A quattro anni dall’invasione russa, il conflitto non è più percepito come uno shock temporaneo ma come un fattore strutturale di rischio geopolitico. I mercati hanno integrato una nuova realtà europea fatta di maggiore spesa per la sicurezza, resilienza energetica e autonomia industriale. In questo contesto la difesa resta al centro dei flussi, mentre energia, manifattura e settori legati alla normalizzazione continuano a muoversi tra volatilità e incertezza.