Come si compra un certificate?

16/09/2026 09:15
Come si compra un certificate?

Come acquistare certificati di investimento senza errori: un ISIN sbagliato o un ordine mal impostato sul SeDeX di Borsa Italiana possono costare caro.

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Prima di scegliere quale certificate acquistare, ogni investitore deve superare un passaggio preliminare: l'apertura di un conto titoli abilitato alla negoziazione di prodotti derivati. Una volta soddisfatto questo requisito, acquistare certificati di investimento richiede pochi passaggi operativi, dalla scelta del prodotto all'inserimento dell'ordine sulla propria piattaforma di trading o di home banking. Ecco come funziona, dal conto titoli fino alla vendita prima della scadenza.


Il conto titoli e il questionario MiFID

Investire in certificate presuppone l'apertura di un conto titoli abilitato al trading su prodotti derivati. Il conto titoli è lo strumento che permette di negoziare azioni, obbligazioni, titoli di Stato, quote di fondi comuni, ETF e, appunto, certificate. Nella maggior parte dei casi la banca apre il conto titoli in occasione della prima operazione di investimento, anche se alcuni intermediari lo attivano automaticamente insieme al conto corrente.

Alla sottoscrizione, l'investitore è tenuto a compilare in modo corretto e veritiero il questionario Mifid, che serve alla banca per valutare le conoscenze finanziarie, l'esperienza, la situazione economica e gli obiettivi di investimento del cliente prima di abilitarlo alla negoziazione di prodotti derivati.

La scelta del certificate più adatto

Il passo successivo è la selezione del prodotto. Il mercato italiano offre diverse famiglie di certificate, da chi cerca flussi di cedole periodiche a chi li utilizza in modo più tattico: dai certificate cash collect ai turbo certificate, passando per i certificate con maxi cedola e gli express certificate. Chi non ha ancora chiaro il funzionamento di base di questi strumenti può partire da una guida su cosa sono i certificati di investimento prima di passare alla fase operativa.

Ogni certificate è identificato da un codice ISIN, la sigla alfanumerica di 12 caratteri che lo distingue in modo univoco su tutte le piattaforme di negoziazione, e va sempre analizzato attraverso il KID (Key Information Document) e gli altri prospetti informativi messi a disposizione dall'emittente. Nella sezione dedicata ai costi del KID sono riportati i costi totali annui del prodotto, un dato utile per confrontare più certificate prima di investire. Trattandosi di strumenti che comportano rischi specifici e non adatti a ogni tipo di investitore, resta sempre opportuno rivolgersi al proprio consulente o all'intermediario di fiducia prima di assumere qualunque decisione.


Dove si comprano i certificati: collocamento e mercato secondario

I certificate possono essere acquistati in due momenti diversi della loro vita. Durante la fase di collocamento, che precede l'ammissione alla negoziazione, il prodotto viene offerto al pubblico dall'emittente, di norma attraverso i collocatori incaricati, per un periodo di tempo limitato.

Terminato il collocamento, il certificate viene quotato sul mercato secondario, dove resta acquistabile e vendibile per tutta la sua vita residua. In Italia i certificate sono negoziati principalmente sul SeDeX di Borsa Italiana o sul segmento Cert-X del mercato EuroTLX: entrambi sono sistemi multilaterali di negoziazione (MTF) gestiti da Borsa Italiana, parte del gruppo Euronext, e dal settembre 2023 operano sulla piattaforma di trading Optiq. È su questo mercato secondario che si concentra la quasi totalità degli acquisti effettuati dagli investitori retail, tramite la propria banca o il proprio broker.

Come inserire l'ordine di acquisto

La maggior parte delle banche operanti in Italia mette a disposizione dei propri clienti una piattaforma di home banking o di trading online attraverso cui è possibile acquistare autonomamente qualsiasi certificate quotato. Una volta scelto il prodotto, è sufficiente inserire il relativo codice ISIN sulla piattaforma per individuarlo.

