
Il ritorno dello shock energetico, con il petrolio tornato sopra i 100 dollari al barile, si intreccia con uno dei momenti più intensi dell’anno per la politica monetaria. Mentre i mercati azionari iniziano a incorporare il rischio geopolitico e la vulnerabilità energetica dell’Europa emerge con maggiore evidenza, l’attenzione si concentra sulle banche centrali: non tanto sulle decisioni sui tassi, ampiamente attese, quanto sul linguaggio e sulla capacità di gestire un possibile nuovo ciclo di pressioni inflazionistiche.































































