituzione del prezzo di emissione (protezione del capitale parziale o totale fino al 100%), senza il premio finale.

EXPRESS PROTECTION CERTIFICATE

I certificati Express Protection (noti anche come Express Protected o Athena Sicurezza) sono una tipologia che unisce la protezione del capitale con la possibilità di un rimborso anticipato (autocallable).

Se in una delle date di osservazione prefissate il sottostante quota a un livello pari o superiore al livello di rimborso anticipato, il certificato si chiude anticipatamente restituendo il capitale con un premio fisso prestabilito. Questo permette all'investitore di realizzare un rendimento positivo anche in un orizzonte temporale più breve del previsto.

Se il rimborso anticipato non si verifica in nessuna delle date intermedie, il certificato giunge a scadenza naturale e garantisce la protezione del capitale (parziale o totale), con eventuale partecipazione alla performance positiva del sottostante.

DOUBLE WIN CERTIFICATE

I certificati Double Win offrono un guadagno sia in caso di rialzo che di ribasso del sottostante, basato sulla variazione assoluta rispetto al valore iniziale. In altri termini, l'investitore non deve indovinare la direzione del mercato, gli basta che si muova abbastanza in una delle due direzioni. Può anche prevedere un livello Cap (che pone un limite massimo al rendimento conseguibile) o di rimborso anticipato (se in una delle date prefissate il sottostante è pari o superiore a un certo livello, il certificato si rimborsa anticipatamente)

Il guadagno dipende dall'entità della variazione del sottostante, non dalla sua direzione. Questo lo rende interessante in contesti di elevata volatilità attesa, dove si prevede un movimento significativo ma se ne ignora il verso.

Come scegliere il certificato a capitale protetto più adatto

La scelta del prodotto giusto dipende da diversi fattori:

  • Profilo di rischio: se vuoi azzerare completamente il rischio di perdita del capitale a scadenza, orienta verso strumenti con protezione al 100%. Se puoi tollerare una perdita limitata (es. 5-10%), una protezione parziale ti dà accesso a fattori di partecipazione più elevati.
  • Orizzonte temporale: i certificati a capitale protetto hanno scadenze che possono variare da 1 a 5+ anni. La protezione vale solo a scadenza, quindi devi essere disposto a immobilizzare il capitale per l'intera durata.
  • Rating dell'emittente: verifica sempre il merito di credito dell'emittente attraverso i rating di S&P, Moody's e Fitch.

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