Prima di procedere è utile consultare il book, la schermata che riporta in tempo reale le proposte di acquisto e di vendita presenti sul mercato in un determinato istante. La parte sinistra del book, quella del denaro, raccoglie le proposte in acquisto: la colonna più a sinistra indica il numero di proposte inserite, quella centrale la quantità complessiva dei titoli richiesti, quella più a destra il prezzo al quale ci si offre di acquistare. La parte destra, quella della lettera, è organizzata in modo speculare per le proposte di vendita, con prezzo, quantità e numero di proposte.

Per acquistare occorre indicare la quantità desiderata e il prezzo al quale si è disposti a comprare, il cosiddetto prezzo limite: si può scegliere di acquistare direttamente al prezzo lettera (ask) esposto sul book, oppure inserire un prezzo inferiore e attendere che il mercato lo raggiunga. Dal marzo 2026, a seguito di una modifica ai regolamenti di SeDeX e Cert-X comunicata da Borsa Italiana, non è più possibile inserire ordini "a mercato": ogni proposta di acquisto o di vendita deve indicare obbligatoriamente un prezzo limite. Su entrambi i mercati è inoltre obbligatoria la presenza di un liquidity provider per ciascun certificate, la figura che garantisce la possibilità di negoziare in ogni momento di apertura del mercato esponendo prezzi in acquisto e in vendita. Spesso è lo stesso emittente a fare da liquidity provider, impegnandosi a mostrare in maniera continuativa sul book i prezzi denaro e lettera, con uno spread canonico dell'1% in condizioni di mercato normali. Nelle fasi di maggiore volatilità, però, questo impegno può tradursi in uno spread più ampio o, in casi limite, nella temporanea assenza di prezzi.

Chi preferisce non operare online può sempre recarsi in filiale e comunicare all'operatore allo sportello il codice ISIN del prodotto su cui intende investire: un'alternativa meno diffusa, ma ancora praticabile presso la maggior parte delle banche.


Vendere un certificate prima della scadenza

Per vendere un certificate la procedura è la stessa, ma di segno opposto: sulla piattaforma si seleziona "vendi" (o "sell") invece di "compra", indicando quantità e prezzo limite. Non è necessario attendere la scadenza naturale del prodotto per liquidare la posizione: proprio perché i certificate sono negoziati su un mercato con un liquidity provider obbligatorio, è possibile inserire un ordine di vendita in qualsiasi giorno di apertura del mercato, come si farebbe con un'azione o un ETF.

Attenzione però a un aspetto spesso sottovalutato: il prezzo al quale si vende durante la vita del certificate può discostarsi anche sensibilmente dal valore nominale, in base a come si è mosso il sottostante rispetto allo strike, al tempo residuo alla scadenza e alla volatilità del sottostante stesso. Chi vuole capire nel dettaglio quali fattori incidono sul prezzo di un certificate prima della scadenza troverà utile questa guida su come funzionano i certificate. Il discorso vale anche per i certificati a capitale protetto: la garanzia sul valore nominale si applica solo a scadenza, per cui una vendita anticipata resta sempre soggetta al prezzo di mercato del momento.


Orari di negoziazione di SeDeX e Cert-X

Gli orari di negoziazione dei due mercati non sono identici. Sul segmento Cert-X di EuroTLX la negoziazione continua si svolge dalle 9:05 alle 17:30 di ogni giorno di mercato aperto. Sul SeDeX, invece, dal 2023 il regolamento di mercato di Borsa Italiana prevede la possibilità di orari estesi di negoziazione (Extended Trading Hours): per ciascun certificate, l'emittente può concordare con il market maker due orari di apertura, le 8:00 o le 9:05, e tre orari di chiusura, le 17:30, le 20:30 o le 22:00. La combinazione viene fissata al momento dell'ammissione alla negoziazione dello strumento e resta stabile per tutta la sua vita, indicata sulla scheda prodotto disponibile sul sito di Borsa Italiana.


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